Los Cristianos, la spiaggia riparata dove il sud di Tenerife ha imparato a fare le vacanze

Trecento metri di sabbia chiara davanti a un porto vivo: acqua ferma, servizi per tutti e il centro storico che comincia dove finisce l’ombrellone.

La spiaggia di Los Cristianos occupa il fondo di una baia naturale nel comune di Arona, all’estremità meridionale di Tenerife, incastonata fra il casco antiguo del paese e il molo che la ripara dall’oceano aperto. È la spiaggia urbana per eccellenza dell’isola, e la più facile da vivere fra tutte le spiagge di Tenerife: trecentoquarantacinque metri di arenile, ottanta di larghezza, sabbia chiara e fine, acqua che si muove appena perché il porto e la conformazione della baia le tagliano le gambe alla risacca e agli alisei che poche decine di chilometri più a est, a El Médano, scoperchiano gli ombrelloni.

Qui il mare entra piano, il fondale scende con una pendenza da piscina municipale e i bambini possono camminare per metri prima che l’acqua arrivi alla vita. Non è una spiaggia selvaggia e non finge di esserlo: davanti hai le barche da pesca alla fonda e i traghetti che manovrano, dietro un lungomare di terrazze, e alle spalle di quello un paese che nel giro di sessant’anni è passato da qualche decina di famiglie di pescatori e coltivatori di pomodori al nucleo turistico più affollato del sud dell’isola. Se cerchi silenzio e dune, non è il tuo posto. Se cerchi una giornata di mare che non richieda organizzazione, sì.

La sua fama, però, non nasce dagli ombrelloni. Nasce da un uomo in sedia a rotelle. Intorno al 1960 Los Cristianos era un caserío raccolto attorno a questa mezzaluna di sabbia, con un molo di pietra lungo una dozzina di metri e le barche tirate in secco una accanto all’altra. In quegli anni arrivò alla Pensión Reverón uno svedese di nome Bengt Rylander, giornalista e veterinario, che girava in cerca di un clima secco e caldo per alleviare i sintomi della sclerosi multipla; i vicini lo ribattezzarono Don Benito, e la sua abitudine di passare le giornate in acqua e sulla sabbia calda diventò parte del paesaggio locale.


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Raccontò l’esperienza in patria, e negli anni successivi la colonia svedese crebbe al punto che nel 1963 venne costruita una Casa Sueca in prima linea sulla spiaggia, mentre nel 1965 apriva la clinica di riabilitazione Vintersol, “sole d’inverno”, tuttora attiva. Da lì partì tutto: gli alberghi, l’autostrada, il porto, Playa de las Américas. Ed è anche il motivo per cui questa spiaggia, prima di essere turistica, è stata accessibile: figura fra gli arenili adattati certificati dal Cabildo di Tenerife, con rampe che scendono sulla sabbia, passerelle rigide fino alla battigia, parcheggio riservato e docce adattate. È una di quelle rare coincidenze in cui la storia di un luogo e i suoi servizi raccontano la stessa cosa.

Nel dettaglio, l’arenile è una striscia larga e regolare di sabbia dorata chiara, che su una costa di origine vulcanica come questa non è esattamente un prodotto spontaneo: le baie del sud di Tenerife sono state ricalibrate, protette da frangiflutti e rifornite di sabbia nel corso dei decenni, e la loro tenuta è oggi uno dei temi caldi del dibattito locale sull’ampliamento del porto. La gestione è pubblica, con concessioni per il noleggio di lettini e ombrelloni distribuite lungo la parte centrale: nessun tratto è chiuso da un hotel, e camminando trovi docce, lavapiedi, servizio di pulizia, cestini, punti di ristoro e il servizio di salvataggio operativo tutti i giorni durante l’orario balneare.

