Cosa vedere a Tenerife in tre giorni

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Il terzo giorno è quello che cambia tutto. Con due giorni a Tenerife impari com’è fatta l’isola; con tre cominci a girarci intorno per davvero, e la differenza è tra guardare una carta geografica e camminarci sopra.

Cosa vedere a Tenerife in 3 giorni significa prendersi il tempo di fare le stesse cose senza fretta e poi spingersi dove le ventiquattr’ore non arrivano mai. Il primo giorno resta alle due città che si fronteggiano lungo il versante: Santa Cruz sul mare, con il Mercado de Nuestra Señora de África, Plaza de España, la Calle del Castillo, il Parque García Sanabria e l’Auditorio de Tenerife, e poi San Cristóbal de La Laguna sull’altopiano, dove dormo.

Il secondo sale alla verticale del Parco Nazionale del Teide — la caldera di Las Cañadas, la funivia, i Roques de García — e ridiscende a La Orotava e a Puerto de la Cruz, tra Playa Jardín e il Jardín Botánico.

Il terzo, quello nuovo, va a ovest lungo la costa nord: il drago di Icod de los Vinos, Garachico e il suo porto sepolto dalla lava, il massiccio di Teno con Masca e Punta de Teno, e infine le scogliere di Los Gigantes. Ecco come ho tenuto insieme i tre giorni.


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Giorno 1: Santa Cruz senza fretta e la sera in quota a La Laguna

Colazione al Mercado de Nuestra Señora de África

Mercado de Nuestra Senora de Africa Santa Cruz Tenerife

Comincio dal mercato perché a Santa Cruz è il posto dove la città si sveglia prima di te. Il Mercado de Nuestra Señora de África è appoggiato sul bordo del Barranco de Santos, il vallone che spacca il centro, e ci si entra da un ponte che ti consegna a un edificio bianco con un campanile: lo chiamano de La Recova, e la torre non ha mai chiamato nessuno a messa perché di chiesa non si è mai trattato.

Dentro, due patii in fila e un vociare che rimbalza sulle pareti. Al mattino presto arrivano i furgoni dei contadini del nord, e i banchi che mi trattengono sono quelli dei fiori — sproporzionati, come se a Santa Cruz ci fosse un matrimonio ogni giorno — e la pescheria interrata, dove conviene guardare dove metti i piedi. Prendo un caffè e un dolce a un bancone, in piedi, e do il tempo alle gambe di scaldarsi: oggi non c’è nessun autobus da rincorrere. Se è domenica, intorno si allarga il rastro e il quartiere diventa una calca allegra.

Da Plaza de España su per la Calle del Castillo

plaza de espana santa cruz tenerife

Dal mercato si scende verso il mare e ci si ritrova su Plaza de España, la piazza più grande delle Canarie, una lastra di pietra chiara senza un albero, con al centro il lago basso disegnato dagli svizzeri Herzog & de Meuron che di giorno fa da specchio al cielo. Sotto la piazza, in una sala interrata, ci sono le fondamenta del Castillo de San Cristóbal, il forte cinquecentesco demolito quando alla città servì spazio, e il cannone che chiamano El Tigre: la tradizione locale gli attribuisce il colpo che nel 1797 costò un braccio all’ammiraglio Nelson, respinto davanti a questo porto. Ci si scende in dieci minuti ed è il pezzo di storia più raccontato dell’isola.

Poi, invece di restare sul lungomare, giro le spalle al mare e imbocco la Calle del Castillo, l’arteria pedonale che sale dritta nel commercio della città: è qui che Santa Cruz fa la spesa e prende il gelato. In cima si apre il Parque García Sanabria, il giardino urbano più grande delle Canarie, con un orologio di fiori, un viale di alberi tropicali che d’estate fanno ombra vera e una collezione di sculture all’aperto rimaste da un’esposizione degli anni Settanta, che spuntano tra le siepi quando meno te le aspetti.

