Carnevale di Santa Cruz de Tenerife: la guida completa alla festa più grande delle Canarie

Il Carnevale di Santa Cruz de Tenerife è la ragione per cui la capitale dell’isola, per due settimane l’anno, smette di essere una tranquilla città portuale dell’Atlantico e diventa qualcosa che assomiglia molto da vicino a Rio de Janeiro, con cui Santa Cruz è gemellata proprio per questo motivo. È Fiesta de Interés Turístico Internacional dal 18 gennaio 1980, è il carnevale più famoso di Spagna insieme a quello di Cadice, e da quasi quarant’anni figura nel Guinness dei primati grazie a una notte del 1987 in Plaza de España.

Se stai pensando di venirci, ti racconto come funziona: la Gala de Elección de la Reina del Carnaval con le fantasías da duecento chili, i concorsi di murgas e comparsas al Recinto Ferial de Tenerife, la Cabalgata Anunciadora che scende fino all’Avenida Francisco La Roche, il Coso Apoteósico del martedì, i mogollones notturni di Plaza de la Candelaria e Plaza del Príncipe, il Carnaval de Día, l’Entierro de la Sardina e la chiusura del fine settimana della Piñata. Ti dico anche le date del Carnevale 2027, che quest’anno sono anomale, e il tema scelto dall’Ayuntamiento: “Roma Eterna: El Imperio del Carnaval”. Poi passiamo alle cose pratiche, cioè dove dormire tra Santa Cruz, La Laguna e Puerto de la Cruz, come arrivare dagli aeroporti Tenerife Norte e Tenerife Sur Reina Sofía, come muoverti con il tram e con le guaguas notturne della TITSA, e che cosa mettere in valigia se hai intenzione di reggere fino alle sei del mattino.

Perché il Carnevale di Santa Cruz de Tenerife conta davvero

Ci sono carnevali che sono uno spettacolo e carnevali che sono una città intera. Questo è il secondo tipo. La prima volta che ci sono capitato, avevo in testa l’idea del carnevale come parata da guardare dal marciapiede, e ho impiegato circa venti minuti a capire che nessuno, qui, ha intenzione di guardare: si scende in strada travestiti e basta.

Il riconoscimento ufficiale arriva il 18 gennaio 1980, quando la Secretaría de Estado para el Turismo lo dichiara Fiesta de Interés Turístico Internacional insieme al Carnevale di Cadice: sono i primi due carnevali spagnoli a ottenere la massima distinzione turistica nazionale, e per oltre quarant’anni quello chicharrero resta l’unica festa canaria a fregiarsene. Il gemellaggio con Rio de Janeiro nasce dallo stesso motivo, e in città lo ricordano volentieri. La città punta da anni al riconoscimento UNESCO come Patrimonio dell’Umanità, che sarebbe il primo per un carnevale spagnolo.

Il record del Guinness, invece, ha una data precisa: 1987, il primo anno in cui il carnevale santacrucero adotta un tema, e quel tema è Roma. Celia Cruz sale sul palco con l’orchestra Billo’s Caracas Boys davanti a 250.000 persone in Plaza de España, e quella notte entra nel libro dei primati come la più grande congregazione di persone in una piazza all’aperto per assistere a un concerto. Il record regge ancora.

Date del Carnevale di Santa Cruz de Tenerife 2027

Il 2027 è un’edizione fuori dall’ordinario, quindi segnati bene le date prima di comprare i voli. Di norma il carnevale segue il calendario della Quaresima e l’Entierro de la Sardina cade il Mercoledì delle Ceneri; quest’anno no. L’Ayuntamiento ha spostato tutto di due settimane per una ragione molto poco poetica e molto concreta: il palco del Recinto Ferial non si poteva montare in tempo, perché lo spazio resta occupato dal Parque Infantil y Juvenil de Tenerife fino al 6 gennaio, e la gala inaugurale sarebbe caduta l’8 gennaio, due giorni dopo la Befana.

Il risultato è questo. La Gala Inaugurale apre ufficialmente il Carnevale 2027 il 22 gennaio. I concorsi delle agrupaciones si susseguono nelle settimane successive al Recinto Ferial. La Gala de Elección de la Reina del Carnaval è in calendario il 17 febbraio. Il carnevale in strada, quello che ti interessa se stai organizzando un viaggio, va dal 19 al 28 febbraio.

Il calendario giorno per giorno della semana grande

Venerdì 19 febbraio si comincia con il Carnaval de Noche e con la Cabalgata Anunciadora, che ospita anche il Concorso di Carrozze e Auto Addobbate. Sabato 20 c’è il certamen Ritmo y Armonía, la sfilata delle comparsas sull’Avenida Francisco La Roche, che a Santa Cruz chiamano senza troppa modestia il “sambódromo chicharrero”. Domenica 21 arriva il primo Carnaval de Día.