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Il fondale sabbioso e la protezione del molo rendono il bagno tranquillo in quasi tutte le condizioni, il che spiega perché qui vedi tre generazioni della stessa famiglia in acqua contemporaneamente e, in inverno, un’alta concentrazione di nuotatori nordeuropei con la cuffia. Sul fronte dei riconoscimenti c’è però una novità che vale la pena conoscere prima di partire: dopo anni di Bandiera Blu ininterrotta, nella stagione 2026 la spiaggia di Los Cristianos ha perso il vessillo dell’Adeac, che ha motivato la decisione con campionamenti dell’acqua che non hanno raggiunto la classificazione di “eccellente”; nello stesso comune di Arona il riconoscimento resta invece issato sulla vicina Playa de las Vistas. La perdita del distintivo non equivale a un divieto né a una dichiarazione di cattiva qualità ambientale, ma è un dato di fatto recente, arrivato in mezzo alla discussione sull’ampliamento del porto, ed è giusto che tu lo sappia e decida da solo.

Le giornate qui si costruiscono camminando. Il lungomare corre incollato alla sabbia, supera il porticciolo sportivo dove riposano le vecchie imbarcazioni dei pescatori isolani e in centocinquanta metri ti consegna a Playa de las Vistas, ottocentocinquanta metri di arenile molto più ampio e ventilato; da lì il paseo prosegue senza soluzione di continuità fino a Playa de las Américas e, volendo, a Costa Adeje, in una passeggiata che si può fare all’alba con le scarpe da corsa o alle otto di sera con il gelato in mano.

playa los cristianos tenerife 1

Il porto, a un minuto dalla sabbia, è il vero motore del posto. Da qui partono i traghetti per La Gomera, La Palma ed El Hierro, e da qui esce ogni mattina la flotta delle uscite in mare: la fascia costiera fra Teno e Rasca ospita una popolazione stanziale di globicefali tropicali e tursiopi, ed è la ragione per cui Tenerife è stata la prima destinazione europea a ricevere la certificazione di Whale Heritage Site. Le barche escono a ciclo continuo, dalle due ore in catamarano alle giornate intere con bagno in mare aperto, e conviene scegliere gli operatori con il bollino Barco Azul del Governo delle Canarie, che impone distanze minime dagli animali e limiti al numero di imbarcazioni per avvistamento. Sullo stesso molo si prenotano le uscite di pesca d’altura e i transfer per le escursioni verso la costa di Los Gigantes.

Sull’acqua, la baia riparata fa il resto. Il fondale sabbioso e l’assenza di onda rendono Los Cristianos uno dei posti più semplici dell’isola per imparare: paddle surf e kayak si noleggiano direttamente sull’arenile, lo snorkeling funziona nella parte protetta verso il molo dove il fondale alterna sabbia e piccoli affioramenti rocciosi, e a pochi minuti a piedi trovi una scuola di vela e diversi centri immersioni che portano ai siti di Palm-Mar e alla secca di Las Galletas. Sulla sabbia sono piantate reti da pallavolo attorno alle quali i tornei si organizzano da soli nel giro di venti minuti, e la mattina presto il tratto rastrellato davanti al lungomare diventa una pista per chi corre.

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A terra, la giornata si allunga senza sforzo. Il paseo marítimo porta in centocinquanta metri a Playa de las Vistas e poi, senza interruzioni, fino a Playa de las Américas: un’ora scarsa di camminata piana, percorribile anche in passeggino o in sedia a rotelle. Alle spalle della spiaggia il casco antiguo conserva la trama del vecchio caserío attorno alla Plaza del Pescador e alla parrocchia della Virgen del Carmen, con il Centro Cultural che ospita mostre e spettacoli tutto l’anno. Chi vuole guadagnarsi la vista sale sul Monumento Natural de Montaña de Guaza: poco più di un’ora di sentiero, una vecchia cava di picón lungo il percorso e, dall’alto, l’intera mezzaluna della baia con il porto in movimento. E poi c’è la gita che parte dalla tua sdraio: San Sebastián de La Gomera è a meno di un’ora di traghetto, abbastanza per andare e tornare in giornata verso il Parco Nazionale di Garajonay senza cambiare albergo.

