Cosa vedere a Los Gigantes

Dagli Acantilados alti quasi 600 metri al Mirador de Archipenque, dai calderoni tropicali della Franja Marina Teno-Rasca alla sabbia nera di Playa de Los Guíos: la costa ovest di Tenerife concentrata in due chilometri di paese.

A Los Gigantes non arrivi mai di sorpresa: ci arrivi dall’alto. La TF-454 scende da Tamaimo a tornanti larghi, tra fichi d’India e muretti a secco, e per un po’ vedi soltanto asfalto e cielo. Poi la strada gira, il paese si apre in basso come un plastico bianco appoggiato sulla lava, e sulla destra compare quella cosa lì: una parete verticale di basalto che entra in acqua senza chiedere permesso, con le stratificazioni delle colate messe in fila come pagine di un libro. I guanci, che di paesaggi drammatici se ne intendevano, la consideravano la fine del mondo; gli spagnoli, meno poetici, la chiamarono Muralla del Infierno. Io la prima volta ho accostato in una piazzola che non era una piazzola e sono rimasto lì dieci minuti buoni, con il motore acceso, a fare quella faccia da turista che avevo giurato di non fare mai.

Il paese sotto la muraglia è piccolo, nato negli anni Sessanta come urbanizzazione turistica e cresciuto senza troppi grattacieli, e in mezz’ora lo attraversi tutto. Ma dentro quella mezz’ora ci stanno gli Acantilados de Los Gigantes, il Mirador de Archipenque appeso alla curva sopra il paese, l’avvistamento dei cetacei nella Franja Marina Teno-Rasca, il Puerto Deportivo con il Poblado Marinero, la piscina naturale del Charco de Isla Cangrejo, le immersioni ai piedi della parete, la vasca di acqua salata di El Laguillo, il paseo marítimo che unisce Los Gigantes a Puerto de Santiago e a Playa de la Arena, la Cueva del Tancón da guardare e non toccare, la Parroquia del Espíritu Santo sulla piazzetta, e poi le spiagge nere di Los Guíos, La Arena, Playa Chica e Las Conchas.

Ti racconto cosa vedere, dove dormire, come arrivare, quando andare e dove si trova.

Cosa vedere a Los Gigantes

Metto in fila quello che vale davvero il tempo: la parete degli Acantilados, il Mirador de Archipenque, l’uscita in barca per i cetacei nella Franja Marina Teno-Rasca, il Puerto Deportivo con il Poblado Marinero, il Charco de Isla Cangrejo, i fondali per immersioni e snorkeling, la piscina El Laguillo, il lungomare fino a Playa de la Arena, la Cueva del Tancón e la Parroquia del Espíritu Santo. Sono dieci cose, alcune da mezza giornata e altre da dieci minuti, e ho messo in cima quelle per cui, onestamente, si viene fin qui.

Gli Acantilados de Los Gigantes

La muraglia parte dal molo del paese e corre verso nord fino a Punta de Teno, dentro il Parque Rural de Teno, con pareti che nei punti più alti sfiorano i 600 metri e cadono a picco su fondali che scendono ripidissimi. È il fronte di frattura del massiccio di Teno, uno dei tre edifici vulcanici più antichi dell’isola, e ha quella qualità rara di sembrare più grande man mano che ti avvicini: dalla riva sembra una quinta teatrale, dal mare capisci che è una montagna tagliata a coltello. Vista dal basso, con la sabbia nera di Los Guíos in primo piano, è l’immagine che finisce in cima a qualsiasi elenco di cosa vedere a Tenerife, e per una volta la classifica ha ragione. Considera che la luce le gira addosso nel pomeriggio, perché la parete guarda a ovest verso La Gomera: la mattina è in ombra e sembra piatta, verso il tramonto diventa rossa e improvvisamente tridimensionale.

Il Mirador de Archipenque

Se hai un’ora sola, spendila qui. Il mirador sta sulla curva della strada che scende da Tamaimo verso Puerto de Santiago, fa parte della rete insulare dei belvedere e ha parcheggio, pannelli informativi, una caffetteria e una torretta panoramica da cui abbracci in un colpo solo la parete intera, il paese, il porto turistico, il faro di Punta de Teno e, nelle giornate pulite, la sagoma di La Gomera galleggiante all’orizzonte. È il posto in cui capisci la geografia di tutta questa costa: il massiccio di Teno a nord, il canale che separa le due isole, il mare che cambia colore a fasce. Vacci verso l’ora del tramonto, ma con calma: il parcheggio si riempie e l’ultima mezz’ora di luce è affollata di treppiedi.

