Cosa vedere a La Orotava: balconi canari, giardini storici e tappeti di sabbia del Teide

Dalla Casa de los Balcones ai molinos de gofio del Farrobo, passando per l’Hijuela del Botánico, la Concepción e la sabbia nera di El Bollullo.

La strada che sale da Puerto de la Cruz guadagna quota così in fretta che, quando parcheggi, hai già le orecchie tappate. La Orotava è costruita su un pendio che non concede tregua: le calli scendono verso il mare come scivoli, i muri di pietra sostengono giardini che stanno in piedi per testardaggine, e ogni tanto, tra due case a due piani, si apre uno squarcio sulla valle che ti fa capire perché Alexander von Humboldt, sbarcato qui nel 1799, si sia messo a scrivere di questo posto come se avesse appena visto qualcosa di non del tutto terrestre. Sopra la testa hai il cono del Teide, sotto i piedi una piastrella lucida, e in mezzo cinquecento anni di case padronali costruite con i soldi dello zucchero prima e del vino poi.

Il centro storico diviso tra Villa de Abajo e Villa de Arriba è dichiarato complesso storico-artistico, e non è un titolo di cortesia: nel giro di dieci minuti a piedi metti insieme la Casa de los Balcones, la Iglesia de Nuestra Señora de la Concepción, la Casa Consistorial affacciata sulla piazza dei tappeti di sabbia del Corpus Christi, i giardini dell’Hijuela del Botánico, i molinos de gofio del Farrobo, i Jardines del Marquesado de la Quinta Roja, il Liceo de Taoro, il Museo de Artesanía Iberoamericana nell’ex convento di Santo Domingo, la Iglesia de San Agustín su Plaza de la Constitución, la Casa del Turista con il suo museo dei tappeti, la Casa Torrehermosa, la Casa de la Cerámica e l’imponente Hospital de la Santísima Trinidad.

Poi il comune si allunga verso l’alto e ti regala il Parque Nacional del Teide, La Caldera de Aguamansa, il Mirador de Humboldt sulla Valle de La Orotava, i vigneti di La Perdoma e, in basso, le spiagge nere di El Bollullo, Los Patos, El Rincón e El Ancón.

Ti racconto cosa vedere, dove dormire, come arrivare, quando andare e dove si trova.


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Cosa vedere a La Orotava

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Ti porto in ordine di importanza: prima il centro storico nel suo insieme, poi la Casa de los Balcones, la Iglesia de Nuestra Señora de la Concepción, la Casa Consistorial con Plaza del Ayuntamiento, l’Hijuela del Botánico, i molinos de gofio del Farrobo, i Jardines del Marquesado de la Quinta Roja, il Liceo de Taoro, il Museo de Artesanía Iberoamericana, la Iglesia de San Agustín, la Casa del Turista, la Casa Torrehermosa, la Casa de la Cerámica e l’Hospital de la Santísima Trinidad; quindi si esce dal casco per il Parque Nacional del Teide con il Centro de Visitantes Telesforo Bravo, La Caldera de Aguamansa, il Mirador de Humboldt e le bodegas di La Perdoma.

Se stai ancora costruendo l’itinerario dell’isola, questa è una delle tappe che pesano di più quando decidi cosa vedere a Tenerife: nessun altro comune mette insieme un centro barocco intatto e la vetta più alta di Spagna.

Il centro storico tra Villa de Abajo e Villa de Arriba

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Il casco antiguo si legge come una fotografia sociale rimasta impressa nella pietra. Nella parte bassa, la Villa de Abajo, abitavano le famiglie del commercio e della terra, e infatti lungo la Calle Carrera del Escultor Estévez si allineano portoni enormi, patii con la fontana e balconi in legno di tea che sporgono quel tanto che basta per spiare chi passa. Nella Villa de Arriba, il barrio del Farrobo, vivevano contadini, falegnami e mugnai: finestre piccole, cortili sul retro, e oggi frammenti di quelle case incastrati tra edifici del Novecento. A cucire le due anime ci pensano tre piazze, la Constitución con il suo chiosco di gusto mudéjar, San Francisco a metà salita e l’Ayuntamiento in cima, che nei giorni giusti diventa il palcoscenico più fotografato delle Canarie.

