Playa El Bollullo: la spiaggia di sabbia nera più fotogenica del nord di Tenerife

Duecento metri di arenile vulcanico ai piedi di una falesia, fra le piantagioni di banane di El Rincón: la spiaggia selvaggia a mezz’ora a piedi da Puerto de la Cruz.

Playa El Bollullo si apre nel nord di Tenerife, sulla costa del comune di La Orotava, in quella fascia agricola chiamata El Rincón dove le platanere arrivano fino al ciglio del dirupo e poi si fermano di colpo davanti all’Atlantico. È la spiaggia che compare in metà delle fotografie del nord dell’isola, e il motivo lo capisci nei tre secondi dopo l’ultimo gradino: la sabbia è nera come cenere bagnata, la falesia ocra alle spalle è alta diverse decine di metri, l’acqua è di un blu profondo e arriva a riva con la solennità di un oceano che non ha ricevuto istruzioni contrarie. Se le spiagge di Tenerife che conosci sono quelle bionde e pettinate del sud, El Bollullo è l’esatto contrario: niente lungomare, niente banane gonfiabili, nessuna concessione all’idea che il mare debba essere comodo. È una spiaggia per chi cammina volentieri, per chi fotografa, per chi nuota bene e sa leggere una bandiera, e decisamente non per chi porta il passeggino.

Nel dettaglio, l’arenile misura circa 200 metri di lunghezza per una quarantina di larghezza, misure che vanno prese come un’indicazione: con la marea alta e la mareggiata la spiaggia si riduce a una striscia, con la bassa marea si allarga e scopre i roques, quei blocchi di basalto sparsi lungo la battigia che sono metà del suo fascino.

La sabbia è nera, sottile e di origine vulcanica, portata a mare dai barranchi della valle della Orotava e rimacinata dalle onde: al pomeriggio scotta parecchio, e le ciabatte non sono un vezzo. Non esiste alcuna gestione alberghiera dell’arenile, che è pubblico e libero per intero; l’unico servizio strutturato è il chiringuito a piede di spiaggia, più il bar-ristorante che presidia la parte alta del sentiero, dove si mangia canario onesto con vista aperta sull’oceano.

Il fondale sprofonda in fretta a pochi metri dalla riva e la costa qui è mare aperto senza scogliere frangiflutti: risacca decisa, correnti di ritorno e onde che tutto l’anno tengono un tono alto. Il servizio di salvamento è attivo, le bandiere vengono esposte e la rossa sventola più spesso di quanto un turista si aspetti. L’acqua è pulitissima e trasparente, ma più fredda di quella del sud, perché siamo sul versante esposto agli alisei. Per i bambini piccoli non è il posto giusto, e vale la pena dirlo senza giri di parole.

Quello che si fa qui, oltre a stare stesi a guardare l’Atlantico, è camminare. Dal Puerto de la Cruz parte un percorso costiero che in tre quarti d’ora scarsi ti porta a El Bollullo passando per la zona di El Durazno e la piccola Playa del Ancón, fra muretti a secco, canali d’irrigazione e file ordinatissime di banani; nel senso opposto il sentiero prosegue verso Playa de los Patos, cala ancora più isolata dove il nudismo è consuetudine.

È una passeggiata che vale il viaggio anche senza fare il bagno, con la falesia che cambia colore man mano che il sole gira. In acqua, i surfisti sfruttano le onde nelle giornate giuste, ma i picchi più praticati restano quelli di Playa Martiánez e Playa del Socorro; qui il rischio non compensa quasi mai. Per mangiare e bere ci si affida al chiringuito sulla sabbia e al ristorante in cima al sentiero, e va bene così: la vita notturna non esiste, e appena il sole scende dietro il costone conviene risalire, perché il sentiero al buio è un’altra faccenda. Chi vuole la serata la trova a Puerto de la Cruz, con le sue terrazze intorno a Plaza del Charco.

Nel raggio di pochi chilometri il nord dà molto. Verso ovest, superata la Playa del Ancón, si entra a Puerto de la Cruz, quattro chilometri scarsi, con Playa Jardín e i suoi giardini disegnati da César Manrique, il Lago Martiánez, il Jardín Botánico e il vecchio molo dei pescatori. Verso l’interno, a una manciata di tornanti di salita, c’è La Orotava: la Casa de los Balcones, i portali di pietra, la vista sulla valle che dal mare risale fino alle pendici del Parco Nazionale del Teide.