Martedì 23 febbraio è il Martes de Carnaval, festivo locale approvato in consiglio comunale, ed è il giorno del Coso Apoteósico, la grande sfilata del centro. Mercoledì 24 tocca all’Entierro de la Sardina. Venerdì 26 c’è il Coso infantil, sabato 27 il secondo Carnaval de Día seguito dai balli notturni, e domenica 28 febbraio si chiude con il carnevale sénior, l’esibizione di auto d’epoca, il concerto della Fufa e La Zarzuela e i fuochi d’artificio.

“Roma Eterna: El Imperio del Carnaval”, il tema del 2027

Il tema di quest’anno non è stato scelto per votazione popolare, come accade di solito, ma direttamente da Fiestas de Santa Cruz: “Roma Eterna: El Imperio del Carnaval”. È un omaggio con una data dentro, perché ricorrono i quarant’anni dalla prima edizione a tema, quella del 1987, che era appunto dedicata a Roma e che trasformò il perimetro di Plaza de España in un colonnato di gusto ionico, con i chicharros incoronati d’alloro sugli architravi. Aspettati toghe, aquile, elmi, allori e una quantità di sandali dorati difficile da quantificare: il tema condiziona i costumi delle candidate a Reina, le fantasías delle murgas, le coreografie delle comparsas e il disegno delle carrozze.

La Gala de Elección de la Reina del Carnaval

È l’atto che il resto della Spagna guarda in televisione. Le candidate sfilano al Recinto Ferial de Tenerife, il Centro Internacional de Ferias y Congresos progettato da Santiago Calatrava, indossando le fantasías: strutture scultoree che possono superare i cento chili e che si reggono in piedi grazie a ruote nascoste sotto la base, spinte da assistenti in nero. Il record dimensionale storico appartiene al 1993, quando il designer locale Carlos Nieves presentò l’abito più grande mai visto fino a quel momento.

Non è una sfilata di moda, è ingegneria travestita da piume. Ogni fantasía nasce da mesi di lavoro tra bozzetti, telai, saldature e piume di struzzo, e ogni designer lavora per una casa commerciale che sponsorizza la candidata. La gala si segue in diretta su Televisión Canaria, su La 2 di TVE e sul Canal Internacional de TVE. Se vuoi essere in sala, i biglietti si esauriscono con largo anticipo: in caso contrario, ci sono i maxi schermi e i bar del centro, dove il pubblico commenta ogni abito con la competenza che altrove si riserva al calcio.

Murgas, comparsas, rondallas e agrupaciones musicales

Il cuore artistico del carnevale non sono i turisti, sono le agrupaciones: gruppi organizzati che provano tutto l’anno in locali di quartiere e che competono in concorsi ufficiali al Recinto Ferial.

Le murgas

Le murgas sono i gruppi critici, l’anima satirica della festa: cinquanta o più componenti in scena, kazoo, cassa e rullante, e coplas che prendono di mira il sindaco, la sanità pubblica, il traffico e chiunque abbia sbagliato qualcosa negli ultimi dodici mesi. Il concorso si articola in fasi eliminatorie e in una finale che riempie il Recinto Ferial con migliaia di spettatori.

L’apertura della finale spetta per tradizione all’Afilarmónica Ni Fú-Ni Fá, che partecipa fuori concorso dal 1965 ed è l’istituzione storica del carnevale chicharrero. In gara trovi nomi che ti conviene imparare se vuoi capire di cosa si discute nei bar il giorno dopo: Trapaseros, Bambones, Diablos Locos, Triqui Traques, Zeta Zetas, Tiralenguas, La Sonora, Diabólicas, Marchilongas, Chinchosos, Mamelucos. I premi si assegnano in due categorie distinte, Interpretazione e Presentazione, quest’ultima dedicata al costume e all’immagine complessiva del gruppo.

Le comparsas

Se le murgas cantano, le comparsas ballano. Sono formazioni che possono superare i cento componenti, con ritmi latini, batucada, piume e paillettes, e il loro concorso è uno degli appuntamenti più richiesti dell’intero calendario. Le storiche sono Rumberos, fondata il 14 dicembre 1965, e Danzarines Canarios, in scena dal 1971; a queste si affiancano Cariocas, Joroperos, Tropicana, Bahía Bahitiare, Río Orinoco, Los Valleiros, Tabajaras e Bella Mariana. Le comparsas escono poi in strada per il Ritmo y Armonía sull’Avenida Francisco La Roche, dove il primo premio porta il nome di Manuel Monzón, e sfilano di nuovo nel Coso Apoteósico.

Rondallas e agrupaciones musicales

Accanto a murgas e comparsas ci sono le rondallas, con corde e voci di impostazione più classica, e le agrupaciones musicales come Los Fregolinos, che presidiano il repertorio isleño e le serate meno chiassose. Sono le categorie che il visitatore distratto salta e che, se hai un’ora libera in un pomeriggio infrasettimanale, ti fanno capire meglio di ogni altra cosa quanto questa festa sia una faccenda di quartiere prima che di turismo.