Casa de los Balcones

C. San Francisco, 3, 38300 La Orotava

casa de los balcones la orotava tenerife 2

Costruita nel 1632 e nota anche come Casa Fonseca, è il manifesto dell’architettura signorile canaria e il motivo per cui mezza isola sale fin quassù. I due piani superiori sono chiusi da balconate in legno di tea intagliato, con motivi floreali e balaustre torniche che sembrano merletti tenuti insieme dalla resina, mentre il patio interno è un pozzo di luce foderato di piante. Dentro ci trovi la ricostruzione della vita quotidiana di una famiglia benestante di un paio di secoli fa, mobili, tessuti, e soprattutto il calado, il ricamo a giorno che qui si lavora ancora a mano davanti ai visitatori. È a pagamento, è turistica, e vale comunque ogni centesimo: il legno di quei balconi ha quasi quattrocento anni e non ha ceduto di un millimetro.

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Iglesia de Nuestra Señora de la Concepción

C. Cólogan, 2, 38300 La Orotava

Iglesia de Nuestra Senora de la Concepcion la orotava tenerife

Se dovessi indicare l’edificio religioso più bello di Tenerife, punterei il dito su questa facciata. La chiesa attuale fu ricostruita nella seconda metà del Settecento dopo che i terremoti e il tempo avevano ridotto male la precedente, ed è considerata il vertice del barocco canario: due torri campanarie gemelle, un portale mosso da colonne e cornici, e una cupola che, vista da lontano, ricorda in scala ridotta quella di Santa Maria del Fiore. Nel 1948 è stata dichiarata monumento storico-artistico nazionale. All’interno tre navate in chiave neoclassica, cappelle laterali e un patrimonio di sculture e dipinti che comprende opere di Fernando Estévez e José Luján Pérez, i due nomi che dominano l’arte sacra canaria dell’Ottocento, più il museo di arte sacra parrocchiale annesso.

Casa Consistorial e Plaza del Ayuntamiento

Plaza del Ayuntamiento, S/N, 38300 La Orotava

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Il municipio è un blocco neoclassico dal colore rosato che occupa il posto dell’antico convento delle clarisse di San José, demolito perché ormai pericolante; per tirarlo su ci vollero venticinque anni, cosa che a La Orotava raccontano con un certo orgoglio e senza troppa fretta. Sul timpano campeggia lo stemma della villa, circondato da decorazioni allegoriche che meritano un minuto di collo all’insù. Il vero motivo per cui questa piazza è famosa, però, arriva una volta l’anno: per il Corpus Christi il selciato viene coperto da un enorme tappeto realizzato con sabbie vulcaniche del Teide, tutte di colore naturale, che riproduce scene sacre o allegoriche su decine di metri quadrati. La tradizione dei tappeti in città risale al 1847, quando Leonor del Castillo ebbe l’idea di stendere fiori davanti al passaggio della processione, e da allora nessuno si è più fermato.

I giardini Hijuela del Botánico

C. Tomás Pérez, 6, 38300 La Orotava

giardini Hijuela del Botanico la orotava tenerife

Alle spalle del municipio, dove un tempo c’era il frutteto del convento, si apre un giardino botanico di circa quattromila metri quadrati che è una costola dell’Jardín de Aclimatación di Puerto de la Cruz, da cui il nome di hijuela, figlioccia. Aperto al pubblico nel 1910 in occasione della visita dell’infanta Isabel de Borbón, è stato dichiarato giardino storico nel 1994 e bene di interesse culturale nel 2007. Dentro ci sono palme, araucarie, felci arboree e specie arrivate da mezzo mondo tropicale, ma il pezzo forte è un drago bicentenario, il Dracaena draco che ogni canario ti indicherà prima ancora che tu lo abbia chiesto. Si entra gratis, è piccolo, e nelle ore centrali è il posto più fresco del centro.

