Romerías a Tenerife: guida alle feste popolari dell’isola, mese per mese

Immagina un corteo di carri agricoli trainati da buoi che attraversa un paese per ore, con centinaia di persone in costume tradizionale che ballano dietro le fisarmoniche e i timples, e che dai carri ti allungano un bicchiere di vino e un pezzo di carne fiesta senza chiederti niente in cambio. Questa è una romería, ed è probabilmente il modo più diretto che hai per capire Tenerife dall’interno invece che dalla piscina dell’hotel. In questa guida trovi che cosa sono davvero le romerías e da dove vengono, come funzionano tra carretas, parrandas e traje de mago, quali sono le sette più importanti dell’isola con le loro date, il calendario completo mese per mese, cosa si mangia e si beve, e le regole non scritte da rispettare se vuoi partecipare senza essere quello a cui non fanno passare la porta del baile de magos.


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Che cos’è una romería

La parola viene da romero, che nello spagnolo antico indicava il pellegrino diretto a Roma. Da lì il termine si è esteso fino a designare qualunque pellegrinaggio verso un santuario e, infine, la festa popolare che accompagna la processione di un santo o di una madonna dal paese verso un’ermita, di solito in campagna o sulla costa.

Quello che a Tenerife è rimasto di quel significato originale è la struttura del cammino: c’è un punto di partenza, di norma la chiesa parrocchiale, un percorso e un punto d’arrivo. Ma la parte religiosa è solo l’ossatura. La sostanza è agricola: le romerías canarie nascono come ringraziamento per il raccolto, e i carri che sfilano rappresentano i quartieri, i barrios rurali e le attività della terra. Non è un caso che il patrono agricolo dell’isola, San Benito Abad, abbia la romería più importante di tutte.

C’è una differenza che vale la pena tenere a mente rispetto alle nostre feste patronali: qui la processione religiosa e la festa popolare sono spesso due momenti separati, in due giorni diversi. La messa e la processione solenne hanno il loro spazio; la romería è il corteo profano, quello con i carri, il vino e la musica. Se cerchi la seconda, controlla il programma, perché non sempre cadono lo stesso giorno.

Come funziona una romería

Se non ne hai mai vista una, sappi che dura molto più di quanto pensi. Il corteo si mette in moto nel primo pomeriggio, procede a passo d’uomo, si ferma continuamente, e la festa prosegue fino a notte fonda. Non è un evento da mezz’ora.

Le carretas

Il carro è il centro di tutto. Le carretas tradizionali sono trainate da yuntas di buoi, e in alcune località vengono decorate con semi, granaglie e prodotti della terra composti a formare disegni: a Tegueste questa lavorazione è diventata una vera forma d’arte popolare, e i carri sono l’attrazione principale della giornata. Dove le strade sono troppo ripide, come a Los Realejos, i carri vengono montati su camion, perché i buoi non ce la farebbero.

Ogni carreta appartiene a un gruppo, a una famiglia allargata o a un quartiere, e porta a bordo cucina, bevande e musicisti. Da lì esce il cibo che viene distribuito ai presenti.

La musica

Il suono di una romería è inconfondibile. Gli strumenti tipici sono il timple, un piccolo cordofono a cinque corde che è l’emblema musicale delle Canarie, le chácaras, nacchere di legno molto più grandi e sonore delle nostre, e il tamburo, affiancati da chitarre, bandurrias e fisarmoniche.

I gruppi che suonano si chiamano parrandas, e il repertorio ruota attorno a isas, folías, malagueñas e tajaraste, che sono i generi tradizionali dell’arcipelago. L’isa è quella veloce e allegra su cui ballano tutti; la folía è lenta e malinconica; il tajaraste ha una radice antichissima e un tamburo ossessivo.

Il traje de mago

Il costume tradizionale canario si chiama traje de mago, dove mago non ha nulla a che vedere con la magia: nel parlato locale indicava il contadino, l’abitante della campagna. Ogni isola e ogni zona ha varianti proprie, e nelle romerías più importanti riconosci la provenienza delle persone dal taglio del gilet o dal disegno della gonna.

Qui arriva l’informazione pratica che nessuno ti dà. Per assistere da spettatore non serve alcun costume, ma se vuoi entrare nel recinto di un baile de magos, cioè il ballo popolare che accompagna molte romerías, il protocollo è preso sul serio: in diversi comuni chi non è vestito correttamente non entra. Scarpe da ginnastica con il costume, camicie fuori dai pantaloni o accostamenti improvvisati sono considerati una mancanza di rispetto verso la tradizione, non un dettaglio estetico. Se decidi di vestirti, fallo per bene o non farlo affatto.

Cosa si mangia e si beve alle romerias di Tenerife

Il cibo circola gratuitamente, offerto da chi sta sui carri. I classici sono la carne fiesta, maiale marinato in aglio, paprica e spezie e poi fritto, le papas arrugadas con mojo rojo e mojo verde, le garbanzas, cioè lo stufato di ceci, il queso asado, le sardine alla griglia e il pane con le costillas.

