Cosa vedere a Candelaria: il santuario nero di Tenerife

Dalla Basilica di Nuestra Señora de la Candelaria ai nove menceyes che sorvegliano il mare, passando per le grotte dei guanci e le spiagge di sabbia vulcanica della costa orientale.

Arrivi a Candelaria dalla TF-1 e la prima cosa che ti colpisce non è la basilica, ma il rumore: l’Atlantico qui non accarezza, picchia. Batte contro la scogliera nera proprio davanti alla piazza, e per tutto il tempo che resti in città continua a farsi sentire sotto le conversazioni, le campane, i passi dei pellegrini in ciabatte. Poi alzi lo sguardo e vedi la mole bianca del santuario, con i suoi campanili, piantata a venti metri dall’acqua come se qualcuno l’avesse messa lì per sfida. Davanti, in fila sul lungomare, nove uomini di bronzo alti tre metri guardano l’oceano dando le spalle alla chiesa che li ha convertiti. È una delle immagini più strane e più belle di tutta Tenerife, e vale da sola i venti chilometri di autostrada da Santa Cruz.

Candelaria è il principale centro di pellegrinaggio delle isole Canarie e insieme una cittadina di quasi trentamila abitanti che vive di pesca, di ceramica e di traffico domenicale. In un pomeriggio ti mette in mano molte più cose di quante ne prometta dall’autostrada.

Ci sono la Basilica de Nuestra Señora de la Candelaria con la sua Morenita, la Plaza de la Patrona de Canarias con le statue dei nove menceyes guanci, la Cueva de Achbinico e l’Ermita de San Blas, il convento dei padri domenicani con il suo museo di arte sacra, il Camino Viejo che i devoti percorrono a piedi da secoli, la chiesa di Santa Ana con il suo mirador sul quartiere alto, la Casa de las Miquelas dedicata alle ultime vasaie del paese, la Casa Cabildo affacciata sulla Fuente de los Peregrinos, la Cueva de Chinguaro appena fuori città e un litorale di sabbia nera che comincia a Playa de las Arenas.

Ti racconto cosa vedere, dove dormire, come arrivare, quando andare e dove si trova.


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Cosa vedere a Candelaria

Il centro storico è compatto e si gira interamente a piedi: dalla basilica alla grotta di San Blas ci sono trenta passi, alla Casa Cabildo quaranta, al convento poco di più; per la chiesa di Santa Ana e la Casa de las Miquelas devi salire una rampa di scale, per la Cueva de Chinguaro prendere l’auto e scendere verso Güímar.

In questa sezione trovi, in ordine, la Basilica de Nuestra Señora de la Candelaria, i nove menceyes della Plaza de la Patrona de Canarias, la Cueva de Achbinico con l’Ermita de San Blas, il convento domenicano e il suo Museo de Arte Sacro, il Camino Viejo de Candelaria, la chiesa di Santa Ana, la Casa de las Miquelas, la Casa Cabildo e la Cueva de Chinguaro. Se stai ancora decidendo cosa vedere a Tenerife e hai una giornata da spendere sul versante orientale, questa è la mezza giornata più densa di storia che l’isola sappia offrirti.

Basilica de Nuestra Señora de la Candelaria

Pl. Patrona de Canarias, 1, 38530 Candelaria

È il motivo per cui esiste tutto il resto. Il santuario che vedi oggi risale al 1959, progettato da José Enrique Marrero Regalado, ed è il quarto o quinto tentativo di dare una casa stabile a una statua che nei secoli è sopravvissuta a incendi e alluvioni: quello del 1789 distrusse il convento e il tempio, l’aluvión del 1826 si portò via l’immagine originale, trascinata in mare.

Quella che vedi nella cappella maggiore è la sostituta scolpita da Fernando Estévez, e nonostante sia una copia riceve ogni anno milioni di visite. Dentro, sotto un soffitto di gusto mudéjar, la navata centrale porta gli stemmi delle sette isole; fuori, davanti alla facciata principale con i suoi pilastri dorici, la Fuente de los Peregrinos allinea vasche a conchiglia e delfini. Entra anche se la fede non è affar tuo: la penombra, l’odore di cera e il rumore dell’oceano che filtra dalla porta laterale funzionano su chiunque.

Plaza de la Patrona de Canarias e i nove menceyes

La piazza è un enorme rettangolo lastricato tra la basilica e il mare, spazzato dal vento, e il suo vero contenuto sono le nove statue di bronzo dello scultore José Abad, collocate qui nei primi anni Novanta. Rappresentano i menceyes, i re guanci che si spartivano l’isola prima dell’arrivo dei castigliani: Taoro, Güímar, Anaga, Tegueste, Tacoronte, Icod, Daute, Adeje, Abona, nove regni nati dalla spartizione dell’eredità di Tinerfe el Grande, quando l’isola si chiamava ancora Achinet. Hanno lance, mantelli di pelle di capra, posture da gente che non ha intenzione di spostarsi. Vale la pena arrivarci al tramonto, quando il bronzo si scalda di arancione e le onde arrivano a schizzare il basamento: è il punto più fotografato del comune, e per una volta la fama è meritata.