I molinos de gofio del Farrobo

Salendo verso la Villa de Arriba, lungo la Calle San Francisco, sentirai un rumore d’acqua che scorre sotto i piedi: è l’acequia che alimentava la fila di molini a ruota verticale del Farrobo, mossi dall’acqua che scendeva dai boschi di Aguamansa. Alcuni sono ruderi eleganti coperti di edera, altri funzionano ancora e macinano gofio, la farina di cereali tostati che è la base dell’alimentazione canaria da prima della conquista. Entri in una stanza bassa, impolverata di giallo, e ti vendono un sacchetto di gofio de millo o de trigo pesato lì per lì. È l’attrazione meno monumentale di La Orotava e una di quelle che ricorderai più a lungo.

Jardines del Marquesado de la Quinta Roja

C. San Agustín, 8, 38300 La Orotava

Jardines del Marquesado de la Quinta Roja la orotava tenerife

Sono i giardini che tutti chiamano Jardines Victoria, disegnati a terrazze dall’architetto paesaggista francese Adolphe Coquet e voluti dalla marchesa della Quinta Roja per il figlio Diego Ponte del Castillo. La storia è di quelle che si raccontano bene: massone, gli fu negata la sepoltura in terra consacrata, e la madre gli fece costruire un mausoleo in marmo bianco in cima a una scalinata di siepi e aiuole geometriche, con vista sulla valle. Il mausoleo, per completare il paradosso, rimase vuoto, perché il figlio finì comunque nella cappella di famiglia. Oggi le terrazze sono uno dei punti panoramici più eleganti della città, con il Teide che spunta esattamente dietro il timpano neoclassico.

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Liceo de Taoro

C. San Agustín, 6, 38300 La Orotava

Piantato su uno sperone che domina la valle, questo palazzotto rosa e bianco del 1928 fu costruito come residenza della famiglia Ascanio-Monteverde, che scelse lo stile sfogliando una rivista belga dell’epoca: risultato, un edificio che a Bruxelles non stonerebbe e che qui, con le palme intorno, ha un fascino leggermente fuori posto. Oggi ospita la Sociedad Liceo de Taoro, che organizza mostre e concerti tra le sale del piano superiore. Al piano terra ci sono un caffè e un ristorante con la terrazza affacciata sui tetti del centro storico: è il posto giusto per una pausa quando le salite cominciano a farsi sentire nei polpacci.

Museo de Artesanía Iberoamericana

C. Tomás Zerolo, 34, 38300 La Orotava

Il MAIT occupa l’ex convento di Santo Domingo, lungo la Calle Tomás Zerolo, e sfrutta una decina di sale conventuali per raccontare l’artigianato delle due sponde dell’Atlantico: ceramica, tessuti, strumenti musicali, cesteria, argenti, molti dei quali arrivati per donazione di collezionisti privati. Il senso del posto sta tutto nel percorso doppio, perché nelle Canarie l’America non è mai stata esotica ma una specie di provincia di famiglia, e le tecniche viaggiavano nelle due direzioni con le navi. Il chiostro da solo giustifica il biglietto, e sotto le arcate trovi anche opere dell’architetto-scultore Antonio de Orbarán.

Iglesia de San Agustín e Plaza de la Constitución

C. San Agustín, 2, 38300 La Orotava

Iglesia de San Agustin la orotava tenerife

La chiesa fu costruita nel 1671 dove sorgeva una cappella dedicata a San Roque, e apparteneva al convento agostiniano che oggi è uno spazio per eventi culturali. La facciata barocca è incorniciata da pietra vulcanica scura e si apre con tre portali, cosa non comune da queste parti; dentro, tre navate e cappelle laterali, con l’immagine seicentesca di Nuestra Señora de Gracia nella cappella maggiore. Fuori c’è la Plaza de la Constitución, con il chiosco della musica in ferro e legno e un belvedere che scarica lo sguardo sui tetti fino al mare. È il punto in cui la maggior parte dei visitatori si siede e capisce quanto è ripida la città che ha appena percorso.

