Siam Park: il parco acquatico thailandese di Costa Adeje, a Tenerife

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Esiste un momento preciso, sulla piattaforma in cima alla Tower of Power, in cui capisci di aver preso una decisione senza pensarci abbastanza: sotto di te ci sono ventotto metri di scivolo quasi verticale, davanti c’è un ragazzo con la maschera che ti spiega la posizione delle braccia, e in fondo, se sopravvivi, un tunnel trasparente che passa dentro una vasca piena di razze.

Chi si chiede cosa vedere al Siam Park deve sapere che è costruito interamente attorno a momenti di questo tipo, alternati a lunghi tratti di totale pigrizia.

Su centottantacinquemila metri quadrati alle spalle di Costa Adeje, il parco acquatico aperto nel settembre del 2008 dal gruppo del Loro Parque mette in fila l’onda artificiale più alta del mondo del Wave Palace e la spiaggia di sabbia bianca di Siam Beach, che insieme costituiscono il suo centro di gravità.

Poi c’è la parte per cui si sale in coda a stomaco vuoto: la caduta libera della Tower of Power, le montagne russe acquatiche di Singha, gli imbuti di The Dragon e Kinnaree, il buio di Vulcano e delle Jungle Snakes, le corse in parallelo di Naga Racer e The Giant, i gommoni di Mekong e Patong Rapids.

E c’è la parte che tiene insieme la giornata quando le gambe cedono: il Mai Thai River, che si presenta come il fiume lento più lungo del pianeta, la fortezza per bambini della Lost City, l’area Sawasdee, la laguna tranquilla di Coco Beach, i leoni marini di Sea Lion Island e il Floating Market con i suoi venticinque edifici in stile thailandese.

Sotto trovi anche come organizzare la giornata, dove dormire, come arrivare, quando andare e dove si trova.

Il Wave Palace

È la piscina a onde attorno a cui ruota tutto il resto: la macchina genera onde che arrivano ai tre metri, le più alte prodotte da un impianto di questo tipo, e ogni volta che entrano in funzione l’intero parco sembra spostarsi da questa parte. Il rumore che fa la gente quando l’onda arriva è una cosa a metà tra lo stadio e il panico controllato. Nel bacino si tengono anche lezioni di surf, che è il modo più sensato di sfruttarlo se non ti interessa farti travolgere e basta.

Siam Beach

Attorno alla piscina si stende una spiaggia artificiale di sabbia bianca importata, con lettini, palme e un’estensione che ti fa dimenticare di essere in un parco. Serve a una cosa sola, ed è la ragione per cui la giornata qui è sopportabile anche per chi non ha nessuna intenzione di buttarsi da uno scivolo: puoi passare metà del tempo sdraiato e l’altra metà in fila.

Tower of Power

Ventotto metri di altezza per una settantina di metri di percorso, praticamente verticali, lungo la facciata di un edificio a forma di tempio. Si scende sdraiati, in caduta quasi libera, e il finale attraversa un tunnel trasparente immerso in una vasca con razze e pesci tropicali — che, sinceramente, in quei tre secondi non hai il tempo di guardare. È l’attrazione simbolo del parco e quella con la coda più lunga: se ti interessa, falla per prima.

Singha

Le montagne russe acquatiche del parco: quasi duecentocinquanta metri di percorso, quattordici cambi di direzione e un dislivello di diciotto metri, con un sistema che accelera il gommone anche in salita. È l’attrazione che divide di più le opinioni, perché la sequenza di curve è talmente rapida che alla fine non sai bene cosa ti sia successo. Si affronta in due, il che significa che dovrai mettere d’accordo qualcuno.

Il Mai Thai River

Il fiume lento, presentato dal parco come il più lungo del mondo e con il maggior dislivello mai realizzato in questo genere di attrazione: otto metri di salto complessivo, un percorso che gira attorno a buona parte del parco e un passaggio dentro l’acquario dei pesci. Alla fine hai la possibilità di deviare verso un ascensore che ti immette in uno scivolo. È il modo migliore di capire la geografia del posto e l’unico momento in cui puoi galleggiare per venti minuti senza decidere nulla.

