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La spiaggia di El Médano si estende davanti all’omonimo paese, sulla costa meridionale di Tenerife, nel comune di Granadilla de Abona, in quel tratto di litorale dove le dune arrivano fino alle case e il profilo della Montaña Roja chiude l’orizzonte verso ovest. È la più sportiva delle spiagge di Tenerife e anche una delle poche del sud a essere ancora, prima di tutto, la spiaggia di un paese: l’arenile comincia dove finisce la piazza, i bar hanno le tavole appoggiate al muro e il rumore di fondo non è quello degli animatori ma delle vele che sbattono.
Il vento, qui, non è un inconveniente stagionale: è la ragione per cui esiste tutto il resto. Gli alisei incanalati fra il massiccio interno e il cono rosso della riserva soffiano per la maggior parte dell’anno e hanno trasformato questi settecentocinquanta metri di sabbia grigia nella capitale europea del windsurf e del kitesurf, con tappe di circuiti internazionali ospitate a un chilometro da qui. Che tu sappia stare su una tavola o no, il posto funziona lo stesso, purché tu accetti il patto: chi cerca l’ombrellone immobile e la calma piatta guarderà altrove, chi ama guardare il mare in movimento con una birra fredda in mano si è appena trovato una base.
Sulla carta, il fronte mare di El Médano non è una spiaggia sola ma due, e vale la pena saperlo perché i nomi si sovrappongono di continuo. Il catasto delle spiagge assegna a Playa de El Médano circa settecentocinquanta metri di lunghezza e una quarantina di larghezza, con sabbia fine di colore grigio-dorato e condizioni di balneazione classificate come ventose e con moto ondoso moderato; accanto, il tratto più cittadino è registrato come Playa de Leocadio Machado, poco più di quattrocento metri ma largo fino a centocinquanta, con sabbia scura e acque tranquille. Nella pratica quotidiana i cartelli dicono una cosa, gli abitanti un’altra e i turisti chiamano tutto El Médano.
La sabbia è di origine vulcanica, rimacinata e depositata dal mare e dal vento nello stesso sistema dunare che prosegue verso la Reserva Natural Especial de Montaña Roja: non è sabbia importata, e infatti scotta parecchio a mezzogiorno. Il fondale digrada dolcemente e la zona più vicina al centro è nettamente la più protetta, con acqua bassa per una lunga fascia e onde smorzate: è lì che vedi i bambini con il salvagente e le nonne che chiacchierano immerse fino alle ginocchia.
Man mano che ti allontani dal paese verso est, il fondo si fa più mosso, il vento prende velocità e i bagnanti lasciano spazio alle vele. La gestione è comunale e i servizi ci sono tutti — docce, spogliatoi, servizi igienici, noleggio lettini e ombrelloni, ufficio turistico, salvataggio in stagione, accessi adattati per persone con mobilità ridotta — ma nessun tratto è chiuso da concessioni alberghiere e non troverai file ordinate di lettini con logo.
Sulla qualità dell’acqua, un dato onesto: El Médano ha esposto la Bandiera Blu in passato, ma per rivederla issata su questa sabbia bisogna tornare al 2017, e nella lista Adeac del 2026 il comune di Granadilla de Abona non compare. Il che non impedisce a mezza Tenerife di fare il bagno qui tutto l’anno, ma è un’informazione che preferisco darti io piuttosto che lasciartela scoprire da un cartello.
Quello che si fa a El Médano si divide fra acqua e asfalto in legno. Il lungomare pedonale parte dalla Plaza Roja, il cuore del paese, e prosegue su passerelle di legno che costeggiano la battigia fino ai margini della riserva: è una passeggiata pianeggiante, adatta a chiunque, che si fa all’alba con le scarpe da corsa, a metà mattina con il passeggino e al tramonto con il gelato, e che a un certo punto si trasforma in sentiero e ti porta verso la base della Montaña Roja e, superandola, all’arenile selvaggio di La Tejita.
Sull’acqua comandano windsurf, kitesurf, wingfoil e surf: le scuole sono numerose e concentrate lungo il fronte mare, i corsi per principianti partono dalla zona riparata e gli affitti di attrezzatura si fanno a ore, mentre chi ha già esperienza si sposta a El Cabezo, la spiaggia successiva verso est, dove le onde e il vento producono le condizioni che hanno portato qui i campionati mondiali. C’è spazio anche per chi preferisce la terra: la salita alla Montaña Roja, centosettantuno metri di cono vulcanico dentro una riserva di centosessantasei ettari, si fa in venti minuti dalla base e restituisce la vista su tutto il sud dell’isola, dalla pista dell’aeroporto Reina Sofía al Teide nelle giornate limpide.
Per mangiare, il paese ha una densità di caffè, creperie, pizzerie, poke bar e cucine vegetariane che non ti aspetteresti da un centro di questa taglia, effetto collaterale di una comunità internazionale di surfisti che qui vive tutto l’anno e parla tre lingue per tavolo; il pesce vero, però, resta un’escursione a Los Abrigos, cinque chilometri più a ovest. La sera l’atmosfera è quella di un paese di mare con la musica dal vivo nelle terrazze e i gruppi che si spostano a piedi: niente discoteche, niente animazione da villaggio, e chi cerca la notte lunga sale in auto verso Playa de las Américas.