Casa del Turista e il museo dei tappeti

C. San Francisco, 4, 38300 La Orotava

Proprio di fronte alla Casa de los Balcones, l’ex convento Molina è stato trasformato in una via di mezzo tra museo e bottega. Ci trovi artigianato locale in vendita, dai cesti al calado, e soprattutto la sezione dedicata ai tappeti del Corpus Christi, con i quadri che riproducono i disegni realizzati anno per anno e i contenitori delle sabbie del Teide divise per colore: ocra, rosso mattone, nero, grigio perla, tutte tinte naturali. Spesso c’è un artigiano che mostra come si stende la sabbia con l’imbuto e la sagoma di cartone. È gratuito, dura venti minuti e ti fa capire cosa succede in questa piazza a giugno.

Casa Torrehermosa

C. Tomás Zerolo, 27, 38300 La Orotava

Sempre sulla Calle Tomás Zerolo, questa casa signorile secentesca con patio e balconi in legno è la sede di Artenerife, la rete di botteghe che vende artigianato certificato dell’isola. Il piano terra funziona come negozio-esposizione: ceramica senza tornio, coltelli canari, cesti in vimini, tessuti, ricami. Ha il pregio di essere onesta, perché quello che compri è marchiato e prodotto sull’isola, in un posto dove il souvenir medio arriva da molto più lontano. Anche solo per vedere il patio e le travi del soffitto vale la deviazione di due minuti.

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Casa de la Cerámica

Calle León, 3, 38300 La Orotava

Nel barrio de La Luz, un po’ fuori dal circuito delle guide, questa casa-museo è dedicata alla ceramica tradizionale canaria, quella modellata a mano senza tornio secondo una tecnica che affonda nel mondo guanche e che è sopravvissuta nelle mani delle loceras fino al Novecento. Ci sono i forni, gli attrezzi, i pezzi finiti nelle forme che riconosci nelle cucine di campagna, e spesso una dimostrazione dal vivo. Ci arrivi in auto in cinque minuti dal centro. È il tipo di posto in cui entri per curiosità e resti mezz’ora a guardare due mani che impastano argilla.

Hospital de la Santísima Trinidad

Calle San Francisco, 16, 38300 La Orotava

Passando per la Calle San Francisco ti trovi davanti un edificio ottocentesco di dimensioni sproporzionate rispetto alla via, con una facciata neoclassica scandita da lesene e un portico che sembra pensato per una città molto più grande. Nacque come ospedale caritatevole per volontà delle famiglie della villa e mantiene ancora oggi una funzione assistenziale, il che significa che non si visita liberamente. Ci si ferma comunque, perché l’insieme di volume, ombra e pietra dice più di mille didascalie su quanto denaro girasse in questa valle quando lo zucchero e il vino la rendevano il posto più ricco di Tenerife.

Parque Nacional del Teide e Centro de Visitantes Telesforo Bravo

pico del teide tenerife

Con oltre duecento chilometri quadrati, La Orotava è il comune più esteso dell’isola e il suo territorio non si ferma al casco: sale, sale ancora e arriva fino ai 3.715 metri del Pico del Teide. Significa che la vetta più alta di Spagna, il Parque Nacional del Teide e buona parte delle Cañadas sono, catastalmente, La Orotava. Prima di salire conviene fermarsi al Centro de Visitantes Telesforo Bravo, nel quartiere El Mayorazgo, dedicato al geologo tinerfeño che ha spiegato al mondo come si è formata quest’isola: mappe, plastici, sezioni geologiche e informazioni aggiornate sui permessi per il sentiero Telesforo Bravo, quello che porta al cratere e per il quale serve l’autorizzazione anticipata.

La Caldera de Aguamansa

Salendo lungo la TF-21 verso il Teide attraversi la Corona Forestal, e intorno ai 1.100 metri il pino canario si chiude sopra la strada come una galleria. Ad Aguamansa si apre La Caldera, un cratere erboso trasformato in area ricreativa con tavoli, barbecue e il rumore costante della piscifactoría, l’allevamento di trote che rifornisce mezza isola. Da qui partono alcuni dei sentieri più belli del nord, tra cui quello che risale verso i Órganos, le colonne di basalto colonnare che sembrano canne d’organo. Porta una felpa: qui il mare di nuvole arriva spesso all’altezza degli occhi e la temperatura crolla di dieci gradi rispetto al centro storico.