L’avvistamento dei cetacei nella Franja Marina Teno-Rasca

Il tratto di mare davanti a Los Gigantes è una Zona Especial de Conservación della rete Natura 2000, la Franja Marina Teno-Rasca, poco meno di 77.000 ettari che si spingono fino a dodici miglia dalla costa e scendono a circa duemila metri di profondità. Qui vive tutto l’anno una popolazione residente di calderoni tropicali, i globicefali di pinna corta, affiancata dai tursiopi e, di passaggio, da un buon numero delle ventisei specie di cetacei avvistate nelle Canarie; nel 2021 questa fascia d’acqua tra Tenerife e La Gomera è diventata il primo Whale Heritage Site d’Europa. Le barche partono dal porto e in un quarto d’ora sono già sopra gli animali, poi risalgono la base della muraglia e in genere si fermano ad ancorare in una caletta per un bagno e uno snorkel. Scegli un operatore che rispetti le distanze e non manovri bruscamente: sono animali residenti, li disturbi ogni giorno della loro vita, non solo il giorno della tua gita.

Il Puerto Deportivo e il Poblado Marinero

La marina di Los Gigantes è una vasca rettangolare protetta da un molo di cemento, con 368 posti barca, scalo di alaggio e travel lift, e la sera diventa il salotto del paese: ristoranti sul molo, alberi maestri che tintinnano, gente che guarda le barche rientrare mentre la parete passa dal grigio all’arancione. Da qui partono le uscite per i cetacei, i noleggi di kayak e paddle e le barche a vela per la costa di Masca. Sul fronte porto c’è il Poblado Marinero, un complesso di appartamenti in architettura canaria tradizionale costruito attorno a un patio centrale giardinato, con legni scuri, balconi e vasi di gerani: è la parte del paese che invecchia meglio, e vale una passeggiata anche se non ci dormi.

Il Charco de Isla Cangrejo

Nascosta tra gli hotel dell’urbanizzazione di Isla Cangrejo, sulla strada verso Puerto de Santiago, c’è una piscina naturale scavata nella lava e parzialmente riparata dalle onde, con le rocce piatte intorno che funzionano da solarium e la muraglia sullo sfondo. Ci si scende per una scaletta e, quando il mare è calmo, l’acqua resta ferma e trasparente come in una vasca. Il punto è proprio quello: quando il mare è calmo. È aperta sull’Atlantico e le condizioni cambiano da un giorno all’altro, quindi guarda come entra e come esce l’acqua prima di infilarti dentro, soprattutto se hai bambini con te.

Le immersioni e lo snorkeling sotto la parete

Sott’acqua la muraglia continua: i fondali davanti a Los Gigantes precipitano in pochi metri, con pareti verticali, franate di massi, archi e canaloni che i diving del paese frequentano tutto l’anno grazie a un mare quasi sempre riparato dagli alisei. Si incontrano barracuda, saraghi, murene, razze e, con fortuna, tartarughe; la visibilità in inverno è spesso migliore che in estate. Per lo snorkeling più tranquillo si va invece verso Playa de la Arena, dove il fondo roccioso e basso tiene pesci colorati a pochi metri dalla riva. Se non hai il brevetto, un battesimo del mare qui vale più di tre in una piscina climatizzata.

La piscina El Laguillo

Dall’altra parte del porto, appoggiata sulla scogliera, c’è la piscina municipale di acqua salata di El Laguillo, con una vasca profonda, una bassissima per i bambini, prato, ombrelloni e una vista frontale sugli Acantilados che nessuna piscina d’albergo può comprare. È il piano B civile per le giornate di mare mosso, quando la spiaggia è impraticabile e il Charco è una cattiva idea: entri, nuoti venti vasche, ti asciughi guardando la parete e non hai perso la giornata.

Il paseo marítimo fino a Playa de la Arena

Dal porto parte una passeggiata lastricata che segue la costa verso sud, supera le calette rocciose e i condomini bianchi, attraversa Puerto de Santiago e arriva a Playa de la Arena: poco più di due chilometri per parte, un’ora scarsa di cammino con qualche saliscendi. È il modo migliore per capire come funziona questo pezzo di isola, tre nuclei ormai saldati in un unico paese lungo, e per trovare i bar dove i residenti fanno colazione a prezzi che sul molo non esistono. Falla al mattino presto o dopo le sei: nel mezzo della giornata il basalto scotta e l’ombra è un concetto teorico.