Da bere c’è il vino dell’isola, quasi sempre dei terreni vulcanici del nord, e il ron miel, il rum al miele che a fine giornata gira parecchio. Vale la pena approfittarne per assaggiare le denominazioni locali, perché durante una romería bevi vini che nei ristoranti turistici del sud non trovi.

Le romerías più importanti di Tenerife

Tegueste, San Marcos, ultima domenica di aprile

È la prima delle grandi e apre di fatto la stagione. Si celebra l’ultima domenica di aprile in onore di San Marco Evangelista ed è dichiarata Fiesta de Interés Turístico Nacional. Quello che la rende unica sono le carretas decorate con semi e granaglie, veri lavori di artigianato preparati per settimane, e la partecipazione degli animali: buoi, cavalli, capre, pecore sfilano insieme al corteo. In un comune piccolo e agricolo come Tegueste, alle spalle di La Laguna, l’effetto è quello di un paese intero che si riversa in strada.

Los Realejos, San Isidro Labrador, maggio

Si celebra in onore di San Isidro Labrador, il patrono dei contadini, e non di un improbabile “San Isidoro” come si legge in giro. È una delle romerías con la tradizione più lunga dell’isola e si tiene in maggio, nel mese in cui Los Realejos è già in pieno fermento festivo: nello stesso periodo il comune celebra le Fiestas de la Cruz, famose in tutte le Canarie per uno spettacolo pirotecnico che è a sua volta dichiarato di interesse turistico nazionale.

I carri qui salgono su camion per affrontare le pendenze del paese, ognuno rappresenta un quartiere o un’attività agricola, e al loro passaggio la gente lancia mais, lupini e patate. Si accompagna a una fiera del bestiame.

La Orotava, San Isidro Labrador, giugno

È quella che nell’articolo che mi hai passato mancava del tutto, ed è un errore, perché è una delle più significative. La romería di La Orotava si celebra nella domenica successiva al Corpus Domini, in coda alle celebre ottava del Corpus con i tappeti di fiori e di sabbie vulcaniche del Teide che ricoprono le strade del centro storico. Il complesso di queste feste è dichiarato di interesse turistico nazionale.

Il vantaggio pratico è che nello stesso fine settimana vedi due cose molto diverse: l’arte effimera dei tappeti, che è silenziosa e quasi devozionale, e la baraonda della romería subito dopo.


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La Laguna, San Benito Abad, seconda domenica di luglio

Se puoi vederne una sola, vedi questa. La Romería Regional de San Benito Abad si celebra la seconda domenica di luglio a San Cristóbal de La Laguna in onore del patrono degli agricoltori di Tenerife. È dichiarata Fiesta de Interés Turístico Nacional ed è considerata la romería più rappresentativa delle Canarie, con gruppi che arrivano da ogni angolo dell’arcipelago. È anche l’unica romería canaria a fregiarsi del titolo di “Regional”, cioè a rappresentare l’intera regione.

La conseguenza pratica per un visitatore è che in una sola giornata vedi la varietà completa dei costumi tradizionali delle sette isole, cosa che altrove non succede. È anche, prevedibilmente, la più affollata.

Santiago del Teide, Santiago Apóstol, luglio

La romeria di Santiago del Teide celebra attorno al 25 luglio in onore dell’apostolo Giacomo, e la devozione locale è legata a un episodio preciso e sorprendentemente recente: l’eruzione del vulcano Chinyero, che nel novembre del 1909 fu l’ultima eruzione avvenuta sull’isola di Tenerife. La colata minacciò gli abitati e poi si fermò, e la tradizione popolare attribuisce quell’arresto alla processione dell’immagine sacra portata incontro alla lava. Il paesaggio nero e ancora scoperto attorno al Chinyero, a poca distanza, è il modo migliore per capire perché quella memoria sia rimasta così viva.

Garachico, San Roque, 16 agosto

Il 16 agosto di ogni anno, Garachico celebra San Rocco, invocato contro la peste che colpì la cittadina all’inizio del Seicento. È visivamente forse la più bella dell’isola: le carretas e le coppie di buoi sfilano lungo il paese con il Roque di Garachico e il blu dell’Atlantico sullo sfondo, in uno dei borghi meglio conservati di Tenerife.

Accanto alla processione ci sono il Baile de Magos con i gruppi folcloristici locali e la fiera dell’artigianato, e le strade vengono addobbate per l’occasione con un lavoro collettivo che coinvolge tutto il paese.

Güímar, Bajada de la Virgen del Socorro, 7 e 8 settembre

È considerata la romería più antica di tutto l’arcipelago canario ed è dichiarata Fiesta de Interés Turístico Regional. Si celebra ogni anno tra il 7 e l’8 settembre.