The Dragon

Un imbuto enorme in cui il gommone entra da un tubo buio, esce nella parete curva e comincia a oscillare da un lato all’altro perdendo quota a ogni passaggio, con la luce che entra da un’apertura circolare in alto. È l’attrazione in cui le persone urlano più forte, e l’unica in cui l’urlo sembra parte del meccanismo.

Kinnaree

Stessa famiglia di sensazioni, geometria diversa: il gommone viene sparato in una conca dove gira su sé stesso prima di infilarsi nello scarico centrale. Il nome viene dalle creature metà donna e metà uccello della mitologia thailandese, e il parco è pieno di riferimenti di questo tipo che nessuno legge mai sui cartelli.

Vulcano

Una discesa al buio con giochi di luce lungo il tubo, che termina in una camera illuminata dove il gommone gira prima di scaricarsi. È la più teatrale del parco e quella che funziona meglio con i ragazzini appena troppo grandi per la Lost City e appena troppo piccoli per la Tower of Power.

Jungle Snakes

Quattro scivoli tortuosi che seguono il profilo naturale del terreno, in modalità completamente chiusa: entri, il mondo sparisce e riemergi in fondo senza aver capito quante curve hai fatto. Si scende da soli e su tappetino, e sono tra le attrazioni con meno coda del parco, il che ne fa un ottimo riempitivo nelle ore di punta.

Naga Racer

Sei corsie parallele su cui si scende a pancia in giù, testa avanti, sul tappetino. È l’attrazione più competitiva del parco, ed è il posto in cui scoprirai che il tuo compagno di viaggio bara alla partenza. Il tempo di percorrenza è breve, la fila scorre veloce.

The Giant

Due enormi scodelle in cui il gommone entra ad alta velocità, percorre la parete inclinata e scivola verso il centro; una gira in un senso, l’altra nel senso opposto. Si affronta da soli o in coppia a seconda della versione, ed è una delle poche attrazioni in cui la sensazione dominante non è la velocità ma la forza centrifuga.

Mekong e Patong Rapids

Le due discese in gommone per famiglie, con curve larghe, salti moderati e la possibilità di salire in quattro. Sono la spina dorsale della giornata per chi ha figli in età scolare: abbastanza movimentate da valere la fila, abbastanza tranquille da non produrre pianti. Il Patong, in particolare, ha il ritmo giusto per chi vuole ripeterle tre volte di seguito.

The Lost City

Una fortezza in miniatura per bambini, con torri, ponti sospesi, passerelle, cascate, getti d’acqua e una quantità di piccoli scivoli distribuiti sui vari livelli. È il posto in cui i genitori si siedono sul bordo e non si muovono più per un’ora, il che, dopo mezza giornata di code, è esattamente ciò di cui hanno bisogno.

Sawasdee e Coco Beach

Sawasdee è l’area con le versioni ridotte delle attrazioni per adulti, pensata per i più piccoli; Coco Beach è la laguna tranquilla con onde leggere, fondale basso e sabbia dorata, molto meno affollata del Wave Palace. Insieme costituiscono la parte del parco progettata per chi ha meno di sei anni e per chi li accompagna, ed è la ragione per cui qui una famiglia con bambini di età diverse riesce a passare la giornata senza litigare troppo.

Sea Lion Island

Un’isola con una colonia di leoni marini, che è l’eredità più visibile del legame con il Loro Parque: nel bel mezzo di un parco acquatico ti ritrovi davanti a un recinto zoologico con animali veri, e il cambio di registro spiazza. Vale una sosta all’ombra, se non altro per il contrasto.