Mirador de Humboldt e la Valle de La Orotava

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La valle scende dai duemila metri fino al mare in un unico movimento, prima ripidissimo e poi sempre più addolcito, coperta di piantagioni di banane, terrazzamenti e paesi che si tengono per mano. Il punto da cui guardarla è il Mirador de Humboldt, sulla strada che sale dal fondovalle, intitolato al naturalista prussiano che nel 1799 si fermò qui e definì questo panorama tra i più belli mai visti nei suoi viaggi. La luce migliore è quella del tardo pomeriggio, quando le nuvole si arrotolano a mezza costa e il Teide resta pulito sopra il vapore. È una sosta di dieci minuti che ti riorganizza mentalmente la geografia dell’isola.

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La Perdoma e i vini della Valle de La Orotava

Il barrio de La Perdoma è il cuore agricolo del comune e il centro della Denominación de Origen Valle de La Orotava, una delle cinque di Tenerife. Qui la vite si coltiva con il cordón trenzado, una tecnica che non trovi in nessun’altra parte del mondo: i tralci vengono intrecciati in lunghe trecce che corrono orizzontali sul terreno per decine di metri, sostenute da forcelle, per proteggere le radici dall’umidità e sfruttare lo spazio tra le colture. I vitigni sono Listán Blanco e Listán Negro, il risultato sono bianchi minerali e rossi leggeri con quel fondo affumicato che dà il suolo vulcanico. Molte cantine ricevono su prenotazione e i guachinches della zona li servono con carne di maiale e papas arrugadas.

Le migliori spiagge di La Orotava

La costa del comune è breve, ripida e girata a nord, quindi non aspettarti la placidità di Los Cristianos: qui l’Atlantico arriva senza filtri, la sabbia è nera perché è basalto macinato, e per raggiungere quasi tutte le calette devi scendere a piedi lungo sentieri che tagliano le piantagioni di banane e le scogliere. In cambio hai spiagge senza lettini in fila, acqua fredda e trasparente e un contesto di falesie che nel sud dell’isola non esiste. Corrente e risacca vanno prese sul serio: si fa il bagno quando il mare è calmo, non quando lo decidi tu.

El Bollullo

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El Bollullo è la spiaggia simbolo del nord di Tenerife e una delle immagini più riprodotte dell’isola: una lingua di sabbia nerissima chiusa tra pareti di tufo rossastro, con l’acqua che spesso arriva a onde lunghe. Ci si arriva a piedi dal Rincón, sopra Puerto de la Cruz, seguendo un sentiero che scende tra le bananere in una ventina di minuti, oppure dal parcheggio in alto e poi giù per la scalinata. In cima al sentiero c’è un chiringuito storico che serve pesce fritto e birra fredda con una vista che vale il conto. Con la marea alta l’arenile si riduce parecchio, quindi controlla le tabelle prima di scendere.

Los Patos

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Il nome ti farà pensare a qualcosa di grazioso, e invece è la più selvaggia delle quattro, storicamente frequentata dai naturisti e ancora oggi la spiaggia nudista più nota di questo tratto di costa. L’accesso è la sua difesa: un sentiero ripido e non sempre in ottime condizioni, che scoraggia chi passa di lì per caso. Con la bassa marea l’arenile si allarga in modo notevole e resta un rettangolo di sabbia scura chiuso dalle falesie, senza servizi di nessun tipo. Porta acqua, ombra e la disponibilità a risalire con il sole addosso.

Playa del Rincón

Sta appena oltre il confine urbano di Puerto de la Cruz, all’inizio del sentiero che poi prosegue verso El Bollullo, ed è quella che chi conosce la zona usa quando non ha voglia di camminare troppo. Sabbia nera, ciottoli nella parte alta, fondale che scende in fretta e onde che quasi sempre fanno la loro parte. Intorno solo bananere e muri di pietra a secco. È una spiaggia da tarda mattinata, quando il sole ha già superato il costone e illumina l’acqua.

