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Sabbia vulcanica, palme e mare sorvegliato a due passi dal centro di Puerto de la Cruz: la spiaggia dove finisci per restare tutto il giorno, anche se eri passato solo per un caffè.
La spiaggia di Playa Jardín si allunga per circa settecento metri sulla costa nord di Tenerife, all’estremità occidentale di Puerto de la Cruz, e ha una particolarità che la distingue da quasi tutte le altre spiagge di Tenerife: non è nata così, è stata disegnata. Il progetto porta la firma di César Manrique, l’artista canario che negli anni Novanta ha preso un tratto di costa battuto dall’Atlantico e ci ha costruito attorno un giardino di flora endemica, con muretti di pietra lavica, cascate, dracene e palme che ti accompagnano fino alla battigia. Da qui il nome, che tradotto suona più o meno come “spiaggia giardino” e che per una volta non è marketing. Il risultato è una spiaggia urbana ma non cementificata, adatta alle famiglie quanto ai surfisti che al largo aspettano l’onda buona, con il Teide che nelle giornate limpide compare alle spalle come un fondale dipinto male, tanto sembra finto.
Nel dettaglio, l’arenile non è un unico nastro continuo ma un complesso di tre tratti che si susseguono uno dopo l’altro: Playa del Castillo, che prende il nome dal seicentesco castello di San Felipe rimasto lì a presidiare la costa dai pirati che non arrivano più, la piccola Playa Chica affacciata sul Charcón e infine Punta Brava, conosciuta anche come Playa de María Jiménez, proprio davanti al borgo di pescatori omonimo.
La sabbia è nera, fine, di origine vulcanica, e in più punti si mescola a ciottoli levigati dall’oceano: scalda parecchio a mezzogiorno, per cui le infradito non sono un vezzo ma un attrezzo di sopravvivenza. L’arenile è stato rigenerato con sabbia prelevata dai fondali vicini per renderlo più compatto, ed è largo abbastanza da non costringerti a piantare l’ombrellone nel gomito del vicino.
Tutto il tratto è pubblico e gestito dal comune, con docce, servizi igienici, spogliatoi, noleggio di lettini e ombrelloni, passerelle e accessi per chi ha difficoltà motorie; gli hotel stanno dietro, sul fronte strada, non sull’arenile. Il mare è la parte che merita attenzione: una scogliera frangiflutti in parte sommersa smorza l’onda atlantica e crea zone di acqua calma dove i bambini possono sguazzare in sicurezza, ma restano varchi aperti in cui la corrente si fa sentire, e per questo il servizio di salvataggio è presente e le bandiere vanno guardate davvero, non fotografate.
La qualità dell’acqua è alta e la spiaggia è stata premiata più volte con la bandiera blu, riconoscimento che qui vale doppio, perché a nord l’oceano non fa sconti a nessuno.
Al di là del bagno, Playa Jardín funziona bene come base per una giornata intera. Il lungomare che la costeggia collega i giardini alle terrazze, ai caffè, alle aree gioco per bambini e al piccolo tempietto dove d’estate si suona, e proseguendo verso est ti porta in una ventina di minuti a piedi nel centro storico di Puerto de la Cruz, tra la plaza del Charco, il porticciolo dei pescatori e le facciate in legno di calle Mequinez. Poco più avanti trovi il Lago Martiánez, l’altro grande lascito di Manrique alla città, e la Playa de Martiánez, dove le scuole di surf hanno vita facile.
A Playa Jardín stessa il surf e il bodyboard si praticano fuori dalle barriere, mentre nuoto, snorkeling nelle giornate piatte e lunghe camminate sulla battigia restano l’attività principale. Sul fronte gastronomico ti conviene puntare a Punta Brava, dove i ristoranti servono pesce fresco e papas arrugadas con mojo senza troppa cerimonia, oppure risalire verso il centro per la vita serale: Puerto de la Cruz non è Playa de las Américas, la notte qui è fatta di terrazze, musica dal vivo e birre lunghe, e la cosa più rumorosa dell’anno è la notte di San Juan, il 23 giugno, quando la spiaggia si riempie di falò e di gente che entra in acqua al buio per lasciarsi alle spalle l’anno vecchio.