La storia dietro è la più affascinante dell’isola. L’invocazione del Socorro nasce da un momento specifico della leggenda dell’apparizione della Vergine di Candelaria ai Guanci sulla spiaggia di Chimisay: il mencey, il re guanche, provò a sollevare l’immagine da solo, ma la statua si fece talmente pesante che dovette chiedere soccorso ai suoi sudditi. Nel punto dell’apparizione oggi c’è una croce, e in quello dove il re chiese aiuto sorge la piccola ermita del Socorro.

All’alba del 7 settembre l’immagine, che è custodita nella parrocchia matrice di San Pedro Apóstol, scende in un corteo imponente lungo il camino del Socorro fino al nucleo costiero sulla spiaggia di Chimisay. Lì si svolge la Ceremonia Guanche, la rappresentazione mimata, senza parole, del ritrovamento dell’immagine da parte di due pastori guanci: la prima messa in scena risale al 1872 e oggi vi partecipano quasi trecento persone tra uomini, donne e bambini. Nel corteo l’odore che riconosci ovunque è quello del basilico, che le ragazze portano tradizionalmente per adornare l’ermita.

Il calendario delle romerías di Tenerife

Le date della maggior parte delle romerías si spostano ogni anno perché sono legate a una domenica o al calendario liturgico. In tabella trovo più utile darti la regola, che resta valida, invece della data di un anno solo: verifica poi il giorno esatto sul sito del comune, perché slittamenti per elezioni o meteo capitano.

PeriodoRomeríaComuneQuando cade
GennaioSan SebastiánAdejeintorno al 20 gennaio
GennaioSan Antonio AbadGüímar, Buenavista del Norte, Arona, La Orotavafine gennaio
MarzoSan JoséBarranco Hondo (Candelaria)metà marzo
AprileSan MarcosTeguesteultima domenica di aprile
MaggioSan Isidro LabradorLos Realejosfine maggio
MaggioLas MercedesLa Lagunafine maggio
GiugnoSan Isidro LabradorLa Orotavadomenica dopo il Corpus Domini
GiugnoSan Antonio de PaduaGranadilla de Abonametà giugno
LuglioSan Benito AbadLa Lagunaseconda domenica di luglio
LuglioSantiago ApóstolSantiago del Teideintorno al 25 luglio
LuglioEl PortezueloTeguestefine luglio
LuglioBajada del PoleoIcod de los Vinosfine luglio
AgostoSan RoqueGarachico16 agosto
AgostoNuestra Señora de la EsperanzaEl Rosarioinizio agosto
SettembreBajada de la Virgen del SocorroGüímar7 e 8 settembre

La stagione vera e propria, quella delle grandi, va da fine aprile a settembre. Le romerías invernali di gennaio esistono e sono molto sentite a livello locale, ma sono più raccolte e meno spettacolari.

Le feste che non sono romerías ma valgono il viaggio

Vale la pena distinguere, perché vengono spesso confuse.

Il pellegrinaggio alla Virgen de Candelaria, tra il 14 e il 15 agosto, è l’evento religioso più grande delle Canarie: migliaia di persone raggiungono a piedi la basilica di Candelaria, molte camminando di notte da altri comuni. Non è una romería nel senso festivo del termine, è un pellegrinaggio vero.

L’ottava del Corpus a La Orotava, in giugno, con i tappeti di fiori e le sabbie del Teide nella piazza dell’ayuntamiento, è arte effimera e non festa contadina, anche se sfocia nella romería.

Il carnevale di Santa Cruz, tra febbraio e marzo, è un altro mondo ancora, ed è la manifestazione che porta più gente sull’isola dopo la stagione balneare.

Come partecipare alle romerías di Tenerife

Qualche indicazione pratica che ti risparmia i disagi tipici del primo tentativo.

Arriva presto e lascia l’auto lontano. Nei paesi piccoli il centro viene chiuso, i parcheggi si saturano ore prima e molti comuni organizzano navette. Considera che alla fine della festa, a notte, tornare indietro può richiedere parecchio.

Porta contanti. I chioschi e i banchetti raramente accettano carte, e la copertura mobile nei paesi del nord durante gli eventi affollati diventa capricciosa.

Accetta quello che ti offrono dai carri e ringrazia. È il senso della cosa: il cibo e il vino si regalano, non si vendono. Non salire sui carri se non ti invitano, e non toccare le decorazioni, che sono il lavoro di settimane.

Chiedi prima di fotografare le persone da vicino. La gente è in costume perché sta celebrando qualcosa di suo, non perché sia in scena per te.

E scegli in base a cosa cerchi: se vuoi la varietà e la dimensione grande, San Benito ad La Laguna; se vuoi i carri più belli, Tegueste; se vuoi la cornice più fotogenica, Garachico; se vuoi la storia più profonda e il momento più emozionante, il Socorro a Güímar all’alba del 7 settembre.


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