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El Ancón

La più accessibile del gruppo, e per questo la più frequentata dalle famiglie della zona nei fine settimana. Il cammino che ci porta attraversa piantagioni di banane, vigneti e un tratto di scogliera che da solo è una piccola escursione panoramica. La sabbia è scura e grossa, con zone di ghiaia, e il mare qui è spesso più mosso di quanto sembri dall’alto. Non ci sono bagnini né chioschi: si scende con quello che serve e si risale a fine giornata.

Dove dormire a La Orotava

La villa non è una città alberghiera, e questo è il suo pregio: la maggior parte dei visitatori dorme a Puerto de la Cruz, cinque chilometri più in basso, e sale qui in giornata. Se invece decidi di dormire a La Orotava ti trovi in un’altra dimensione, con le strade del casco antiguo che alle dieci di sera sono già silenziose e la vista sulla valle dalle terrazze. L’offerta è fatta soprattutto di piccoli hotel rurali ricavati in case padronali del centro storico, di appartamenti e di case rurali sparse tra La Perdoma, Benijos e la zona alta verso Aguamansa, molte con giardino e vigna intorno.

Chi vuole passare le giornate sul Teide fa bene a scegliere la parte alta del comune, perché al mattino presto si è già in quota; chi punta al mare resta in basso, dove i sentieri per El Bollullo partono praticamente da casa. In estate e nei giorni del Corpus Christi le disponibilità si esauriscono con largo anticipo, perché mezza isola converge qui.


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Come arrivare a La Orotava

In auto è semplice: dall’aeroporto Tenerife Norte, a una trentina di chilometri, si prende la TF-5 in direzione Puerto de la Cruz e si esce a Valle de La Orotava, seguendo poi le indicazioni per il centro.

Dall’aeroporto Tenerife Sur Reina Sofía la strada è più lunga, circa ottanta chilometri: TF-1 verso Santa Cruz, poi innesto sulla TF-5 e stessa uscita. Da Santa Cruz de Tenerife sono trentacinque chilometri scarsi di autostrada, da Puerto de la Cruz cinque minuti di salita.

Con i mezzi pubblici ci pensa Titsa: la linea 062 collega La Laguna, la 063 arriva da Santa Cruz e la 350 fa la spola con Puerto de la Cruz, mentre la 348 è quella che risale verso il Parque Nacional del Teide e ferma anche ad Aguamansa. Un avvertimento pratico che nessuno ti dà: il centro storico è ripido e a traffico limitato in più punti, quindi conviene lasciare l’auto in uno dei parcheggi in basso e affrontare la salita a piedi, con scarpe che tengano.

Quando andare a La Orotava

Il periodo che batte tutti gli altri è quello a cavallo tra maggio e giugno, nei giorni del Corpus Christi, quando le vie intorno a Plaza del Ayuntamiento si coprono di tappeti di fiori e la piazza del municipio ospita il grande tappeto di sabbie del Teide; la data cambia ogni anno perché segue la Pasqua, quindi vale la pena verificarla prima di comprare i voli. Poco dopo arriva la Romería de San Isidro Labrador y Santa María de la Cabeza, una delle più partecipate delle Canarie, con carrette trainate dai buoi, costumi tradizionali e vino offerto per strada. Per il resto, il clima del nord è mite tutto l’anno ma più umido e nuvoloso del sud, perché gli alisei scaricano qui la loro pancia di nuvole: l’estate è la stagione più stabile, l’inverno regala giornate limpide alternate a piogge. Se sali verso Aguamansa o il Teide, in qualsiasi mese, metti in valigia una giacca: tra i 390 metri del centro e i 3.715 della vetta ci sono venti gradi di differenza e almeno due stagioni.

Dove si trova La Orotava

La Orotava si trova nel nord di Tenerife, nelle Isole Canarie, adagiata sul versante della valle che porta il suo nome, a circa 390 metri di altitudine. Dista cinque chilometri da Puerto de la Cruz, una trentina dall’aeroporto Tenerife Norte e circa trentacinque da Santa Cruz de Tenerife, capoluogo dell’isola. Con oltre duecento chilometri quadrati è il comune più esteso di Tenerife: il suo territorio parte dal mare, risale tutta la valle attraverso la Corona Forestal e arriva fino alla vetta del Teide, dentro il parco nazionale.

Cosa vedere vicino La Orotava

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