I dintorni sono uno dei motivi per cui vale la pena dormire da questa parte dell’isola. A pochi passi dalla spiaggia c’è il Loro Parque, che da solo giustifica mezza giornata, mentre scendendo verso est la costa nasconde El Bollullo, spiaggia di sabbia nera incastrata tra banani e falesie, molto più selvaggia e senza servizi. Salendo di quota in un quarto d’ora arrivi a La Orotava, con i suoi cortili, i balconi in legno e la valle che degrada verso il mare; verso ovest la strada costiera passa dalla Rambla de Castro a Los Realejos, uno dei sentieri panoramici più belli del nord, e prosegue per San Juan de la Rambla e Icod de los Vinos, dove ti aspetta il drago millenario. Ancora oltre c’è Garachico, il borgo che nel 1706 fu sommerso dalla colata del vulcano e che oggi ha nelle piscine naturali del Caletón la sua rivincita più elegante. Il Teide, ovviamente, è a un’ora scarsa di tornanti.
Quanto al periodo, il nord di Tenerife ti permette di fare il bagno praticamente tutto l’anno, con l’acqua che oscilla in genere tra i diciannove e i ventitré gradi e l’aria che raramente scende sotto i venti. Luglio e agosto sono i mesi più affollati e vivaci, con la spiaggia piena di famiglie spagnole e tedesche, mentre febbraio porta il carnevale e un’altra ondata di gente. I mesi migliori, se puoi scegliere, sono maggio, giugno, settembre e ottobre: temperature identiche, mare più docile e nessuna gara per il posto in prima fila. Tieni presente che la costa settentrionale è quella dove i venti alisei impilano le nuvole basse, per cui una mattina grigia non significa giornata persa: spesso si apre verso mezzogiorno. Il momento migliore della giornata è comunque il tardo pomeriggio, quando il vento cala, la sabbia nera restituisce il calore accumulato e il sole scende dritto sull’oceano davanti a te.
Dove dormire a Playa Jardín
Playa Jardín non ha alloggi sull’arenile, perché tra la sabbia e le strade ci sono i giardini: per dormire ti sposti di poche centinaia di metri, restando comunque a piedi dal mare. La zona più comoda in assoluto è quella di Punta Brava e del quartiere attorno al Loro Parque, tranquilla, residenziale e a cinque minuti dalla battigia. Salendo verso La Paz trovi la concentrazione maggiore di hotel di categoria medio-alta, con piscine panoramiche e vista sulla valle di La Orotava, mentre chi preferisce svegliarsi tra i bar e le piazze punta al centro storico, attorno alla plaza del Charco, dove abbondano appartamenti e strutture piccole a gestione familiare. In generale dormire a Puerto de la Cruz costa meno che nel sud dell’isola e ti mette a portata di autobus e di sentieri il nord verde, il che per un soggiorno di una settimana fa una differenza notevole.
Come arrivare a Playa Jardín
Se sei già a Puerto de la Cruz la risposta più semplice è a piedi: dal centro storico segui il lungomare verso ovest e in venti minuti scarsi, poco più di un chilometro e mezzo, sei sulla sabbia. In auto si arriva dall’autostrada del Nord, la TF-5, uscendo a Puerto de la Cruz e seguendo le indicazioni per il Loro Parque: nei pressi della spiaggia e del parco ci sono parcheggi ampi, che però ad agosto e nei fine settimana si riempiono presto, quindi conviene arrivare in mattinata. Con i mezzi pubblici la città è servita dagli autobus TITSA, che dalla stazione degli autobus centrale la collegano a Santa Cruz de Tenerife, a La Orotava, a Icod de los Vinos e agli aeroporti di Tenerife Nord e Tenerife Sud; dall’intercambiador alla spiaggia è una passeggiata di dieci-quindici minuti. Chi atterra a Tenerife Nord impiega circa mezz’ora d’auto, chi arriva a Tenerife Sud deve mettere in conto poco più di un’ora di autostrada.
Dove si trova Playa Jardín
Playa Jardín si trova a Puerto de la Cruz, sulla costa settentrionale di Tenerife, nelle isole Canarie, nel settore occidentale della città e a ridosso del quartiere di Punta Brava e del Loro Parque. Si affaccia sull’oceano Atlantico ai piedi della valle di La Orotava, con il Teide alle spalle, ed è chiusa a est dal castello di San Felipe. Dista circa 35 chilometri da Santa Cruz de Tenerife e una trentina dall’aeroporto di Tenerife Nord, entrambi raggiungibili lungo l’autostrada TF-5.
