Le migliori spiagge di Tenerife: sabbia nera, sabbia dorata e calette che si conquistano a piedi

Trenta arenili tra il sud attrezzato e il nord vulcanico, ordinati per quello che sanno darti: comodità, onde, silenzio o un tramonto in fondo a un sentiero.

Ci sono isole che stanno comode dentro una cartolina, e Tenerife non è tra queste. Chi cerca le migliori spiagge di Tenerife scopre in fretta che qui il mare cambia carattere ogni venti chilometri, e a volte anche prima: parti da un arenile bianchissimo pettinato ogni mattina dal trattore, guidi per mezz’ora e ti ritrovi davanti a una distesa di sabbia nera dove l’unico rumore è l’oceano che si prende la costa a spallate. È la stessa isola, ma non è affatto lo stesso viaggio.

La colpa, se così vogliamo chiamarla, è del vulcano. Il Teide ha costruito Tenerife dal fondo dell’Atlantico e ha lasciato in eredità una costa fatta di lava sbriciolata, scogliere verticali e barranchi che scendono al mare come cicatrici. Da qui la sabbia scura, quasi metallica, che luccica quando il sole è basso. Il sud — Arona, Adeje, Guía de Isora — è la parte asciutta e soleggiata, quella dove il vento cade e i grandi alberghi si allineano lungo il paseo marítimo: lì buona parte degli arenili è stata costruita o rimpolpata dall’uomo, con sabbia chiara, frangiflutti e acqua da piscina. Il nord è il rovescio esatto: verde, umido, ventoso, con onde vere e spiagge che restano come le ha fatte la natura. E poi c’è Anaga, la penisola più antica dell’isola, una foresta di alloro sospesa sopra calette che sembrano appartenere a un altro oceano.

Il risultato è un campionario di mari diversi. Se viaggi con bambini piccoli o con la voglia di non pensare a niente, il sud ti offre Playa de Las Vistas, Playa de Los Cristianos, Playa El Camisón, Playa del Bobo, la spiaggia di Puerto Colón, Playa de Torviscas e Playa La Jaquita, tutte con lettini, docce, bagnini e un bar a portata di sandalo.

Se cerchi l’eleganza, o quantomeno l’illusione dell’eleganza, ci sono Playa del Duque, Playa de Fañabé, Playa de Abama e la vita notturna di Playa de Troya. Se invece l’idea di trovare un ombrellone accanto all’altro ti mette tristezza, allora punta su Playa Diego Hernández, Playa de Masca, Playa Punta de Teno, Playa de Las Arenas, Playa de los Guíos, la spiaggia di Los Gigantes e Playa Amarilla, dove si arriva a piedi, in barca o con una discreta dose di testardaggine.

Chi porta la tavola ha il suo triangolo: Playa El Médano, Playa El Socorro e Playa El Arenal. E il nord nero, quello che divide i turisti in due partiti opposti, si gioca la partita con Playa El Bollullo, Los Patos, Playa Jardín, Playa Las Gaviotas e la sorprendente sabbia dorata di Playa de Las Teresitas, mentre dentro il Parco Rurale di Anaga aspettano Playa de Benijo, Playa de Almáciga e Playa de Roque de las Bodegas.

Le ho messe in fila per te partendo da quelle che, se avessi solo pochi giorni, non mi perderei per nessun motivo, fino a quelle che valgono un pomeriggio se ti trovi lì vicino. Ti dico anche dove il mare morde, perché a Tenerife è un’informazione che vale quanto l’orario del bus.

