Dove dormire a La Orotava: le zone migliori

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Dal mare di El Rincón fino ai 2.150 metri del Parador, passando per i balconi di tea e le vigne intrecciate: tutte le fasce del comune più esteso di Tenerife, con pro, contro e il viaggiatore giusto per ciascuna.

Dove dormire a La Orotava non è una domanda su un quartiere: è una domanda su una quota. Questo comune misura 207 chilometri quadrati, il più esteso di Tenerife, ed è una striscia verticale che parte dalla battigia e finisce sulla cima del Teide, a 3.715 metri. Significa che tra il letto più basso e quello più alto del municipio ci sono tre chilometri e mezzo di dislivello, e che scegliendo la fascia sbagliata puoi ritrovarti a quaranta minuti di tornanti dal posto dove volevi passare le giornate.

La seconda cosa da sapere è che qui l’offerta è scarsa, e va detto subito. La Orotava non è una città alberghiera: non ci sono grandi strutture, non c’è un lungomare edificato, e la ricettività è fatta quasi interamente di case rurali, appartamenti e qualche piccolo hotel di charme ricavato in dimore storiche. Sono poche decine di indirizzi in tutto. Chi arriva improvvisando in giugno o in settembre resta fuori.

Il centro di gravità è il casco histórico, a circa quattrocento metri di quota, con le sue case padronali dai balconi di legno e le strade in pendenza che mettono alla prova i polpacci. Sotto, verso il mare, c’è la fascia di El Rincón, un lembo di piantagioni di banane sopravvissuto all’urbanizzazione, con le spiagge nere del Bollullo e di Los Patos raggiungibili solo a piedi. Salendo, la valle si apre su La Perdoma e sui vigneti della denominazione locale, dove la vite si coltiva in un modo che non esiste da nessun’altra parte al mondo. Più su ancora, Pinolere e Aguamansa entrano nella pineta, e infine, oltre le nuvole, si arriva alle Cañadas e al Parco Nazionale del Teide, che amministrativamente è ancora La Orotava.

In questa guida trovi ogni fascia con il suo carattere, i pro, i contro e il tipo di viaggio a cui è adatta, più due avvertenze finali: quando prenotare, perché due settimane l’anno la disponibilità qui si azzera, e cosa controllare prima di confermare, perché a mille metri di quota il riscaldamento non è un optional.


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Come scegliere dove dormire a La Orotava

Il criterio numero uno è il mare di nubi. Gli alisei che soffiano da nord-est scaricano l’umidità contro questo versante e formano uno strato di nuvole che, con buona approssimazione, si assesta tra gli ottocento e i millecinquecento metri. Tradotto: sotto quella fascia stai al fresco e spesso al coperto, dentro quella fascia stai dentro la nebbia, sopra quella fascia hai il sole tutto l’anno e il panorama surreale delle nuvole viste dall’alto. Il casco histórico e la costa stanno sotto, Pinolere e Aguamansa stanno dentro o al margine, il parco nazionale sta sopra. Sapere questo prima di prenotare ti evita una settimana di grigio non preventivato.

Il criterio numero due è l’auto, e qui non ci sono alternative. Esistono autobus che collegano il casco histórico a Puerto de la Cruz e a Santa Cruz, ma le fasce alte e la costa sono servite in modo insufficiente per un viaggiatore. La strada di riferimento è la TF-21, che sale da Puerto de la Cruz attraversando il paese e prosegue fino alla caldera: è una bella strada, ben tenuta, ma è di montagna e i tempi sono quelli della montagna.

Terzo criterio, le pendenze del centro. Il casco histórico è costruito su un pendio ripido e le vie principali salgono con inclinazioni che in Italia troveresti solo in qualche borgo appenninico. Se hai valigie pesanti o problemi di deambulazione, verifica con attenzione a che altezza della scarpata si trova l’alloggio rispetto ai parcheggi. La differenza tra due indirizzi distanti trecento metri può essere di quaranta metri di dislivello.

Ultimo, la posizione rispetto a ciò che vuoi fare. Dal casco raggiungi Puerto de la Cruz in un quarto d’ora, Santa Cruz in mezz’ora e l’ingresso del parco nazionale in poco più di quaranta minuti. Se il tuo viaggio ruota intorno al Teide, ogni fascia in cui sali ti avvicina; se ruota intorno al mare, ogni fascia ti allontana.


Approfondimento: Dove dormire a Tenerife


Dormire nel casco histórico

È la scelta più ovvia e, per la maggior parte dei viaggi, quella giusta. Il centro storico è tutelato come insieme storico-artistico dal 1976 ed è il meglio conservato del versante nord dell’isola: case signorili con i ballatoi in legno di tea intagliato, cortili interni che si possono attraversare, la Casa de los Balcones del 1632 e di fronte la Casa del Turista, la chiesa della Concepción con la sua facciata barocca e la cupola a bulbo, i Jardines del Marquesado de la Quinta Roja disegnati in stile vittoriano intorno a un mausoleo mai utilizzato, e la Hijuela del Botánico, un giardino botanico in miniatura nato come costola di quello di Puerto de la Cruz.