È il tipo di sosta che un giorno solo non ti concede. Prima di salire in quota torno un momento sul mare per la vela di cemento bianco dell’Auditorio de Tenerife di Santiago Calatrava e per le piscine di lava del Parque Marítimo lì accanto, poi pranzo veloce: il pomeriggio è di un’altra città.

Tour ed escursioni a Santa Cruz

Da Santa Cruz Tour del vulcano Teide Icod e Garachico
Da Santa Cruz: Tour del vulcano Teide, Icod e Garachico

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Tenerife: Escursione di un giorno al Monte Teide, Masca, Icod e Garachico

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Tour al tramonto sul Teide in quad e Mustang cabrio
Tour al tramonto sul Teide in quad e Mustang cabrio

4.8 / 5 (102)

San Cristóbal de La Laguna, cinquecento metri più su

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Dodici minuti di autostrada e cinquecento metri di dislivello dopo, si arriva a La Laguna, ed è un’altra temperatura e un’altra luce: il mare di nuvole si posa sull’altopiano quasi ogni pomeriggio, e serve una manica lunga anche a luglio. La città fu tracciata a fine Quattrocento su una griglia ortogonale senza mura, un’idea allora nuova che gli spagnoli avrebbero poi ricopiato nelle città coloniali d’America; per quel disegno il centro storico è patrimonio UNESCO. Con tempo a disposizione, la cosa migliore è salire il campanile della Iglesia de la Concepción, la torre più vecchia della città, per vedere dall’alto come la griglia si incastra nell’altopiano e il Teide che chiude il fondo.

Poi si cammina e basta: Plaza del Adelantado con il municipio e il convento di Santa Catalina, da cui le monache di clausura guardavano la piazza attraverso una gelosia di legno senza essere viste; la Calle Obispo Rey Redondo verso la cattedrale; i portoni incorniciati in pietra vulcanica scura, ognuno dipinto di un colore diverso — verde, indaco, rosso ossido — e dietro quasi sempre un patio con il pozzo. La sera La Laguna è degli studenti: l’università è la più antica dell’arcipelago e riempie la Calle Herradores fino a tardi. Si mangia in piedi, saltando da un bancone all’altro — papas arrugadas con il mojo, formaggi di capra, un bicchiere di rosso della DO Tacoronte-Acentejo che nasce sulle colline qui intorno. Dormo in centro: domani si sale davvero.

Tour ed escursioni a La Laguna

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Tenerife: Osservazione di balene e delfini con bevande e snack

4.5 / 5 (3015)

Tenerife Escursione di un giorno al Monte Teide Masca Icod e Garachico 1
Tenerife: Escursione di un giorno al Monte Teide, Masca, Icod e Garachico

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Tenerife: Santa Cruz, La Laguna e la foresta di alloro

3.6 / 5 (78)

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Tenerife: Escursione a La Laguna e Anaga

4.3 / 5 (18)

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Tenerife: La Laguna, fattoria di aloe vera e pranzo

4.5 / 5 (13)

Giorno 2: la salita al Teide, la valle e il mare di Puerto de la Cruz

Il Parco Nazionale del Teide all’alba

pico del teide tenerife

Si parte prima delle otto, quando la caldera è ancora vuota e la luce entra bassa e taglia le rocce di lato. Dalla Orotava la TF-21 sale attraverso i pini canari con i tronchi anneriti dagli incendi e già ricoperti di aghi nuovi, poi il bosco finisce di colpo e sopra i duemila metri comincia il nulla minerale. Las Cañadas è un catino di una sedicina di chilometri di diametro, quello che resta del crollo di un vulcano molto più antico, e al centro sta il Teide con i suoi 3.715 metri: la cima più alta di Spagna e, misurata dal fondale oceanico su cui poggia, una delle montagne più imponenti del pianeta. I Guanci, gli abitanti dell’isola prima degli spagnoli, ci vedevano la prigione di Guayota, il demone che aveva rapito il sole; con le fumarole che scaldano ancora la roccia in vetta, la leggenda non sembra così campata in aria.