Playa de Las Teresitas, la spiaggia dorata che il Sahara ha prestato a Tenerife

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Sette chilometri a nord di Santa Cruz, dopo il paese di pescatori di San Andrés, la costa nera si interrompe di colpo e diventa color miele. Playa de Las Teresitas è famosa proprio per questo tradimento cromatico: la sabbia non è tenerifeña ma arrivò via mare dal Sahara, e da allora sta lì sotto un doppio filare di palme che sembra piantato per un film. Una barriera artificiale tiene fuori le onde e trasforma l’arenile in una laguna larga e bassa, tiepida praticamente tutto l’anno, il che spiega perché a gennaio ci trovi signori di Santa Cruz che fanno il bagno con la naturalezza di chi va a prendere il caffè. Vai presto, soprattutto nei fine settimana, e sali al mirador sulla strada per Igueste: da lassù capisci l’intera geometria della baia. Poi scendi a San Andrés a mangiare pesce e papas arrugadas, che è il modo giusto di chiudere la giornata.

Playa de Benijo, il finale di strada più bello dell’isola

Playa de Benijo tenerife

Ad Anaga la strada si assottiglia, gira su sé stessa come un cavatappi e a un certo punto smette semplicemente di esistere: sei arrivato a Benijo. Davanti hai i roques che spuntano dall’acqua come denti, dietro una parete di montagna verde, sotto una distesa di sabbia scura che la marea si riprende ogni giorno. Non è una spiaggia comoda: si scende per gradini e sentiero, non c’è un ombrellone in tutto il perimetro e l’oceano qui non fa sconti — le correnti sono serie e il bagno lo lascio ai nuotatori esperti nelle giornate calme. È però il posto dove ho visto i tramonti più teatrali di Tenerife, e non sono l’unico: nel tardo pomeriggio i fotografi arrivano con i treppiedi come pellegrini. Controlla le maree prima di partire, perché con l’alta la sabbia praticamente sparisce.

Playa El Bollullo, la spiaggia nera che i tinerfeños si tengono stretta

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Poco fuori Puerto de la Cruz, nella zona che va da El Rincón a La Orotava, un sentiero taglia le piantagioni di banane e scende fino a una mezzaluna di sabbia nerissima chiusa tra due promontori di tufo. El Bollullo è la spiaggia che la gente del posto nomina per prima quando le chiedi dove va davvero al mare. La sabbia è fine e scotta parecchio a mezzogiorno, l’acqua è limpida e mossa quanto basta per divertirsi senza spaventarsi, e le onde arrivano ordinate. Si affittano lettini e ombrelloni, ma la maggior parte delle persone stende il telo e basta, che è anche il mio consiglio. In cima al sentiero c’è un chiringuito dove il barraquito ti aspetta al ritorno, e da lì parte una passeggiata verso le calette vicine che vale la fatica delle scale.

Playa de los Guíos, il mare sotto le scogliere di Los Gigantes

Playa de los Guios Tenerife

Ci sono spiagge che si guardano e spiagge che si usano come punto di osservazione: Playa de los Guíos appartiene alla seconda categoria. Sta ai piedi degli Acantilados de los Gigantes, la muraglia di basalto che precipita nell’oceano sul versante occidentale, e da qui il colpo d’occhio verso l’alto è di quelli che zittiscono. La sabbia è scura e grossolana, l’acqua di solito calma e trasparente perché la parete ripara dal vento, e la spiaggia è sorvegliata dai bagnini nei mesi di punta. È anche il punto giusto da cui vedere partire le barche per l’avvistamento di balene pilota e delfini, che in questo tratto di mare vivono stabilmente. Sopra la spiaggia trovi ristoranti di pesce e terrazze; prenota quella con vista, perché al tramonto la roccia diventa arancione.


Approfondimento: Cosa fare a Tenerife


Playa de Las Vistas, il salotto sul mare di Los Cristianos

Playa de Las Vistas Tenerife

Se ti serve una spiaggia dove tutto funziona, questa è la risposta. Playa de Las Vistas si allunga tra Los Cristianos e Las Américas con la sua sabbia chiara — importata e rimpolpata, ma nessuno ci fa più caso — e un’acqua bassa, calma e trasparente per decine di metri, protetta da moli che tengono fuori il moto ondoso. Per chi viaggia con bambini è quasi imbattibile: fondale dolce, giochi gonfiabili, bagnini, docce, servizi igienici, accessi attrezzati e un getto d’acqua al centro della baia che i più piccoli guardano come uno spettacolo. Intorno c’è tutto — negozi, il centro commerciale, bar, gelaterie — e un lungomare pedonale che ti porta al porto di Los Cristianos in una passeggiata. Non è selvaggia e non pretende di esserlo: è comoda, e a volte è esattamente ciò che serve.