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Cueva de Achbinico ed Ermita de San Blas

Santuario de la Virgen de Candelaria, 38509 Candelaria

A pochi metri dalla piazza, incastonata nella roccia sopra la spiaggia, c’è la grotta che i guanci chiamavano Achbinico e che oggi tutti conoscono come Cueva de San Blas. È qui che l’immagine della Vergine fu portata dopo il suo primo soggiorno a Chinguaro, ed è qui che il 2 febbraio 1497, a conquista compiuta, si celebrò la prima festa cristiana della Candelora sull’isola: il che fa di questo antro umido e basso il più antico santuario cristiano di Tenerife.

I reperti trovati nella cavità e nei dintorni hanno fatto dichiarare zona archeologica tutta l’area. Accanto, l’eremo rupestre voluto dai domenicani alla fine del Settecento custodisce una scultura lignea di San Blas de Sebaste, festeggiato ogni 3 febbraio, il giorno dopo la Patrona, con la pazienza dei santi minori.

Convento dei padri domenicani e Museo de Arte Sacro

Plaza de la Patrona de Canarias, 2, 38530 Candelaria

La custodia della Morenita è affidata ai domenicani dal 1530, e il loro convento è il secondo edificio della piazza per importanza: l’attuale risale al 1803, ricostruito dopo che l’incendio del 1789 aveva ridotto in cenere il precedente. Si sviluppa intorno a un chiostro quadrato su cui affacciano sale di riunione, una biblioteca e il Museo de Arte Sacro, dove trovi pittura e scultura devozionale, oreficeria liturgica, mobili d’epoca e paramenti. La cappella che ospitava l’immagine prima dell’alluvione è oggi un auditorium usato per i concerti di musica sacra: un riuso che, tutto sommato, ha una sua logica acustica. È la visita giusta se ti interessa capire come una comunità religiosa abbia amministrato per cinque secoli il flusso di pellegrini che arriva qui.

Camino Viejo de Candelaria

Non è un monumento, è un sentiero, ed è dichiarato bene di interesse culturale dal 2008. Ricalca in buona parte l’antica strada che collegava San Cristóbal de La Laguna a Candelaria, quella che i devoti percorrevano a piedi prima che esistessero l’asfalto e i bus. Lungo il tracciato incroci case tradizionali, grotte naturali, eremi, resti di nuclei rurali e la casa legata al corsaro Amaro Pargo, mentre lo sguardo scivola sulla Valle de Güímar e sulla costa sudorientale. Nella notte tra il 14 e il 15 agosto qui passano decine di migliaia di persone con torce e sacchi a pelo: se ci capiti in quei giorni, l’unica cosa da fare è mettersi in fila e camminare. Negli altri undici mesi te lo godi da solo, con le scarpe giuste e almeno due litri d’acqua.

Chiesa di Santa Ana

C. Sta. Ana, s/n, 38530 Candelaria

Sali le scale che partono dalla piazza della basilica ed entri nel quartiere alto, dove Candelaria smette di essere un santuario e torna a essere un paese con i panni stesi. La chiesa di Santa Ana, patrona della cittadina, fu fondata nel 1575 e rimaneggiata più volte nei secoli: navata unica, cappelle laterali, un Cristo crocifisso ligneo del Seicento, un gruppo settecentesco con Sant’Anna e Maria bambina sull’altare maggiore e il trono d’argento su cui la santa viaggia durante le processioni, di norma esposto in un’urna di vetro vicino all’ingresso. Accanto c’è il mirador, con la vista che scende sui tetti fino al mare: cinque minuti seduto lì valgono la salita.

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Casa de las Miquelas

C. Isla de la Gomera, 7, 38509 Candelaria

Sempre nel barrio di Santa Ana, dentro una casa tradizionale recuperata, c’è il museo dedicato alle loceras, le vasaie che hanno reso famosa la ceramica di Candelaria. Lavoravano senza tornio, con utensili elementari e argilla raccolta e impastata da loro, tramandando la tecnica di madre in figlia; il nome del museo viene dalle ultime due, le Miquelas, scomparse alla fine del Novecento. Fotografie, materiali audiovisivi, vasellame storico e un laboratorio dove si vede all’opera il metodo antico raccontano un mestiere femminile che ha attraversato la conquista senza cambiare gesti. È piccolo e si visita in mezz’ora, ma è la cosa più autenticamente locale che trovi in città.