L’ospitalità è fatta di poche case rurali e piccoli hotel ricavati in casonas dei secoli scorsi, spesso con patio e pochissime camere. Nel centro trovi anche i ristoranti e i bar, che nelle fasce alte scarseggiano. È la scelta giusta per chi viene per l’architettura, per chi vuole cenare a piedi e per chi usa La Orotava come base per il nord dell’isola.

Pro: bellezza architettonica di primo livello, alloggi di carattere, ristoranti e servizi a piedi, posizione centrale rispetto a Puerto de la Cruz, Santa Cruz e Teide.

Contro: pendenze severe su quasi tutti i percorsi, parcheggio complicato nelle vie storiche, niente mare, e la sera la città è tranquilla.

Dormire a El Rincón e sulla costa

Sotto il paese, tra la circonvallazione e l’oceano, sopravvive El Rincón: una fascia di piantagioni di banane e piccoli poderi che è uno degli ultimi paesaggi agricoli tradizionali rimasti nella valle. Ci si dorme in case rurali e appartamenti in mezzo alle platanere, con le foglie che stormiscono di notte e nessun rumore di traffico.

Il motivo per cui vale la pena stare qui sono le spiagge. La Playa del Bollullo, sabbia nerissima chiusa tra due promontori, si raggiunge solo scendendo a piedi lungo un sentiero che attraversa le coltivazioni, ed è per questo che resta relativamente tranquilla anche in agosto. Poco più in là ci sono la Playa de los Patos, frequentata da naturisti e insidiosa per le correnti, e la Playa El Ancón. Il mare qui è aperto e la balneazione va valutata giorno per giorno, con attenzione alle bandiere. È la scelta giusta per chi cerca silenzio, per chi vuole spiagge nere fuori dal circuito e per chi non ha problemi a camminare.

Pro: contesto rurale autentico a pochi minuti dalla città, spiagge nere poco affollate, prezzi contenuti, parcheggio mai un problema.

Contro: accessi alle spiagge solo a piedi e in pendenza, correnti spesso pericolose, nessun servizio nell’immediato intorno, auto indispensabile.


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Dormire a La Perdoma e nella fascia del vino

Salendo dal casco verso ovest si entra a La Perdoma, il secondo nucleo del comune per abitanti e il cuore della denominazione di origine della valle. Qui la vite si coltiva con il cordón trenzado, un sistema di allevamento in cui i tralci vengono intrecciati in lunghe corde vegetali appoggiate a forcelle e distese anche per diversi metri: non esiste in nessun’altra regione vinicola del mondo, ed è nato per far respirare le piante in un terreno umido e per lasciare spazio alle colture sotto i filari. Guidare tra questi vigneti a fine estate, con le corde di vite tese sopra i campi, è una di quelle cose che ti restano.

L’offerta è di case rurali e appartamenti tra i poderi, spesso con vista sulla valle fino all’oceano. La sera si mangia nei guachinche, le trattorie stagionali che i produttori aprono per vendere il proprio vino: menù corti scritti a mano, carne di maiale, papas arrugadas e prezzi che sembrano un refuso. Ci dormi volentieri se hai l’auto, se ti interessa il vino e se vuoi stare in campagna restando a dieci minuti dal centro storico.

Pro: paesaggio agricolo unico, guachinche a portata di mano, prezzi bassi, vista sulla valle, vicinanza sia al casco sia alla strada per il Teide.

Contro: senza auto è impraticabile, i guachinche hanno aperture stagionali e irregolari, e la nuvolosità in questa fascia è frequente.

Dormire a Pinolere e Aguamansa

Oltre gli ottocento metri la valle finisce e comincia la corona forestale, la fascia di pino canario che cinge il vulcano. Pinolere è un piccolo nucleo noto per il suo museo etnografico e per la fiera dell’artigianato che si tiene a settembre, una delle più importanti dell’arcipelago. Più su, verso i mille metri, si arriva ad Aguamansa: bosco fitto, aria che sa di resina, l’area ricreativa della Caldera ricavata in un piccolo cratere e un allevamento di trote che rifornisce mezza isola.

Questa è la fascia degli escursionisti. Da qui partono alcuni dei sentieri migliori del versante nord, compresa la salita verso La Fortaleza e i tracciati storici che attraversavano l’isola prima delle strade. L’offerta è di case rurali immerse nel bosco, poche e spesso prenotate da residenti canari nei fine settimana. È la scelta giusta per chi cammina, per chi cerca fresco in piena estate e per chi vuole essere già in quota all’alba.