Playa del Duque, la spiaggia elegante di Costa Adeje

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Playa del Duque si riconosce prima ancora di metterci piede, per via delle casette di legno a righe allineate sul retro dell’arenile: sono la firma visiva del posto e raccontano bene le sue intenzioni. Sabbia dorata e finissima, acqua limpida e ingresso controllato, docce, bagni, lettini, ombrelloni e un bar sul lungomare fanno il resto. Alle spalle si allineano alcuni degli alberghi più sfarzosi di Tenerife, dal Gran Hotel Bahía del Duque all’Iberostar Grand El Mirador, e questo si riflette sui prezzi degli ombrelloni e dei mojito, mettilo in conto. La spiaggia è ampia e il paseo marítimo che la costeggia permette di camminare verso Fañabé senza mai perdere di vista l’acqua. Vieni al mattino presto se vuoi il posto migliore: la fila delle sdraio si riempie con puntualità svizzera.

Playa de Masca, il premio in fondo al barranco

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A Masca la spiaggia non te la regala nessuno. Il villaggio, appollaiato tra le montagne del massiccio di Teno, è già di per sé una delle immagini più fotografate dell’isola; da lì parte il barranco che scende fino all’oceano, una gola stretta tra pareti altissime che oggi si percorre solo su prenotazione e con casco, perché la roccia ogni tanto si ricorda di essere roccia. Alla fine trovi una spiaggetta di ciottoli e sabbia scura, il mare aperto davanti e la sensazione — meritata — di aver guadagnato qualcosa. Non c’è un servizio, non c’è ombra: porta acqua, snack e scarpe serie. Il finale intelligente è la barca che da qui ti riporta a Los Gigantes: risalire il barranco a piedi dopo la discesa è un’idea che sembra buona solo la sera prima.

Playa El Médano, il regno del vento e delle tavole

Playa de El Medano Tenerife

El Médano è l’unico posto di Tenerife dove il vento non è un difetto ma il motivo per cui la gente arriva. Gli alisei soffiano qui con una costanza quasi impertinente e hanno reso questa baia, sotto il cono rosso della Montaña Roja, uno degli spot di windsurf e kitesurf più seri d’Europa: nelle giornate buone il cielo sopra l’acqua sembra una fiera di aquiloni. L’arenile è lungo, sabbioso e naturale, non ricostruito come tanti al sud, e proprio perché è lungo basta camminare qualche centinaio di metri per lasciarsi alle spalle il tratto affollato davanti al paese e trovarti quasi solo. Il paese, dal canto suo, ha mantenuto un’aria da villaggio surfista con caffè, poke e negozi di tavole. Se non ti piace la sabbia negli occhi, sappilo prima.

Playa Punta de Teno, l’estremo occidente dell’isola

Punta de Teno è la fine di Tenerife in senso letterale: oltre il faro c’è solo Atlantico e, nelle giornate limpide, il profilo di La Gomera. Ci si arriva da Buenavista del Norte lungo una strada spettacolare scavata nella parete, il cui accesso alle auto private è regolato per motivi di sicurezza — informati prima e valuta la navetta, perché arrivare e trovare la sbarra abbassata è una delusione evitabile. La spiaggia è piccola, fatta di ciottoli e roccia, e il mare cambia umore in fretta: nelle giornate calme è una meraviglia trasparente, in quelle mosse è meglio limitarsi a guardare. Non ci sono bar, alberghi né chioschi, quindi arrivi rifornito o non arrivi affatto. In cambio hai una luce e un silenzio che nel sud dell’isola non esistono più.