Il Floating Market e gli edifici thailandesi

Il tema non è una vernice: la costruzione del parco è cominciata nel 2004, è costata attorno ai cinquantadue milioni di euro e comprende una venticinquina di edifici realizzati in stile thailandese, con materiali e maestranze arrivati dal paese, tanto che l’inaugurazione fu affidata alla principessa Maha Chakri Sirindhorn. Il Floating Market è la zona di negozi e ristoranti costruita attorno all’acqua, ed è il punto in cui il parco assomiglia di più a una scenografia riuscita e di meno a un impianto di tubi colorati.

Le cabañas e i servizi

Il parco affitta cabañas private con lettini, bar dedicato e connessione, sparse nelle zone più tranquille: è la spesa extra che ha più senso se vieni in gruppo o con bambini piccoli, perché ti dà una base fissa in un posto dove altrimenti passi la giornata a spostare asciugamani. Ci sono armadietti a noleggio, e conviene prenderne uno all’ingresso invece di lasciare le cose sui lettini.

Dove dormire vicino al Siam Park

La scelta più comoda è Costa Adeje: il parco sta sulla collina sopra le spiagge di Fañabé e del Duque, e da gran parte degli alberghi della zona ci si arriva in pochi minuti, spesso con navette. È la fascia più recente e più curata del turismo del sud, con resort grandi, lungomare pedonale e prezzi che salgono man mano che ci si avvicina al Duque.

Scendendo verso Playa de las Américas l’offerta si fa più economica e più rumorosa, con appartamenti degli anni Ottanta e vita notturna a portata di piede; Los Cristianos, poco più in là, mantiene un’anima di paese portuale e conviene a chi vuole spendere meno restando vicino. Chi cerca calma può guardare a La Caleta o alle zone alte di Adeje, mentre dormire nel nord dell’isola significa mettere in conto un’ora abbondante di autostrada per ciascun tratto.

Come arrivare al Siam Park

Il parco è appoggiato direttamente alla TF-1, l’autostrada del sud, con uscita segnalata e parcheggio proprio: in auto è la cosa più semplice del mondo. Dai principali centri turistici del sud partono autobus navetta gratuiti che fanno il giro degli alberghi, ed è la soluzione che usa la maggior parte dei visitatori; le guaguas della TITSA fermano alla vicina stazione di Costa Adeje, da cui l’ingresso è a distanza di camminata. Dall’aeroporto Tenerife Sur si arriva in una ventina di minuti, da Santa Cruz in poco più di un’ora. Se hai in programma anche il Loro Parque, verifica il biglietto combinato dei due parchi, che in genere include anche il trasferimento.

Quando andare al Siam Park

Il sud di Tenerife è la parte più asciutta e soleggiata dell’isola, quindi la stagione conta meno che altrove: in inverno l’acqua e l’aria sono più fresche, ma le giornate utili sono la norma. Conta molto di più l’ora: arriva all’apertura e usa la prima ora per la Tower of Power e per Singha, che nel resto della giornata accumulano le file più lunghe, poi passa alle attrazioni minori quando la massa si sposta verso il Wave Palace. Il primo pomeriggio è il momento peggiore per le code e il migliore per la spiaggia. Nel tardo pomeriggio il vento del sud può rendere fresca l’uscita dall’acqua, e vale la pena controllare gli orari stagionali prima di partire, perché in inverno la chiusura è anticipata. Verifica anche i limiti di altezza e peso delle attrazioni più forti, se viaggi con bambini: sono la causa più comune di delusioni annunciate.

Dove si trova il Siam Park

Il Siam Park si trova nel comune di Adeje, sulla costa sudoccidentale di Tenerife, a ridosso della TF-1 e appena sopra le spiagge di Costa Adeje, in una posizione che lo rende visibile dall’autostrada per via delle torri e dei tetti a punta che spuntano dalla collina. È il parco gemello del Loro Parque di Puerto de la Cruz, che sta esattamente dall’altra parte dell’isola, sulla costa nord: se il primo è la Tenerife tropicale e nuvolosa, questo è la Tenerife secca e assolata, e il fatto che appartengano alla stessa famiglia dice parecchio su quanto diverse siano le due facce della stessa isola.

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