La Cueva del Tancón

Sulla costa di Puerto de Santiago si apre una delle grotte marine più spettacolari delle Canarie, un bufadero di colonne basaltiche scolpite dalle colate in cui il mare entra ed esce a pressione da un’apertura in alto. È diventata virale sui social e per questo va detta chiara: il bagno e l’accesso sono vietati, le correnti al suo interno hanno ucciso più di una persona negli ultimi anni e il Comune di Santiago del Teide sanziona chi ignora i cartelli, con multe che partono da 300 euro. Guardala dal sentiero costiero, fotografala da fuori, ammira il rumore che fa quando l’onda entra, e basta così.

La Parroquia del Espíritu Santo

Sulla piazzetta di Los Gigantes c’è la piccola parrocchia dello Spirito Santo, un edificio moderno e sobrio, bianco e squadrato, che non ha nulla dell’imponenza delle chiese storiche dell’isola e non finge di averla. Ci si entra in un minuto, si trova quasi sempre aperta, e serve una comunità che di domenica riempie le panche mescolando canari, inglesi e tedeschi residenti. Il suo vero valore è di contrasto: dopo un’ora passata a misurare con lo sguardo seicento metri di basalto, una navata piccola e fresca rimette le proporzioni al loro posto. Se ti interessa l’architettura religiosa vera, la chiesa di San Fernando Rey nel casco di Santiago del Teide, a una decina di chilometri di salita, è tutta un’altra storia.

Le migliori spiagge di Los Gigantes

Qui la sabbia è nera, grossa e lucida, perché arriva dalle colate che hanno costruito questa costa, e il mare cambia carattere nel giro di duecento metri: protetto e domestico davanti al porto, aperto e ondoso appena scendi verso La Arena. Le spiagge del nucleo sono quattro, tutte raggiungibili a piedi lungo il paseo marítimo, più qualche caletta selvaggia come Playa de Barranco Seco che si vede solo dal mare, in kayak o durante l’uscita in barca. Un consiglio pratico prima di tutto il resto: le ciabatte non sono un vezzo, il basalto scuro d’estate raggiunge temperature da piastra.

Playa de Los Guíos

È la spiaggia della cartolina, un arco di sabbia nera incastrato tra il molo e l’inizio della parete, con i giganti che ti crollano addosso nell’inquadratura. È piccola e in alta stagione si riempie presto; ha docce, servizi, accessi adattati, passerelle e sedie anfibie per il bagno assistito, e insieme a Playa de la Arena è l’unica del litorale provinciale a mettere insieme Q de Calidad Turística, registro EMAS e certificazione ISO 14001. Ha però una storia seria alle spalle: nel novembre 2009 il distacco di un masso dal versante uccise due bagnanti e la spiaggia restò chiusa a lungo, e ancora oggi il talud è imbragato con reti e cavi d’acciaio e una parte dell’arenile può essere transennata. Rispetta i cartelli, non stenderti sotto la parete e goditela dal centro, dove l’ingresso in acqua ha meno pietre.

Playa de la Arena

Un chilometro e mezzo più a sud, nel cuore di Puerto de Santiago, si apre la spiaggia più attrezzata e più vissuta della zona: circa 120 metri di sabbia vulcanica scurissima chiusi tra due promontori di roccia lavica, bandiera blu ininterrotta dal 1989, bagnini in servizio, docce, chiringuiti e ristoranti a due passi. L’acqua è spesso limpida e il fondale roccioso ai lati la rende una delle spiagge migliori dell’isola per una nuotata con maschera e tubo. Attenzione però alla risacca: quando entra mare da ovest le onde si alzano parecchio e la battigia diventa ripida, quindi guarda la bandiera prima di entrare e non farti ingannare dall’aria da spiaggia familiare.

Playa Chica

Piccola, poco segnalata, incastrata nel tratto di costa tra il porto e La Arena, Playa Chica è la spiaggia dei residenti: sabbia e ciottoli, poche attrezzature, gente che scende con il telo e il thermos. Il fondo è irregolare e l’ingresso in acqua chiede scarpette, ma in cambio non trovi quasi mai la folla nemmeno ad agosto e i tramonti si guardano seduti sulle rocce senza fare a gomitate. È il posto giusto se ti bastano un’ora d’acqua e un po’ di silenzio.

Playa de Las Conchas

Conosciuta anche come Playa Neptuno o Playa del Volcán, si trova subito accanto a Playa de la Arena, oltre il costone di lava, ed è la sua versione tascabile e più raccolta: stessa sabbia nera, atmosfera più intima, meno servizi. Quando la spiaggia grande è piena e ci si contende un metro quadrato d’asciugamano, basta scavalcare il promontorio per trovare aria. Anche qui il mare può essere vivace, e vale la stessa regola di sempre su questa costa: guarda l’acqua per cinque minuti prima di deciderti.