Playa Jardín, il giardino sul mare firmato César Manrique

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Puerto de la Cruz è la capitale morale del nord di Tenerife, e Playa Jardín è la sua idea di spiaggia: sabbia nera vulcanica, ma incorniciata da giardini tropicali disegnati da César Manrique, l’artista lanzaroteño che ha passato la vita a convincere le Canarie che il cemento non era obbligatorio. Il risultato è una passeggiata tra palme, buganvillee, muretti di pietra lavica, una cascatella e ponticelli, con il Castillo San Felipe a un passo e il profilo del Teide che a volte si concede sullo sfondo. L’oceano qui è quello vero: onde robuste, bandiere che vanno prese sul serio e un sacco di surfisti alle estremità. Per un bagno tranquillo forse non è la scelta migliore, per una giornata intera tra ombra, verde e caffè lo è senz’altro.

Playa de Fañabé, la spiaggia più vissuta di Costa Adeje

Playa de Fanabe Tenerife

Fañabé è la spiaggia lunga di Costa Adeje, quella che tiene insieme tutto il resto: il paseo marítimo la collega a Playa del Duque da un lato e a Torviscas e Puerto Colón dall’altro, e camminando si arriva molto più lontano di quanto immagini. La sabbia è chiara e curata, il mare tranquillo e sorvegliato, i servizi completi. Intorno c’è la Tenerife da vacanza organizzata: hotel di lusso, ristoranti gourmet, coppie in luna di miele e ragazzi con lo sguardo già rivolto alla serata. Funziona bene per le famiglie di giorno e cambia pelle verso sera, quando i bar sull’arenile diventano il posto giusto per vedere il sole cadere dietro La Gomera. Il consiglio, banale ma efficace: prendi da bere e resta finché la luce non è finita davvero.

Playa Diego Hernández, la caletta che si merita camminando

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A nord di La Caleta, tra Costa Adeje e Callao Salvaje, un sentiero non segnalato scende lungo il costone fino a una mezzaluna di sabbia dorata che sembra fuori posto in questa parte di isola. Playa Diego Hernández è il rifugio di chi a Tenerife cerca esattamente il contrario del lettino numerato: niente servizi, niente bar, niente ombra, spesso qualche tenda e un cerchio di tamburi al tramonto. È anche una delle spiagge più frequentate dai naturisti dell’isola, in un’atmosfera tollerante che dura da decenni. La marea qui conta parecchio: con la bassa l’arenile si allarga e diventa generoso, con l’alta si riduce a poco. Porta acqua, calzature che tengano sul pietrisco e la disponibilità a farti un’ora di cammino sotto il sole. Chi arriva in barca ha vita più facile, ma anche meno soddisfazione.

Playa de Roque de las Bodegas, la sosta gastronomica di Anaga

Playa de Roque de las Bodegas Tenerife

Scendendo da Taganana verso il mare, prima di Benijo, la strada passa davanti a una spiaggia larga di sabbia nera e scogli affacciata su un oceano che raramente sta fermo. Playa de Roque de las Bodegas è forse la più accessibile delle spiagge del Parco Rurale di Anaga, e questo la rende la più frequentata dai tinerfeños nel fine settimana. Le onde sono spesso alte e le correnti decise, quindi il bagno va valutato giorno per giorno; molti si limitano a stendersi e guardare. Il vero motivo per fermarsi, però, sta sull’altro lato della strada: i ristoranti di pesce affacciati sulla spiaggia servono pescato del giorno, potaje e vino della zona con una schiettezza che nel sud dell’isola non trovi. Arriva affamato e senza fretta.

Playa de Almáciga, il nero assoluto del Parco di Anaga

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Vicina di casa di Benijo e di Roque de las Bodegas, Playa de Almáciga ha il vantaggio raro di essere selvaggia e comoda insieme: ci arrivi in auto senza sentieri acrobatici, parcheggi e sei in spiaggia. Quello che ti aspetta è una lunga distesa di sabbia scurissima, quasi carbone, chiusa alle spalle dai versanti verdi del massiccio di Anaga e aperta davanti su un Atlantico che qui arriva senza filtri. Servizi non ce ne sono, se non qualche punto di ristoro sulla strada: acqua e ombrellone li porti tu. Il mare va rispettato, perché le onde sono grosse e le correnti tirano; nelle giornate mosse la trovo perfetta per camminare lungo la battigia piuttosto che per nuotare. È una delle spiagge dove la parola “vulcanico” smette di essere un aggettivo turistico.