La cosa che a Las Cañadas non ti aspetti è il silenzio: manca il vento, mancano gli uccelli, e resta solo il rumore dei tuoi passi sul lapillo. Non a caso qui sopra c’è l’osservatorio di Izaña e l’isola è riserva Starlight: di notte il cielo è tra i più limpidi d’Europa. Con la funivia si sale in pochi minuti a La Rambleta, a 3.555 metri, da cui i sentieri portano ai miradores affacciati sul cratere di Pico Viejo e sulle colate; per gli ultimi metri fino alla vetta serve un permesso da chiedere in anticipo al Cabildo, e con tre giorni davanti vale la pena averlo prenotato da casa. Chi preferisce restare in basso ha l’anello dei Roques de García, un paio d’ore intorno ai torrioni erosi e all’albero di pietra del Roque Cinchado, con la piana di Ucanca e le rocce verdazzurre di Los Azulejos sotto gli occhi.

Tour ed escursioni al monte Teide

Tour del Parco Nazionale del Teide al tramonto e per osservare le stelle
Tenerife: Tour del Parco Nazionale del Teide al tramonto e per osservare le stelle

4.2 / 5 (2829)

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Tenerife: Escursione di un giorno al Monte Teide, Masca, Icod e Garachico

4.5 / 5 (2718)

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Parco nazionale del Teide: tour di un giorno o al tramonto in quad

4.2 / 5 (574)

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Tenerife: tour di Masca, del Monte Teide e delle scogliere di Los Gigantes

4.9 / 5 (310)

Tour al tramonto sul Teide in quad e Mustang cabrio
Tour al tramonto sul Teide in quad e Mustang cabrio

4.9 / 5 (103)

La Orotava, la valle del vino

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Si ridiscende con le orecchie che si tappano e si arriva a La Orotava a metà pomeriggio, con la fame arretrata di chi ha camminato in quota. Il paese è aggrappato al fianco della valle su strade con pendenze da far scivolare l’auto, e ha una quantità di case nobiliari sproporzionata alle sue dimensioni: prima la canna da zucchero, poi il vino, e i soldi si vedono ancora nelle cornici di pietra delle finestre e nei balconi di pino canario intagliati che sono il marchio della città. Il cuore è la Iglesia de la Concepción, una delle facciate barocche più belle dell’arcipelago, con le due torri e la cupola che si vedono da mezza valle.

Se capiti nei giorni del Corpus Domini, in giugno, le strade intorno si coprono di tappeti effimeri fatti di petali e di sabbie colorate del Teide, disegnati a mano e destinati a durare poche ore: è la tradizione per cui La Orotava è famosa in tutta la Spagna. Il resto dell’anno restano i patii da sbirciare dai portoni, la Hijuela del Botánico — un giardino grande quanto un fazzoletto, staccato dall’orto botanico di Puerto — e i guachinche fuori dal centro, dove si beve il vino della DO Valle de La Orotava, quello delle viti intrecciate a terra come funi. Mangio tardi: conejo en salmorejo, o carne fiesta, e un bicchiere di rosso della casa.

Tour ed escursioni a La Laguna

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Teide: tramonto completo e cielo stellato. Il modo giusto per ammirarlo

4.6 / 5 (351)

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L’essenza di Tenerife: Candelaria, Orotava, Garachico e Masca

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Canyoning Tenerife: Canyoning Los Arcos la Orotava

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La Orotava: Casa de los Balcones e Molino del Hoyo Gofio

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Tour guidato a piedi a La Orotava 1:30 min, Tenerife

3.7 / 5 (5)

Puerto de la Cruz, il mare e i giardini

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Un quarto d’ora di discesa e sei sul mare, con dieci gradi in più addosso. Puerto de la Cruz fu il primo luogo di villeggiatura dell’isola, un secolo e mezzo prima del sud: dall’Ottocento ci venivano inglesi in convalescenza e botanici, e la vocazione si vede ancora nei giardini. Prima del tramonto vado alla Playa Jardín, la spiaggia di sabbia nera che César Manrique disegnò incastrandola tra palme, cascate e muri di pietra lavica, così che l’arenile e il verde si tengano per mano invece di ignorarsi. Poco più su c’è il Jardín Botánico, il Jardín de Aclimatación fondato a fine Settecento per abituare al clima le piante portate dalle colonie tropicali prima di spedirle alle corti d’Europa: un albero-fico gigante di due secoli, con le radici aeree che sembrano colonne, e un silenzio umido che dopo il minerale del Teide fa un certo effetto.