Sul quando, questa spiaggia gioca un campionato tutto suo, perché la baia è riparata e la stagione balneare, semplicemente, non finisce mai. L’acqua oscilla fra i diciannove gradi scarsi di febbraio-marzo e i ventiquattro di settembre-ottobre, e le medie diurne restano fra i venti e i ventisette gradi tutto l’anno. Il risultato è che l’alta stagione qui è doppia: c’è quella estiva, luglio e agosto, con le famiglie spagnole e il pienone di Ferragosto, e c’è quella invernale, da dicembre a marzo, quando arrivano i nordeuropei in fuga dal buio e Los Cristianos raggiunge la sua massima densità di sedie a sdraio per metro quadro.

I mesi più equilibrati sono maggio, giugno e la seconda metà di ottobre: acqua tiepida, sole alto, spiaggia frequentata ma non satura. Dentro la giornata, la mattina presto è il momento migliore per il bagno e per la passeggiata verso Las Vistas, quando la sabbia è appena rastrellata e le uniche presenze sono i nuotatori abituali; il primo pomeriggio è l’ora di punta e conviene avere già il proprio angolo; il tardo pomeriggio, quando la luce si abbassa sul molo e i traghetti rientrano, è il momento in cui questa baia somiglia ancora al villaggio di pescatori che era, e vale da sola il biglietto.


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Vita notturna di Los Cristianos

Quando il sole scende dietro il molo, Los Cristianos cambia mestiere. Per anni si è raccontato che qui si dorme e si va a ballare altrove, ma è una semplificazione: la movida del sud di Tenerife ha due poli distinti, e questo è quello spagnolo. Il centro nevralgico è il Centro Comercial San Telmo, in Avenida de la Habana, un complesso su più livelli affacciato su Playa de las Vistas a cinque minuti dal porto, dove bar, ristoranti e discoteche stanno nello stesso edificio e la serata si costruisce senza mai prendere l’auto: aperitivo sulla terrazza mentre l’oceano diventa arancione, cena in uno dei locali del piano sotto, e poi si resta. La differenza rispetto a Las Américas la senti in venti minuti: qui la colonna sonora è reggaeton, latino e house, e ai tavoli i canari e i residenti sono almeno quanti i turisti, con una componente italiana molto forte.

Il locale storico è il Casablanca, disco-pub con terrazza aperto fino alle quattro passate, arredato con manifesti del film da cui prende il nome, in attività da oltre vent’anni e ormai parte della cartografia notturna dell’isola; accanto, nello stesso complesso, ruotano altri club a vocazione latina come Isla Bonita e Punta Cana, e diversi cocktail bar dove si beve seduti guardando la spiaggia. Il registro cambia di nuovo poche centinaia di metri più a monte, nella zona dell’Apolo Centre e delle strade del casco antiguo: qui domina il modello britannico, pub aperti dal pomeriggio a notte fonda, birra alla spina, partite sugli schermi, karaoke e serate di cabaret e tribute band. È una scena meno rumorosa e più longeva di quella di Las Verónicas, e funziona d’inverno esattamente come d’estate, perché il pubblico nordeuropeo che riempie gli hotel da dicembre a marzo esce tutte le sere dell’anno.

Chi cerca il clubbing puro lo trova comunque a tre chilometri, lungo la Calle Las Verónicas di Playa de las Américas, con i suoi locali aperti fino all’alba, e più a ovest nelle discoteche di Costa Adeje: quindici minuti di taxi, o quaranta di passeggiata sul lungomare se decidi di tornare a piedi. Ma la sera più bella di Los Cristianos resta quella che non prevede biglietto d’ingresso: il paseo pieno di gente fra le nove e mezzanotte, i banchi dei venditori, le gelaterie, i musicisti di strada davanti alle terrazze e la sabbia ancora tiepida a due passi. Due volte l’anno la spiaggia stessa diventa il locale: la notte di San Juan, fra il 23 e il 24 giugno, con i falò e oltre diecimila persone fino all’alba, e le fiestas della Virgen del Carmen fra fine agosto e i primi di settembre, quando al recinto ferial suonano le orchestre fino alle due e la processione marittima chiude tutto con i fuochi d’artificio sopra il molo.