Playa El Socorro, la palestra dei surfisti di Los Realejos

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Nel comune di Los Realejos, a pochi minuti da Puerto de la Cruz, El Socorro è il posto dove il nord di Tenerife va a prendere onde. Le mareggiate atlantiche arrivano qui con una regolarità che ha reso questo tratto di costa uno dei riferimenti isolani per il surf, con gare, scuole e un parcheggio che nei weekend d’inverno si riempie di furgoni e tavole. La sabbia è scura e vulcanica, l’arenile ampio abbastanza da non farti sentire in fila, e una rampa comoda scende dal parcheggio alla spiaggia — dettaglio che apprezzano molto le famiglie con passeggini e le persone con difficoltà motorie. Se non hai la tavola puoi comunque fare il bagno, ma guarda le bandiere e resta vicino alla riva: qui l’oceano spinge davvero.

Playa de Abama, la caletta dorata di Guía de Isora

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Poco a nord di Playa San Juan, ai piedi di un resort che ha fatto della discrezione un modello di business, si apre una piccola baia protetta con sabbia dorata portata da fuori e un’acqua straordinariamente calma per gli standard di questo versante. Playa de Abama non ha un accesso diretto in auto: si parcheggia a distanza e si prosegue a piedi lungo un sentiero in discesa, oppure si scende dal funicolare riservato agli ospiti dell’hotel. Chi ci arriva trova lettini e ombrelloni a prezzi sopra la media dell’isola, un chiringuito e un fondale che, grazie alle rocce laterali, è uno dei migliori del sud per fare snorkeling senza allontanarsi di un metro. Metti in conto la risalita al ritorno, che con trentacinque gradi non è una passeggiata di salute.

Los Patos, la spiaggia segreta di El Rincón

A poca distanza da El Bollullo, sempre nella fascia di banaderas di El Rincón a La Orotava, Los Patos è la spiaggia che tutti conoscono e pochi raggiungono. Il motivo sta nell’accesso: un sentiero ripido, polveroso e non sempre in ottime condizioni, che scoraggia chi ha sandali sbagliati o poca voglia. Chi scende trova un arenile ampio di sabbia nera separato dalla vicina Playa del Ancón da una lingua di terra che entra nell’oceano, e un’atmosfera libera che d’estate attira soprattutto naturisti e habitué. Non aspettarti nulla in termini di servizi, perché non c’è nulla. Le onde possono essere generose e il fondale cambia in fretta, quindi tieni d’occhio il mare e valuta con onestà le tue capacità in acqua prima di allontanarti dalla riva.

Playa Amarilla, la spiaggia gialla di Costa del Silencio

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Nel comune di San Miguel de Abona, all’estremità meridionale dell’isola, Playa Amarilla deve il nome alla Montaña Amarilla che la sovrasta: un cono di tufo giallo scavato dal vento e dal mare fino ad assumere forme che sembrano ritagliate a mano, tutelato come Monumento Naturale. La spiaggia in sé è piccola e in gran parte rocciosa, con qualche lingua di sabbia e scivoli naturali per entrare in acqua, ma il vero spettacolo sta sotto la superficie: fondali ricchi e acqua limpida ne fanno uno dei posti più frequentati del sud per snorkeling e immersioni. Porta maschera e scarpette, perché a piedi nudi sugli scogli si soffre. La zona di Costa del Silencio intorno è residenziale e tranquilla, con qualche bar dove riprendersi dopo un’ora passata a inseguire pesci.