Poi scendo nel centro storico, alla Plaza del Charco con i suoi grandi lauri d’India e i chioschi, e mi lascio andare alla circolazione lenta di gente che si ferma a parlare in mezzo al passaggio. Per cena basta infilarsi nel barrio dei pescatori, La Ranilla, dietro il porticciolo: strade strette come una barca, case dipinte forte, murales su ogni muro cieco e il pesce cotto sulla piastra. Dormo qui, sul mare del nord: domani si va a ovest.

Tour ed escursioni a Puerto de la Cruz

Tenerife Biglietto ingresso al Loro Parque
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4.7 / 5 (78)

Puerto de la Cruz tour in quad al Teide al tramonto con snack e foto
Puerto de la Cruz: tour in quad al Teide al tramonto con snack e foto

4.8 / 5 (59)

Giorno 3: l’arco nord-ovest, dal drago di Icod alle scogliere di Los Gigantes

Il drago millenario di Icod de los Vinos

albero del drago icod de los vinos tenerife

Il terzo giorno è tutto a ovest, lungo la costa nord, ed è quello che con due giorni resta sempre nella lista dei rimpianti. Prima tappa Icod de los Vinos, mezz’ora da Puerto, dove sta l’albero più fotografato dell’isola: il Drago Milenario, una Dracaena draco enorme che la tradizione vuole millenaria e che gli studiosi, più prudenti, datano a qualche secolo. Comunque vada la conta degli anni, è un organismo strano — non un albero vero ma una pianta imparentata con gli asparagi, che quando la incidi trasuda una resina rossa detta sangue di drago — e domina una piazza con la chiesa di San Marcos e un belvedere sul mare. Icod è anche paese di vino, come dice il nome, e di malvasia; e appena fuori si apre la Cueva del Viento, uno dei tubi vulcanici più lunghi del mondo, scavato dalle colate del Teide, che si visita solo su prenotazione e con la guida. Se hai voglia di scendere sottoterra prima di mezzogiorno, è il posto.

Tour ed escursioni a Icod de Los Vinos

Icod de los Vinos biglietto per albero del drago e giardino botanico
Icod de los Vinos: biglietto per albero del drago e giardino botanico

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Tenerife ovest: percorso panoramico tra Icod, Garachico e Masca

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Percorso a piedi Icod de los Vinos 1:30 h

4.5 / 5 (18)

Teide Masca Garachico e Icod Grand Tour turistico di Tenerife
Teide, Masca, Garachico e Icod: Grand Tour turistico di Tenerife

4.9 / 5 (15)

Garachico e il porto sepolto dalla lava

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Dieci minuti più giù, sul mare, c’è Garachico, e la sua storia è tutta in una data: nel 1706 il vulcano di Trevejo si aprì sopra il paese e una colata scese fino al porto — che allora era il più ricco dell’isola — riempiendolo e lasciando Garachico senza il commercio che l’aveva fatta grande. Dove c’era il molo oggi ci sono i Caletones, piscine naturali scavate proprio in quella lava, con l’acqua dell’Atlantico che entra ed esce a ogni onda: d’estate ci si fa il bagno guardando la roccia nera che ha ucciso la città e poi le ha dato una spiaggia. Il centro, ricostruito, è uno dei più belli e ordinati del nord: il Castillo de San Miguel affacciato sul mare, il convento di San Francisco, le piazze acciottolate. È un posto dove ci si ferma più del previsto, e conviene metterlo in conto.