Casa Cabildo

Calle Antón Guanche, 2, 38509 Candelaria

Accanto alla Fuente de los Peregrinos, riconoscibile per il balcone in legno di scuola canaria che sporge sulla piazza, la Casa Cabildo fu costruita nel Seicento per ospitare le autorità dell’isola quando scendevano a Candelaria per le feste della Patrona. Da lì in poi ha fatto un po’ di tutto: scuola, tribunale, municipio. Oggi è una sala per mostre temporanee e attività culturali, quindi cosa ci trovi dentro dipende dalla settimana in cui passi. Anche a porte chiuse, però, resta uno dei pochi edifici civili di pregio rimasti sulla piazza, e il balcone da solo giustifica la fotografia.

Cueva de Chinguaro

Camino el Taro, 38580 Güímar

Per questa devi uscire dal comune e scendere verso Güímar, una decina di chilometri a sud. La Cueva de Chinguaro fa parte di un complesso di grotte naturali e scavate nel tufo che ospitava la residenza del mencey di Güímar, ed è il primo luogo in cui la statua della Vergine fu custodita: sistemata su pelli di capra in un angolo della grotta reale, venerata da un popolo che vi riconosceva la propria dea Chaxiraxi, prima che qualcuno le desse un altro nome. Sopra la cavità i castigliani costruirono un eremo, andato in rovina e recuperato nei primi anni Duemila. Ci sono più suggestioni che cose da vedere, ma se ti interessa la storia guanche è l’anello che chiude il racconto.

Le migliori spiagge di Candelaria

Il litorale di Candelaria è nero, giovane e onesto: sabbia e ghiaia di origine vulcanica, scogliere basse, correnti che non scherzano e un vento da nordest che a metà pomeriggio si fa sentire. Non troverai le distese dorate importate del sud dell’isola, e proprio per questo il turismo di massa è passato oltre, lasciando gli arenili ai canari del posto e alle famiglie di Santa Cruz che scendono la domenica. Il fronte mare urbano si allunga dal centro verso nord fino a Punta Larga e Las Caletillas, con un lungomare pedonale che collega quasi tutto. Prima di entrare in acqua guarda le bandiere e non fidarti dell’apparenza: qui l’oceano è profondo subito.

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Playa de las Arenas

È la spiaggia della basilica, quella che vedi appena arrivi in piazza: sabbia nera fine, ampia, chiusa tra scogli e falesie, con il campanile alle spalle e i menceyes che ti fanno da bagnini di bronzo. È la più frequentata dai residenti e la più comoda in assoluto, perché hai bar, parcheggi e servizi a pochi metri. L’unico difetto è serio: le correnti sono forti e il fondale scende in fretta, quindi conviene restare vicino alla riva e usarla soprattutto come spiaggia da sole, lettura e piedi a mollo.

Playa de la Viuda

Poco più a nord, verso Punta Larga, si apre una caletta di sabbia scura e ghiaia più raccolta e riparata rispetto a Las Arenas, con lo stesso profilo vulcanico e molta meno gente. È la scelta giusta se cerchi un posto dove stendere l’asciugamano senza dover contrattare lo spazio con tre generazioni della stessa famiglia. Anche qui vale la regola del rispetto per l’oceano: mare aperto, onda corta e nessuna barriera naturale davanti.

Playa de Las Caletillas

Las Caletillas è il nucleo residenziale e turistico che prolunga Candelaria verso nord, e la sua spiaggia è la più urbana del comune: arenile scuro e misto, lungomare con bar e terrazze, piscine e pozze tra le rocce che si scoprono con la marea bassa. Non è la più scenografica dell’isola, ma è comoda, ben servita e adatta a chi alloggia da queste parti e vuole scendere in accappatoio. La sera il paseo si riempie di gente che cammina, ed è probabilmente il posto migliore dove cenare guardando il buio dell’Atlantico.

Playa del Charquito

Vicino al molo, il Charquito è poco più di una piscina naturale con un fazzoletto di sabbia, ed è la risposta locale al problema delle correnti: acque tranquille, riparate, adatte a chi vuole nuotare davvero o portare i bambini in acqua senza stare in ansia. È piccola, quindi nei fine settimana estivi si riempie in fretta e conviene arrivare presto. In compenso è a pochi minuti a piedi dalla basilica, e chiude bene una mattinata passata tra grotte e navate.