I dintorni immediati sono un piccolo arcipelago di arenili che si raggiungono a piedi o in pochi minuti. A ovest, oltre il cono rosso, c’è La Tejita, un chilometro e mezzo abbondante di sabbia libera e ventosa; a est, in fila, Playa Chica, l’insenatura più riparata e amata dalle famiglie del posto, poi El Cabezo con le sue onde e i suoi surf shop, quindi La Jaquita, El Salado e La Rajita, cale minori dove il paese si dirada. Poco più in là si alza la Montaña Pelada, con i suoi strati color ocra e le pozze di marea alla base. Verso ovest, dopo Los Abrigos e il suo porticciolo di pescatori, si entra nel comprensorio di Golf del Sur e nella marina di San Miguel, mentre nell’entroterra, a una decina di chilometri di tornanti, sta il paese di Granadilla de Abona, capoluogo del comune, con il suo centro storico di case canarie che quasi nessun turista balneare vede mai. Nelle vicinanze dell’aeroporto, infine, si trova la Cueva del Santo Hermano Pedro, meta di pellegrinaggio legata al primo santo canario.
La stagionalità, qui, si misura in nodi più che in gradi. Il bagno è possibile dodici mesi l’anno, con l’acqua fra i diciannove gradi di fine inverno e i ventitré-ventiquattro di settembre e ottobre, e le temperature dell’aria che raramente escono dalla forbice fra i venti e i ventotto. Il vento, invece, cambia molto: la stagione forte va da aprile ad agosto, quando gli alisei soffiano con più costanza e il paese si riempie di tavole sui tetti delle auto, ed è il periodo migliore se vieni per navigare e il peggiore se vieni per leggere un romanzo sulla sabbia.
Settembre e ottobre sono statisticamente i mesi più calmi e, non a caso, quelli che consiglio a chi vuole entrambe le cose: mare caldo, giornate ancora lunghe, folla in ritirata e qualche pomeriggio di vera bonaccia. L’inverno porta i residenti stagionali del nord Europa, sole basso e ottimo per le passeggiate, ma anche il rischio di qualche giornata di mare grosso. Nell’arco della giornata la regola non tradisce quasi mai: la mattina l’aria è ferma e l’acqua trasparente, il vento si alza dopo mezzogiorno e raggiunge il massimo nel primo pomeriggio, per calare verso sera. Se hai bambini piccoli, punta le nove del mattino nella zona davanti al paese; se hai una vela, dormi fino a tardi e ringrazia gli alisei.
Dove dormire a Playa de El Médano
El Médano è uno dei rari posti del sud di Tenerife in cui si può dormire sulla spiaggia senza dormire in un resort. L’offerta più caratteristica è quella degli appartamenti e degli studi affacciati sul lungomare o nelle vie subito dietro, molti in edifici bassi degli anni Ottanta, spesso con terrazza e lavatrice, pensati per soggiorni lunghi: è la formula scelta da chi viene per due settimane di windsurf e da chi lavora da remoto e vuole scendere in acqua all’ora di pranzo. Accanto convivono hotel di taglia media in prima linea, surf camp e ostelli con camere condivise e magazzino per le tavole, coliving frequentati da una comunità internazionale che qui si è radicata, e un paio di strutture più curate verso l’estremità occidentale del paese.
Chi arriva in camper o con la tenda ha invece l’area di campeggio alle spalle delle dune, in direzione della Montaña Roja. Il vantaggio di dormire dentro El Médano è che l’auto diventa quasi superflua: spiaggia, scuole, ristoranti e fermata dell’autobus stanno tutti nel raggio di dieci minuti a piedi. Chi preferisce più tranquillità può orientarsi su Los Abrigos, cinque chilometri a ovest, mentre chi ha un volo scomodo trova alberghi funzionali vicino all’aeroporto, a pochi minuti di strada.
Come arrivare a Playa de El Médano
In auto è questione di minuti dalla dorsale del sud: dall’autostrada TF-1 si esce a El Médano-Granadilla, uscita 22, e si prosegue sulla TF-64 fino al paese, che dista poco più di cinque chilometri dallo svincolo. Il parcheggio è gratuito ma non infinito: ci sono aree lungo l’ingresso del paese e nei pressi del lungomare, e nei fine settimana estivi conviene arrivare presto o rassegnarsi a lasciare l’auto qualche isolato più indietro e camminare.
Dall’aeroporto Tenerife Sud-Reina Sofía sono meno di dieci minuti di strada, il che rende El Médano una delle poche località dell’isola dove ha senso arrivare in taxi con i bagagli senza noleggiare nulla; da Los Cristianos conta una mezz’ora, da Santa Cruz de Tenerife circa un’ora lungo la TF-1. In autobus, El Médano è servita dalle linee TITSA che collegano l’aeroporto sud, la zona di Los Cristianos e Costa Adeje, oltre che il capoluogo comunale di Granadilla; le fermate si trovano all’ingresso del paese, a pochi minuti a piedi dalla sabbia. Una volta arrivato, il resto si fa camminando: il fronte mare è interamente pedonale e collega senza interruzioni la Plaza Roja, la spiaggia principale, Playa Chica e l’imbocco dei sentieri verso la riserva.
Dove si trova Playa de El Médano
Playa de El Médano si trova nel sud di Tenerife, nel comune di Granadilla de Abona, sul litorale dell’omonimo paese, subito a est della Reserva Natural Especial de Montaña Roja e del cono vulcanico che le fa da quinta. Dista circa un chilometro e mezzo da Playa de La Tejita, cinque chilometri da Los Abrigos, meno di dieci dall’aeroporto Tenerife Sud-Reina Sofía e una decina dal centro di Granadilla de Abona, nell’entroterra. Santa Cruz de Tenerife è a una sessantina di chilometri lungo l’autostrada del sud TF-1.