Playa de Los Cristianos, la spiaggia del paese e del porto

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A due passi dal molo da cui partono i traghetti per La Gomera, La Palma e El Hierro, Playa de Los Cristianos è la spiaggia urbana per eccellenza del sud. Sabbia chiara, acqua bassissima e sempre calma perché la baia è chiusa dal porto, un lungomare che scorre tra terrazze, gelaterie e negozi: il profilo di chi la frequenta è più tranquillo e più adulto rispetto alle vicine, e d’inverno diventa il quartier generale di chi passa qui interi mesi per scappare al freddo europeo. Ha tutti i servizi che ti aspetti, bagnini compresi, e un’accessibilità curata. Se cerchi movida ti conviene spostarti verso Las Américas; se cerchi una nuotata tranquilla a gennaio con l’acqua a temperatura civile, sei nel posto giusto.

Playa de Los Gigantes, la spiaggia nera del porto

Los Gigantes tenerife

Da non confondere con la vicina Playa de los Guíos, la spiaggia di Los Gigantes è quella incastrata accanto al porticciolo, ai piedi del paese che si arrampica sul costone. Ha un arenile compatto di sabbia nera mescolata a piccoli ciottoli, un’acqua di solito limpida e, sopra ogni cosa, la vista sulle scogliere che danno il nome al posto: pareti che sprofondano nell’oceano e che dal livello del mare sembrano ancora più alte. Da qui partono le escursioni per l’avvistamento dei cetacei, e nelle giornate serene il tramonto dietro La Gomera ripaga qualunque parcheggio complicato. Un’avvertenza che ripeto volentieri: le correnti in questo tratto possono essere insidiose e il fondale scende presto. Entra con giudizio e non allontanarti dalla zona sorvegliata.

Playa de Las Américas: quale spiaggia scegliere nella zona

Playa de las Americas Tenerife

Playa de Las Américas non è una spiaggia sola: è il nome della zona turistica di Arona che tiene insieme più arenili, cuciti l’uno all’altro dal lungomare pedonale, e che verso nord sfuma senza soluzione di continuità dentro Costa Adeje. È un equivoco che disorienta parecchi visitatori il primo giorno, quando cercano sulla mappa una spiaggia che sulla mappa non c’è. Se il tuo albergo è qui, la scelta pratica è tra quattro caratteri diversi: Playa de Troya se vuoi stare al centro del movimento, Playa El Camisón se preferisci il silenzio relativo poco più in là, Playa del Bobo se cerchi acqua riparata dai frangiflutti, e appena oltre il confine comunale la spiaggia di Puerto Colón per fondali bassi e bambini piccoli. Le trovi descritte una per una qui sotto.

Playa de Troya, il cuore rumoroso di Las Américas

Playa de Troya è divisa in due tratti, Troya I e Troya II, ma sono la stessa spiaggia e la stessa filosofia: sabbia chiara ricostruita, file ordinate di lettini e ombrelloni, sport acquatici, musica, e una densità di persone che d’agosto sfiora il record isolano. È la spiaggia più frequentata del sud di Tenerife e non è un caso: alle spalle ha il tratto di Las Américas dove si concentrano bar, locali e vita notturna, quindi il passaggio dal costume alla camicia richiede pochi metri. Per una vacanza contemplativa non è la scelta giusta, per una vacanza sociale è la base perfetta. Se ci vai in alta stagione, arriva presto o rassegnati alla seconda fila: qui il turno del mattino conta.

Playa Las Gaviotas, la caletta naturista sotto la montagna

Poco oltre San Andrés, non lontano da Las Teresitas, una strada stretta scende fino a una piccola baia di sabbia scura protetta alle spalle da un massiccio imponente che la ripara dal vento. Playa Las Gaviotas è da sempre la spiaggia naturista di Santa Cruz, frequentata soprattutto da residenti che ci tornano ogni estate e conoscono l’angolo giusto dove piazzarsi. Servizi non ce ne sono, o quasi: niente ristoranti, niente negozi, poca ombra, quindi acqua, cibo e ombrellone li porti da casa. Il mare è più mosso di quello della vicina Teresitas perché qui non c’è alcuna barriera artificiale, e nelle giornate ventose può alzarsi in fretta. Il parcheggio è limitato e nei fine settimana estivi si esaurisce presto: se puoi, scegli un giorno feriale.