Dove dormire a Los Gigantes

Dormire a Los Gigantes significa scegliere tra due mondi a cinquecento metri l’uno dall’altro. Nel nucleo alto e sul fronte porto dominano gli appartamenti con terrazza e vista sulla parete, dal Poblado Marinero in stile canario attorno al patio giardinato ai complessi come Vigilia Park arrampicati sul pendio, con piscine sospese e scalinate che ti rimettono in forma senza palestra: è la scelta giusta se vuoi svegliarti con i giganti davanti e cenare sul molo a piedi.

Scendendo verso Puerto de Santiago e Playa de la Arena il paesaggio cambia e arrivano gli hotel classici da vacanza balneare, con il Barceló Santiago per soli adulti aggrappato alla scogliera, il TUI Blue Los Gigantes e il Landmar Playa la Arena a pochi passi dalla sabbia nera: qui hai più servizi, più ristoranti sotto casa e prezzi generalmente più ragionevoli, in cambio di una vista meno teatrale.

Considera due cose molto pratiche prima di prenotare: il paese è tutto in pendenza, quindi un appartamento “a cinque minuti dal porto” può voler dire cinque minuti in discesa e venti in salita, e il parcheggio privato in bassa stagione è un lusso, in agosto una necessità.

Come arrivare a Los Gigantes

In auto dall’aeroporto Tenerife Sur sono circa cinquanta chilometri e tre quarti d’ora: TF-1 fino all’uscita di Armeñime, poi la TF-47 che scende in costa tra Playa San Juan e Alcalá fino a Puerto de Santiago, e infine la TF-454 dentro il paese. Dall’aeroporto Tenerife Norte, o da Puerto de la Cruz, la strada bella è quella nord: TF-5 fino a Icod de los Vinos, poi la TF-82 tra El Tanque, Erjos e Santiago del Teide, un’ora e mezza abbondante che però ti regala i pini, i vigneti e la vista sul Chinyero, il cono che nel 1909 ha dato a Tenerife la sua ultima eruzione.

Con i mezzi pubblici la rete TITSA funziona meglio di quanto ti aspetti: la linea 473 collega Los Cristianos e Costa Adeje passando per Adeje, Armeñime, Playa San Juan e Puerto de Santiago, la 325 arriva dal nord da Puerto de la Cruz via Icod, la 462 sale e scende dall’interno tra Guía de Isora, Chío, Arguayo, Santiago del Teide e Tamaimo. Una volta arrivato, l’auto diventa più un problema che una risorsa: i posti nel nucleo sono pochi, stretti e in pendenza, e la maggior parte di quello che ti interessa si raggiunge camminando.

Quando andare a Los Gigantes

Questa è la costa più riparata dell’isola: il massiccio di Teno fa da paravento agli alisei e alle nuvole che scaricano sul versante nord, e il risultato sono giornate limpide anche quando La Orotava è sotto una coperta grigia. Si sta bene tutto l’anno, con massime che ballano tra i venti e i ventisei gradi e un mare che d’inverno scende sotto i diciannove: da novembre a marzo trovi sole, prezzi più bassi e la compagnia dei residenti nordeuropei, tra fine gennaio e febbraio i mandorli in fiore intorno a Santiago del Teide e a Valle de Arriba trasformano l’entroterra in un altro viaggio.

I cetacei si avvistano in tutte le stagioni, perché i calderoni qui non migrano, ma le uscite in barca danno il meglio al mattino, quando il mare è più piatto; il pomeriggio, invece, è l’ora della parete, che si accende soltanto quando il sole le gira davanti. L’unica variabile davvero fastidiosa è la calima, il vento sahariano che ogni tanto impasta l’aria di polvere e cancella La Gomera dall’orizzonte per due o tre giorni: se capita, cambia programma e vai a camminare in quota, che tanto la muraglia domani è ancora lì.

Dove si trova Los Gigantes

Los Gigantes è un nucleo turistico costiero del comune di Santiago del Teide, sulla costa occidentale di Tenerife, nella provincia di Santa Cruz de Tenerife. Si trova ai piedi delle omonime scogliere, all’estremità meridionale del Parque Rural de Teno, a circa 13 chilometri dal centro di Santiago del Teide e in continuità urbana con Puerto de Santiago e Playa de la Arena. Dista una cinquantina di chilometri dall’aeroporto Tenerife Sur e circa 85 dall’aeroporto Tenerife Norte, e guarda direttamente il canale che separa Tenerife dall’isola di La Gomera.

Cosa vedere vicino Los Gigantes