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Dove dormire a Candelaria

Dormire a Candelaria ha un vantaggio preciso: sei a venti minuti d’auto da Santa Cruz e a mezz’ora da La Laguna, ma paghi prezzi da paese e ti svegli con l’oceano davanti invece che con il traffico dell’Avenida de Anaga. L’offerta si divide in due. Nel centro storico, intorno alla Plaza de la Patrona de Canarias e nel barrio di Santa Ana, trovi soprattutto appartamenti e case vacanza in edifici tradizionali, ideali se vuoi vivere il ritmo lento della cittadina e uscire a piedi la sera. Verso nord, tra Punta Larga e Las Caletillas, si concentra invece la parte alberghiera, con strutture affacciate sul lungomare — l’Hotel Punta del Rey è la più conosciuta — pensate per soggiorni lunghi e per chi vuole piscina, mezza pensione e passeggiata serale.

Tieni presente due cose. La prima è che nei giorni della Candelora e soprattutto attorno al 15 agosto la disponibilità si azzera con largo anticipo: se il tuo viaggio coincide con le feste, prenota mesi prima o metti in conto di dormire a Santa Cruz e scendere in bus. La seconda è che Candelaria funziona benissimo come base per esplorare il versante orientale — Güímar e le sue piramidi, la Valle, il Parque Rural de Anaga poco più a nord — ma è lontana dal turismo balneare del sud: se il tuo obiettivo sono le spiagge di Costa Adeje, questa non è la scelta logistica giusta.


I migliori hotel di Candelaria

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Come arrivare a Candelaria

In auto è banale: Candelaria si trova sulla TF-1, l’autostrada che collega Santa Cruz de Tenerife con il sud dell’isola, e dall’uscita al centro storico ci metti pochi minuti. Da Santa Cruz sono una ventina di chilometri e circa venti minuti di guida, dall’aeroporto Tenerife Norte poco più di mezz’ora, dall’aeroporto Tenerife Sur intorno ai quaranta minuti. Il centro è in gran parte pedonale, quindi punta ai parcheggi lungo il fronte mare o alle aree fuori dal nucleo storico: nei fine settimana e nei giorni di festa riempirsi è questione di ore, non di giorni.

Senza auto, il modo più semplice è il bus. Dall’Intercambiador di Santa Cruz partono le linee TITSA per Candelaria con frequenze alte per buona parte della giornata e un tempo di percorrenza di circa mezz’ora; dal sud dell’isola e dall’aeroporto Tenerife Sur di norma conviene raggiungere prima Santa Cruz e cambiare lì. Verifica orari e linee sul sito TITSA prima di partire, perché i percorsi cambiano con le stagioni e nei giorni di pellegrinaggio scattano servizi speciali. Resta poi la terza opzione, quella dei devoti: il Camino Viejo de Candelaria, a piedi, da La Laguna. Sono ore di cammino e non è un’idea da improvvisare a mezzogiorno d’agosto, ma è l’unico modo per arrivare in piazza sentendo di aver fatto qualcosa.

Quando andare a Candelaria

Il clima della costa orientale è quello che rende Tenerife famosa: temperature massime che restano quasi sempre tra i venti e i ventotto gradi, inverni miti, piogge scarse e concentrate tra novembre e febbraio. Il vento alisio, però, qui si sente più che nel sud riparato, e il mare è raramente una tavola: mettilo in conto se il tuo programma è puramente balneare.

Le date che contano sono due. Il 2 febbraio si celebra la Candelora, la festa liturgica della Patrona, con la statua portata in processione e la cittadina invasa di fedeli. Il 14 e 15 agosto è invece il momento più intenso dell’anno: nella notte del 14 si mette in scena la rappresentazione dell’apparizione della Vergine ai pastori guanci, e per la giornata del 15 confluiscono in città decine di migliaia di pellegrini, molti dei quali a piedi. Sono giorni spettacolari e complicati in egual misura, con strade chiuse, parcheggi impossibili e alberghi esauriti. Se cerchi invece la Candelaria di tutti i giorni — la piazza vuota, le onde, i menceyes senza folla davanti — vai tra marzo e giugno o a ottobre, e arriva di mattina presto in un giorno feriale.

Dove si trova Candelaria

Candelaria si trova sulla costa orientale dell’isola di Tenerife, nelle isole Canarie, circa venti chilometri a sud di Santa Cruz de Tenerife lungo l’autostrada TF-1, all’imbocco settentrionale della Valle de Güímar. Il comune si affaccia direttamente sull’Atlantico e comprende, oltre al centro storico con la basilica, i nuclei costieri di Punta Larga e Las Caletillas. Dista circa trenta chilometri dall’aeroporto Tenerife Norte e una cinquantina da quello Tenerife Sur, ed è servita dalle linee di autobus TITSA che collegano la capitale con il sud dell’isola.

Cosa vedere vicino Candelaria

Piramidi di Guimar

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