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Dove dormire a Playa de Los Cristianos

Dormire a Los Cristianos significa scegliere fra due anime dello stesso paese. La prima è quella del casco antiguo, il reticolo di strade dietro la spiaggia: appartamenti e aparthotel di taglia media, molti in edifici degli anni Settanta e Ottanta ristrutturati, con il vantaggio impagabile di poter scendere in acqua in tre minuti a piedi e di avere supermercati, farmacie e bar di quartiere sotto casa. La seconda è quella dei complessi più grandi che risalgono la collina verso l’interno e verso Las Américas, con piscine, buffet e formule tutto compreso: prezzi spesso più bassi a parità di stelle, ma la spiaggia si raggiunge con dieci-quindici minuti di discesa, che al ritorno sono in salita.

La zona compresa fra la spiaggia di Los Cristianos e quella di Las Vistas è il compromesso migliore se viaggi con bambini o con qualcuno che ha problemi di mobilità, perché il lungomare è pianeggiante e continuo. Chi vuole più quiete può spostarsi a Palm-Mar o verso Costa del Silencio, restando entro pochi chilometri, mentre chi cerca la vita notturna dorme direttamente a Playa de las Américas. Vale la pena prenotare con anticipo per i mesi invernali: da dicembre a marzo la domanda è alta almeno quanto in agosto, e le sistemazioni migliori in prima linea spariscono per prime.


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Come arrivare a Playa de Los Cristianos

In auto si arriva dall’autostrada del sud TF-1, che collega Santa Cruz de Tenerife alla costa occidentale: prendi l’uscita per Los Cristianos e segui le indicazioni per il puerto, perché il parcheggio a pagamento dell’area portuale è il più comodo per la spiaggia e ti evita mezz’ora di giri a vuoto nelle vie del centro, dove i posti liberi sono un miraggio da metà mattina in poi. Dall’aeroporto Tenerife Sud-Reina Sofía sono una ventina di chilometri, quindici-venti minuti di strada; dall’aeroporto Tenerife Nord-Los Rodeos, e dalla capitale, conta un’ora abbondante.

In autobus la copertura è ottima: la stazione TITSA di Los Cristianos è a pochi minuti a piedi dalla sabbia ed è uno dei nodi principali del sud, con collegamenti frequenti dall’aeroporto, da Santa Cruz, da Costa Adeje e dai paesi dell’interno; le linee interurbane 111 e 473 sono fra quelle che fermano più vicino all’arenile. A piedi, se alloggi in zona, la spiaggia si raggiunge da qualsiasi punto del centro in meno di dieci minuti, e il lungomare pedonale la collega senza interruzioni a Las Vistas e a Playa de las Américas. Chi arriva in traghetto dalle isole occidentali, infine, sbarca praticamente sull’arenile: dal terminal del porto alla sabbia sono un paio di minuti di cammino.

Dove si trova Playa de Los Cristianos

Playa de Los Cristianos si trova nel sud di Tenerife, nel comune di Arona, all’interno della baia naturale su cui si affaccia il centro storico dell’omonima località, subito a est del porto da cui partono i traghetti per La Gomera, La Palma ed El Hierro. Confina a nord-ovest con Playa de las Vistas, da cui dista circa centocinquanta metri lungo il lungomare, ed è chiusa a sud dal Monumento Natural de Montaña de Guaza. Playa de las Américas è a circa tre chilometri, Costa Adeje a sette-otto, l’aeroporto Tenerife Sud-Reina Sofía a una ventina lungo l’autostrada TF-1.

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