Proseguendo lungo la costa in direzione sud-ovest si arriva a Los Realejos e alla Playa del Socorro, arenile nero più ampio e frequentato dai locali, e alla Rambla de Castro, un sentiero fra palme, un vecchio acquedotto e un fortino affacciato sull’oceano. Sul lato opposto, oltre Los Patos, la costa si fa impervia e i sentieri si diradano: è il punto in cui il nord di Tenerife smette di essere accogliente e diventa semplicemente bello.

Quanto alla stagione, il calendario del nord non è quello del sud. Si fa il bagno da giugno a ottobre con una certa serenità, con l’acqua fra i 21 e i 23 gradi a fine estate; da novembre a marzo l’Atlantico manda mareggiate lunghe, e capita di scendere fin sulla sabbia solo per guardare le onde. I mesi più affollati sono luglio e agosto, quando arrivano i canari, e le domeniche di bel tempo in qualsiasi stagione, perché El Bollullo è la spiaggia di riferimento di tutta la valle.

I periodi migliori restano giugno e settembre-ottobre: mare più docile, luce splendida, sentiero libero. Va messo in conto il fenomeno locale della panza de burro, il cappello di nuvole basse che nei mesi estivi si incolla al versante nord e può tenere il cielo grigio per l’intera mattinata pur senza portare pioggia; spesso si apre nel primo pomeriggio. Il momento migliore della giornata è proprio quello, fra le due e le sei, quando il sole entra pieno nella conca e la falesia si accende; con la bassa marea, poi, la spiaggia raddoppia e i roques emergono in bella evidenza.

Dove dormire a Playa El Bollullo

La spiaggia non ha strutture ricettive proprie: sopra la falesia ci sono soltanto piantagioni, casolari agricoli e qualche stradina stretta, e la scelta naturale per dormire vicino a Playa El Bollullo è Puerto de la Cruz, a quattro chilometri, che concentra la quasi totalità dell’offerta del nord dell’isola fra hotel storici affacciati sul Lago Martiánez, alberghi di catena nella zona di Taoro e appartamenti nel centro pedonale intorno a Plaza del Charco.

Chi preferisce un contesto più tranquillo e non ha problemi a spostarsi guarda al quartiere di El Durazno, che è il punto di partenza più comodo per la camminata costiera, oppure alle case rurali sparse fra El Rincón e la parte bassa della Orotava, dove si dorme in mezzo alle platanere con la valle davanti. Salire a La Orotava paese significa rinunciare al mare a due passi ma guadagnare un centro storico vero e prezzi in genere più contenuti. In tutti i casi conviene verificare la disponibilità di parcheggio, perché il traffico nella zona di Puerto de la Cruz non perdona.

Come arrivare a Playa El Bollullo

L’asse di riferimento è l’autostrada del nord TF-5, che collega Santa Cruz de Tenerife e La Laguna con Puerto de la Cruz in una quarantina di chilometri; dall’aeroporto di Tenerife Nord si arriva in circa mezz’ora, da quello di Tenerife Sud servono all’incirca un’ora e un quarto passando per l’interno o per la costa.

Uscendo verso La Orotava o Puerto de la Cruz si segue poi la segnaletica per la zona di El Rincón, dove strette carreggiate fra le piantagioni conducono agli spiazzi di sosta nei pressi dei ristoranti che presidiano il ciglio della falesia; da lì si prosegue soltanto a piedi, lungo un sentiero cementato con gradini e pendenza costante, dieci minuti scarsi in discesa e qualcosa di più in salita al ritorno.

In alternativa si arriva in guagua: dalla stazione di La Orotava la linea 346 lascia nel quartiere di El Rincón, a poca distanza dall’imbocco della strada che scende. La terza opzione, la migliore se hai gambe e tempo, è la camminata costiera da Puerto de la Cruz, circa 45 minuti dall’altezza di El Durazno, con il vantaggio di non doversi occupare della macchina. L’accesso non è adatto a persone con mobilità ridotta né a passeggini.

Dove si trova Playa El Bollullo

Playa El Bollullo si trova nel nord di Tenerife, nelle Isole Canarie, sulla costa del comune di La Orotava, all’interno della zona agricola protetta di El Rincón. È incastonata ai piedi di una falesia fra Playa del Ancón, verso Puerto de la Cruz, e Playa de los Patos, in direzione opposta. Dista circa 4 chilometri da Puerto de la Cruz, 8 chilometri dal centro storico della Orotava e una quarantina di chilometri da Santa Cruz de Tenerife, mentre alle spalle la valle risale fino alle pendici del Teide.

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