La Cabalgata Anunciadora e il Coso Apoteósico

La Cabalgata Anunciadora del venerdì è il momento in cui il carnevale scende ufficialmente in strada. Il corteo parte da Plaza de la República Dominicana e scende per Avenida de la Asunción, Ramón y Cajal, Galcerán, Plaza Weyler, Méndez Núñez, Pilar, Villalba Hervás e La Marina, per sfociare sull’Avenida Francisco La Roche. Sfilano carrozze, auto addobbate, murgas, comparsas, la Reina del Carnaval con la sua Corte de Honor, e dietro di loro si mette in moto la prima notte di mogollón.

Il Coso Apoteósico del martedì è la sfilata madre: stesso asse dell’Avenida Francisco La Roche e dell’Avenida Marítima, tribune montate nei pressi di Plaza de España, e una folla che occupa marciapiedi, terrazze e ogni centimetro di ringhiera disponibile. Se vuoi vederlo seduto, i posti in tribuna si prenotano; se vuoi vederlo come lo vede la città, arriva con almeno due ore di anticipo, mettiti sul lato ombreggiato e porta da bere.

Carnaval de Día e mogollones: la parte che non finisce mai

Il Carnaval de Día è l’invenzione più intelligente di questa festa: la domenica e il sabato della semana grande la strada si riempie a mezzogiorno, con palchi in Plaza de la Candelaria, Plaza del Príncipe, Plaza de España e nell’area del Parque García Sanabria, e si balla con la luce del sole, il che rende tutto più praticabile per chi ha figli o per chi ha superato l’età dell’alba. Il sabato del Carnaval de Día si incastra poi con i balli notturni, per una sequenza che supera le diciotto ore ininterrotte di musica.

I mogollones sono invece l’anima notturna: piazze e strade del casco viejo trasformate in piste da ballo a cielo aperto, con salsa, bachata, reggaeton e verbena fino all’alba. Il travestimento non è un obbligo scritto ma è la regola non scritta più rispettata dell’isola: se scendi in jeans, sarai tu quello vestito male.

L’Entierro de la Sardina

Il mercoledì si celebra il funerale. Una sardina gigante di cartapesta viene portata in corteo fino al mare accompagnata da un esercito di vedove inconsolabili, quasi tutte uomini in gramaglie, velo nero, calze a rete e trucco colato, che piangono, urlano, invocano e si sventolano con un teatro che è insieme parodia funebre e catarsi collettiva. Alla fine la sardina brucia, di solito con un contorno di fuochi d’artificio sull’Avenida Marítima.

È il rito che chiude simbolicamente gli eccessi, anche se a Santa Cruz è più un intervallo che una fine: il fine settimana successivo, quello della Piñata, riporta in strada il Coso infantil, il secondo Carnaval de Día e la chiusura della domenica.

Dove si svolge: la geografia del carnevale

Ti conviene tenere a mente quattro zone. Il Recinto Ferial de Tenerife, sul lungomare a nord del centro, ospita gale e concorsi al chiuso. L’asse Avenida Francisco La Roche–Avenida Marítima è il percorso delle sfilate. Plaza de España, con il grande lago artificiale ridisegnato da Herzog & de Meuron, e l’adiacente Plaza de la Candelaria sono l’epicentro dei mogollones, insieme a Plaza del Príncipe e alle strade pedonali intorno a Calle Castillo. Il Parque García Sanabria e il quartiere di El Toscal completano il quadro con palchi e locali.

Come punti di riferimento per orientarti hai l’Auditorio de Tenerife Adán Martín sul mare, il Mercado de Nuestra Señora de África per la colazione del giorno dopo e la Iglesia de la Concepción con il suo campanile a segnalarti il centro storico.

Come arrivare a Santa Cruz per il carnevale

Gli aeroporti sono due. Tenerife Norte Ciudad de La Laguna, a una decina di chilometri dalla capitale, è il più comodo e raccoglie soprattutto voli nazionali e interinsulari. Tenerife Sur Reina Sofía, a circa sessanta chilometri, concentra la maggior parte dei voli internazionali e dei charter dall’Italia, con collegamenti diretti stagionali da Milano, Roma, Bergamo, Bologna e Venezia; dal Sud si arriva in una sessantina di minuti con la linea diretta della TITSA lungo la TF-1.