Playa de Las Arenas, il tramonto di Buenavista del Norte

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Sulla costa di Buenavista del Norte, all’estremità nordoccidentale dell’isola, Playa de Las Arenas guarda verso Punta de Teno e si prende una delle migliori esposizioni al tramonto di tutta Tenerife. È una spiaggia di sabbia e ciottoli scuri, battuta dall’oceano aperto, poco attrezzata e per questo poco affollata anche in piena estate. La raggiungi facilmente in auto e, se ti va di camminare, anche a piedi dal vicino campo da golf di Buenavista, che si affaccia sulla scogliera con una scenografia che varrebbe la passeggiata anche senza mazze. Il bagno dipende molto dalle condizioni del giorno: quando l’Atlantico è calmo è piacevolissimo, quando spinge conviene restare a guardare. Porta una felpa per la sera, perché qui il vento cala tardi.

Playa El Arenal, il mare a due velocità di Punta del Hidalgo

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Tra Punta del Hidalgo e Bajamar, sul tratto di costa che appartiene a San Cristóbal de La Laguna, El Arenal è una spiaggia che cambia mestiere con le stagioni. D’inverno le mareggiate atlantiche arrivano puntuali e la trasformano in uno degli spot preferiti dai surfisti della zona; d’estate l’oceano si calma, la sabbia scura si allarga e diventa un posto rilassato dove nuotare senza pensieri. Intorno c’è la Tenerife che i tour organizzati saltano quasi sempre: paesi tranquilli, piscine naturali scavate nella lava a Bajamar e a Punta del Hidalgo, ristoranti dove si mangia bene spendendo il giusto, e i sentieri che risalgono verso il massiccio di Anaga. Se stai cercando un pezzo di isola con poco turismo e molto carattere, questa costa merita almeno una giornata intera.

Playa de Torviscas, la vicina tranquilla di Fañabé

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Playa de Torviscas fa parte della lunga sequenza di arenili di Costa Adeje e ha il pregio di essere spesso la meno caotica del gruppo. Acqua pulita e tranquilla, fondale regolare, dimensioni generose: è il tipo di spiaggia dove si nuota davvero, avanti e indietro, senza slalom tra i materassini. I servizi ci sono tutti, dai lettini alle docce, e il paseo marítimo passa proprio davanti, il che significa che in dieci minuti a piedi raggiungi Playa de Fañabé da una parte e la spiaggia di Puerto Colón dall’altra, con Playa del Duque poco oltre. L’atmosfera è più residenziale e meno da vetrina rispetto alle vicine più famose. Se viaggi in coppia e vuoi una base comoda senza l’inflazione dei prezzi del Duque, questo tratto di costa è una scelta sensata.

Spiaggia di Puerto Colón (La Pinta), la baia del porticciolo

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Incastrata accanto alla marina di Puerto Colón, questa piccola baia — che molti chiamano ancora La Pinta — ha un’acqua ferma e turchese che sembra prestata da una piscina, protetta com’è dalle strutture del porto. È una delle preferite dalle famiglie con bambini: fondale basso, onde praticamente assenti, giochi gonfiabili in acqua nella stagione alta e un’atmosfera più raccolta rispetto alle grandi spiagge vicine. Intorno trovi negozi, gelaterie e ristoranti a distanza di sandalo, oltre alla flotta di catamarani e barche da cui partono la maggior parte delle escursioni per l’avvistamento di balene e delfini del sud dell’isola: se hai in programma un’uscita in mare, molto probabilmente ti imbarcherai proprio qui. Spazio non ce n’è tantissimo, quindi in agosto arriva presto.