Tour ed escursioni a Garachico

Escursione di un giorno al Monte Teide Masca Icod e Garachico
Tenerife: Escursione di un giorno al Monte Teide, Masca, Icod e Garachico

4.5 / 5 (2710)

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Teide Masca Garachico e Icod Grand Tour turistico di Tenerife
Teide, Masca, Garachico e Icod: Grand Tour turistico di Tenerife

4.9 / 5 (15)

Su nel Teno: Masca e Punta de Teno

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Da Garachico la strada comincia a salire verso il Macizo de Teno, l’angolo più antico e più selvaggio dell’isola, milioni di anni di roccia tagliata da barrancos profondi. La deviazione classica è Masca, un caserío appollaiato su una cresta in fondo alla TF-436, una strada che è uno spettacolo e un incubo per chi guida: tornanti stretti sopra un burrone, con il mare che appare e sparisce. Il paese è una manciata di case di pietra su un pianoro impossibile, e da lì parte il barranco che scende fino all’oceano, una discesa spettacolare oggi percorribile solo su prenotazione e a numero chiuso, con l’uscita in barca. Anche solo affacciarsi dal mirador vale la salita.

Se preferisci il mare, dalla parte opposta del massiccio la strada porta a Punta de Teno, la punta più occidentale di Tenerife, con il faro, le scogliere e la vista sul canale verso La Gomera: l’accesso in auto è limitato a certe ore e negli orari di punta si sale con la navetta, ma il posto — vento, luce e niente altro — ripaga la seccatura.

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5 / 5 (25)

Los Gigantes, le scogliere alla fine della giornata

Los Gigantes tenerife

L’ultima tappa è già nel sud-ovest, ma ci si arriva con la luce giusta: Los Gigantes, dove il Macizo de Teno finisce di colpo nell’oceano con una parete verticale di roccia scura alta diverse centinaia di metri. I Guanci la chiamavano la muraglia dell’inferno, e vista dal basso, dal porticciolo turistico ai suoi piedi, si capisce perché: il sole del pomeriggio la prende in pieno e la fa diventare quasi rossa. Da qui partono le barche per l’avvistamento di balene e delfini, che nel canale tra Tenerife e La Gomera vivono tutto l’anno — è una delle poche acque d’Europa dove i globicefali si vedono in modo stabile. Sotto la scogliera c’è la Playa de los Guíos, una lingua di sabbia nerissima buona per l’ultimo bagno. Poi ti siedi sul molo, aspetti che il sole cada dietro La Gomera, e conti quanta isola hai attraversato in tre giorni.

Tour ed escursioni a Los Gigantes

Los Gigantes Tour di osservazione delle balene o dei delfini e bagno a Masca
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4.8 / 5 (49)

Cosa lascia addosso Tenerife in tre giorni

Alla fine di tre giorni la differenza con due non è una tappa in più: è che l’isola ti si è chiusa in un anello. Hai cominciato al livello del mare tra i banchi di un mercato, hai dormito nella nebbia di una città universitaria, sei salito a più di duemila metri dove non cresce quasi niente e non si sente nulla, sei ridisceso in una valle di vino e in un porto di villeggiatura, e infine hai seguito la costa nord fino a dove la roccia più vecchia dell’isola cade a piombo nell’oceano. Messe in fila, queste tappe raccontano una storia sola, geologica prima che turistica: un vulcano che continua a costruire l’isola dal centro e un mare che se la rimangia dai bordi, con in mezzo la gente che ci ha coltivato la canna, il vino e le banane. Tre giorni bastano a vederla per intero, questa storia, da sopra e da sotto.

Quello che resta fuori, adesso, è più preciso: a est il Macizo de Anaga, con i suoi caseríos sospesi e la foresta di alloro che pare preistorica; a sud le spiagge lunghe e il sole più affidabile, da Los Cristianos a El Médano; e, di fronte a Los Gigantes, La Gomera che si vede a occhio nudo e che chiede solo un traghetto. Tenerife non finisce in tre giorni. Ma dopo tre giorni sai esattamente dov’è il resto, e questo — più di qualunque elenco — è il modo in cui un’isola smette di essere una meta e diventa un posto che conosci.


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