In città il mezzo migliore è il Tranvía de Tenerife, la cui linea 1 collega Santa Cruz a San Cristóbal de La Laguna con corse potenziate e servizio notturno nelle notti di carnevale: è la ragione principale per cui molti visitatori dormono a La Laguna e vengono a ballare in capitale. Le guaguas notturne della TITSA, le famose búho, coprono i rientri verso il nord e il sud dell’isola nelle notti chiave. Portare l’auto in centro nelle sere di sfilata è una decisione che ti sconsiglio con una certa convinzione: strade chiuse, deviazioni e parcheggi introvabili.

Dove dormire durante il carnevale

Santa Cruz de Tenerife ha un parco alberghiero limitato rispetto alle zone turistiche del sud, e in carnevale si satura. Se vuoi dormire a Santa Cruz, prenota con mesi di anticipo e considera che il rumore, nel casco viejo, non è un’ipotesi ma una certezza fino all’alba.

L’alternativa più sensata è dormire a La Laguna, collegata dal tram in una ventina di minuti, con un centro storico dichiarato Patrimonio dell’Umanità e una vita notturna universitaria che regge il confronto. Funziona bene anche dormire a Candelaria, sulla costa a sud, o a Puerto de la Cruz, che ha un carnevale proprio e una distanza di circa quaranta minuti in auto. Se hai già una base a Costa Adeje, Los Cristianos o Playa de las Américas, valuta le corse notturne o un trasferimento privato, perché il taxi dal sud alla capitale è una spesa che ricorderai.

Il carnevale fuori dalla capitale

Santa Cruz non ha l’esclusiva. Puerto de la Cruz mette in scena un carnevale molto amato, celebre per il suo Entierro de la Sardina e per la Mascarita Ponte Tacón, la corsa dei tacchi che è ormai un’icona dell’isola. La Laguna, Los Cristianos e diversi paesi del nord organizzano i propri coso e le proprie murgas, spesso in date successive a quelle della capitale. Se il calendario ti costringe a scegliere, la capitale resta la scelta ovvia per scala e qualità dei concorsi; se hai più giorni, incastrare due carnevali diversi ti fa capire meglio come funziona questa cosa a livello di isola.

Una storia breve, per capire cosa stai guardando

Il carnevale a Santa Cruz esiste dai primi secoli dell’insediamento europeo successivo alla conquista delle Canarie, ma la sua storia recente è più interessante. Durante il franchismo la festa non sparì: cambiò nome, e si celebrò come Fiestas de Invierno finché nel 1976 tornò a chiamarsi carnevale. Dal 1962 ogni edizione ha il suo cartel, il manifesto ufficiale, firmato negli anni da artisti come César Manrique, Javier Mariscal, Dokoupil, Pedro González e Maribel Nazco; dal 2009 il disegno del manifesto si assegna con un concorso aperto a tutti.

Il 1987 introduce la tematizzazione, con Roma, e regala il record del Guinness. Il 1993 porta l’abito monumentale di Carlos Nieves. Il 2000, con l’edizione dedicata ai pirati, vale a Santa Cruz il titolo di Capitale Mondiale del Carnevale. Da lì in avanti la festa è cresciuta fino a superare il milione di partecipanti complessivi nelle edizioni più recenti, diventando la ragione principale per cui a Tenerife esiste un’alta stagione anche in inverno.

Cinque cose che ti servono sapere prima di partire

Vestiti. Non è folklore per turisti: il travestimento è la chiave d’ingresso sociale alla festa, e i negozi del centro vendono di tutto nelle settimane precedenti. Il tema dell’anno ti dà un suggerimento gratuito, ma nessuno ti obbliga a rispettarlo.

Scarpe comode e una felpa. Di giorno a febbraio a Santa Cruz si sta in maniche corte, di notte sul lungomare il vento atlantico cambia le carte in tavola.

Contanti. I chioschi in strada lavorano a ritmi che non sempre si conciliano con le code al POS.

Orari. La città si muove tardi: i mogollones si riempiono davvero dopo mezzanotte, e la metropolitana leggera e le guaguas notturne sono l’unico modo civile per tornare a dormire.

Biglietti. Gale e concorsi al Recinto Ferial si esauriscono presto, mentre tutto ciò che accade in strada è gratuito. Il programma completo, aggiornato con orari e sedi, viene pubblicato sul sito ufficiale del carnevale, e ti conviene ricontrollarlo nei giorni precedenti la partenza, perché gli spostamenti dell’ultimo minuto per maltempo non sono rari.

Il consiglio con cui chiudo

Se hai un solo giorno, scegli il martedì del Coso Apoteósico: sfilata di pomeriggio e mogollón di notte, tutto nello stesso posto. Se ne hai due, aggiungi il sabato del Ritmo y Armonía o la domenica del Carnaval de Día, che è la versione più godibile per chi non regge le notti bianche. E se puoi permetterti di restare per l’Entierro de la Sardina del mercoledì, resta: è il momento in cui Santa Cruz ride di sé stessa con più intelligenza, ed è anche quello che ti resterà in testa quando i costumi saranno tornati nell’armadio.