Playa del Bobo, la piccola protetta di Costa Adeje

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Tra Playa de Troya e la baia di La Pinta si apre Playa del Bobo, un arenile breve e riparato che molti superano senza vederlo, distratti dalle sorelle maggiori. Merita invece una sosta proprio per la sua misura: i frangiflutti la difendono dalle mareggiate e tengono l’acqua calma anche quando il resto della costa si agita, il fondale scende con gentilezza e i servizi essenziali — lettini, ombrelloni, docce — ci sono tutti. È una scelta molto pratica per chi ha bambini piccoli e non vuole passare il pomeriggio a contare le teste tra la folla. Alle spalle passa il lungomare pedonale, quindi il gelato e il bar sono a portata, e in pochi minuti puoi spostarti verso i locali di Las Américas quando il sole cala.

Playa El Camisón, l’angolo tranquillo di Las Américas

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Playa El Camisón fa parte della sequenza di arenili di Las Américas, ma sembra appartenere a un’altra vacanza. Difesa da due bracci di scogli che smorzano il moto ondoso, ha un’acqua pulita e placida, una sabbia chiara ben tenuta e una clientela che parla a voce più bassa rispetto alla vicina Playa de Troya. È la spiaggia che consiglio a chi soggiorna in questa zona ma non ha nessuna intenzione di passare la giornata in mezzo alla musica: qui l’attività sportiva più impegnativa che vedrai è qualcuno che si allontana in piedi su una tavola da paddle. Servizi completi, prato e palme sul retro, ristoranti e hotel a due passi. Per un pomeriggio di lettura con i piedi nell’acqua, poche spiagge del sud funzionano meglio.

Playa La Jaquita, la spiaggia recente di Alcalá

Playa La Jaquita Tenerife

Ad Alcalá, nel comune di Guía de Isora, Playa La Jaquita è una delle spiagge più giovani di questo tratto di costa e si vede: tutto è ordinato, ampio e progettato con criterio. L’arenile è lungo, con sabbia scura di origine vulcanica che d’estate scotta parecchio — le infradito qui non sono un vezzo — e una dotazione di servizi superiore alla media della zona, con bagnini, docce, bagni e aree per i bambini. Lo spazio abbondante fa sì che anche in alta stagione non ci si ritrovi gomito a gomito, e le condizioni permettono di praticare qualche sport acquatico senza allontanarsi troppo. Alcalá, con la sua piazza sul mare e i ristoranti di pesce affacciati sul porticciolo, è poi uno dei paesi più piacevoli del sud-ovest per finire la giornata.

Le spiagge nudiste di Tenerife: dove il costume è facoltativo

spiagge nudiste tenerife

Tenerife ha una lunga consuetudine con il naturismo, e la legge spagnola non vieta la nudità sulle spiagge: quello che conta è il buon senso e il rispetto del contesto in cui ti trovi. Le spiagge nudiste di Tenerife più riconosciute stanno quasi tutte lontano dai grandi complessi alberghieri, e non è un caso: dove l’accesso è scomodo, l’atmosfera resta rilassata. Nel nord il riferimento storico è Playa Las Gaviotas, la caletta scura vicino a San Andrés riparata dal massiccio, frequentata soprattutto da residenti; poco più a ovest, nella zona di El Rincón, Los Patos svolge lo stesso ruolo per chi ha voglia di affrontare il sentiero ripido che ci scende. Nel sud il posto simbolo è Playa Diego Hernández, la caletta dorata tra La Caleta e Callao Salvaje dove nudisti, tende e tamburi convivono da decenni, mentre nella zona di El Médano esistono tratti appartati che seguono la stessa consuetudine, a cominciare dagli angoli più lontani della costa sotto la Montaña Roja. Vale la pena distinguere: il naturismo integrale resta confinato a queste spiagge, mentre il topless a Tenerife è diffuso e del tutto normale anche sugli arenili attrezzati del sud, da Playa de Las Vistas a Playa de Fañabé, senza che nessuno alzi un sopracciglio. Due regole pratiche che valgono ovunque: niente fotografie, e se arrivi su una spiaggia mista osserva dove si posiziona la gente prima di decidere cosa toglierti.