Pro: bosco eccezionale, sentieri fuori dalla porta, temperature miti anche ad agosto, prezzi bassi, parco nazionale a mezz’ora.

Contro: sei dentro la fascia delle nuvole, quindi umidità e giornate grigie frequenti; notti fredde tutto l’anno; ristoranti pochissimi e distanti; strade strette.

Dormire nel Parco Nazionale del Teide

Pochi lo sanno, ma la porzione centrale del parco nazionale, compresa la vetta, appartiene amministrativamente a questo comune: quando dormi dentro le Cañadas stai ancora, sulla carta, a La Orotava. Le opzioni sono due e sono entrambe particolari. La prima è il Parador, a poco più di 2.100 metri, di fronte ai Roques de García: l’unica struttura alberghiera dentro il parco, con una manciata di camere e la caratteristica di trovarsi stabilmente sopra il mare di nubi. La seconda è il rifugio di Altavista, a 3.260 metri, riservato a chi affronta la salita a piedi e vuole essere in vetta per l’alba.

Il senso di dormire quassù è tutto in due momenti della giornata. Il primo è la notte: sei dentro una Riserva Starlight, senza inquinamento luminoso, e il cielo che vedi dal parcheggio non somiglia a niente che tu abbia visto in Europa. Il secondo è l’alba sulla caldera, quando la luce entra radente tra le colate e i pullman sono ancora a un’ora di distanza. È la scelta giusta per astrofili, escursionisti e fotografi.

Pro: posizione irripetibile, cielo notturno tra i migliori del mondo, alba e tramonto sulla caldera senza spostamenti, silenzio totale.

Contro: disponibilità minima con prenotazioni da fare con mesi di anticipo, prezzi alti, freddo serio tutto l’anno, possibili effetti dell’altitudine e nessuna alternativa se qualcosa non va.

Quando prenotare e cosa verificare

C’è un periodo in cui questa città si riempie oltre ogni capacità, ed è giugno. Per il Corpus Domini le strade del centro si coprono di tappeti figurati realizzati con sabbie vulcaniche colorate raccolte alle pendici del Teide, una tradizione che risale al 1847 e che richiede mesi di preparazione; pochi giorni dopo si tiene la Romería de San Isidro Labrador, una delle processioni contadine più grandi delle Canarie, con carrette trainate da buoi, costumi tradizionali e decine di migliaia di partecipanti. In quelle due settimane, con l’offerta ricettiva che ha questo comune, trovare un letto senza prenotazione anticipata è semplicemente impossibile. Muoviti con almeno quattro o cinque mesi di anticipo, oppure evita del tutto quelle date.

Il secondo appuntamento è la fiera dell’artigianato di Pinolere, a settembre, che satura le case rurali della fascia alta. Per il resto dell’anno la disponibilità è ragionevole, con i fine settimana più contesi dei giorni feriali perché la clientela locale usa molto queste strutture per il weekend.

Tre verifiche prima di confermare. La prima è il riscaldamento: dal casco histórico in su le notti sono fresche da ottobre a maggio e ad Aguamansa lo sono tutto l’anno, ma molte case canarie non ne hanno perché storicamente non serviva. La seconda è l’accesso in auto, perché diversi indirizzi del centro storico si trovano su vie strette in forte pendenza dove non si può nemmeno accostare per scaricare i bagagli: chiedilo prima. La terza riguarda gli appartamenti e le case vacanza: dal dicembre 2025 le Canarie applicano la Legge 6/2025 sull’uso turistico delle abitazioni, che obbliga ogni struttura di questo tipo a essere iscritta al registro turistico regionale e a indicare il numero di registrazione in tutti gli annunci. Se il numero non c’è, è meglio scegliere altro.

Dove dormire a La Orotava: in sintesi

Se vieni per la città e per il nord dell’isola, dormi nel casco histórico e metti in conto le salite: è la fascia con più servizi, più ristoranti e la posizione più equilibrata. Se cerchi il mare, l’unica risposta è El Rincón, con le sue spiagge nere raggiungibili a piedi. Se ti interessano il vino e la campagna, La Perdoma; se sei venuto per camminare, Pinolere e Aguamansa; se il Teide è il motivo del viaggio, il Parador dentro il parco, prenotato con largo anticipo.

Una considerazione finale che vale per tutto il comune. La Orotava è la base migliore dell’isola per chi vuole alternare quote diverse nella stessa giornata, perché la TF-21 ti porta dal livello del mare ai duemila metri in meno di un’ora senza cambiare strada. Colazione tra le banane, pranzo tra i pini, tramonto sopra le nuvole: da nessun’altra parte a Tenerife è così semplice.


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