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C’è un momento preciso in cui capisci perché Tenerife funziona così bene con i bambini, e succede in macchina. Sali dalla costa del nord con i finestrini abbassati, attraversi una fascia di nuvole basse che sembra vapore, e dieci minuti dopo sbuchi sopra il mare di nubi in un deserto di pomice rossa con un vulcano davanti. Nessuno ti ha detto niente, ma dal sedile posteriore è arrivata una domanda. È questo che rende l’isola diversa da una qualsiasi settimana al mare: nel giro di una giornata puoi salire a 3.555 metri con una funivia, scendere dentro un tubo vulcanico lungo diciotto chilometri, uscire in barca sopra una popolazione stabile di calderoni tropicali e finire in una piscina progettata da César Manrique.
In questa guida ti racconto cosa fare a Tenerife con i bambini mettendo insieme le due cose che di solito mancano negli elenchi: le esperienze che valgono davvero — il Parco Nazionale del Teide, la Cueva del Viento, l’avvistamento dei cetacei nella franja Teno-Rasca, i sentieri dell’Anaga, il Siam Park, il Loro Parque, il Museo de la Ciencia y el Cosmos, i castelli di Puerto de la Cruz e Garachico, il Drago Milenario, le Pirámides de Güímar, il Lago Martiánez e le spiagge sicure — e i vincoli concreti che possono farti saltare la giornata, dalle età minime ai permessi da prenotare mesi prima. Ti do del tu perché è più comodo, e ti dico anche cosa lascerei fuori se avessi solo cinque giorni.
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Visita il Parco Nazionale del Teide, vulcano più alto della Spagna
Il Parco Nazionale del Teide è il parco nazionale più visitato di Spagna e uno dei più visitati d’Europa, ed è Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2007. Il Teide arriva a 3.715 metri, e la parte che i bambini ricordano non è la cima ma il paesaggio intorno: la caldera delle Cañadas, un circo vulcanico con un perimetro di circa quarantacinque chilometri, punteggiato di colate raffreddate, roques e distese di lapilli che sembrano provenire da un altro pianeta. Il parco ha una rete di trentasette sentieri per oltre centocinquanta chilometri complessivi, e diversi sono brevi e pianeggianti.
La funivia parte dalla stazione base a 2.356 metri e in circa otto minuti ti lascia alla Rambleta, a 3.555 metri. Qui però devi sapere tre cose, e sono esattamente quelle che le guide vecchie non ti dicono.
La prima: i bambini sotto i tre anni non sono ammessi in cabina. La seconda: la funivia non arriva in vetta. Dalla Rambleta partono il sentiero 11 verso il Mirador de la Fortaleza e il 12 verso il Mirador de Pico Viejo, entrambi brevi e alla portata di un bambino abituato a camminare, ma per raggiungere il cratere vero e proprio serve il sentiero 10, il Telesforo Bravo, e per quello serve un’autorizzazione preventiva che si prenota online, in fasce orarie, con largo anticipo. Le date si esauriscono. La terza: a 3.555 metri l’ossigeno è sensibilmente più scarso e la temperatura può essere vicina allo zero anche in agosto, con vento. Se porti un bambino piccolo, mettigli addosso quello che gli metteresti in montagna a novembre, non quello che aveva in spiaggia due ore prima.
Se il gruppo è troppo piccolo per la funivia, il parco resta comunque una gita perfetta: la strada panoramica, i Roques de García, il centro visitatori e il tramonto sul mare di nubi non chiedono biglietti né permessi.
Approfondimento: Clima di Tenerife
Escursione in mare dove le balene vivono tutto l’anno
Il braccio d’oceano tra la costa sudoccidentale di Tenerife e La Gomera non è un posto qualunque in cui, con fortuna, si avvista qualcosa. È la Franja Marina Teno-Rasca, Zona di Speciale Conservazione della rete Natura 2000, con una superficie marina di oltre settantaseimila ettari, e nel 2021 è stata certificata dalla World Cetacean Alliance come primo Whale Heritage Site d’Europa.
Il motivo è una popolazione residente di calderoni tropicali — le balene pilota — stimata in diverse centinaia di individui, molti dei quali fotoidentificati uno per uno dai ricercatori locali. Popolazioni residenti di questa specie sono note in pochissimi punti del pianeta. A loro si aggiungono i delfini tursiopi, anch’essi stanziali, e nel corso dell’anno passano di qui decine di altre specie migratrici. Per un bambino significa una cosa sola: la probabilità di tornare a riva avendo visto qualcosa è altissima, e non serve navigare per ore.
Le escursioni partono da Los Cristianos, Puerto Colón e Los Gigantes. Il dettaglio da controllare prima di prenotare è la bandiera “Barco Azul”: è il distintivo delle imbarcazioni autorizzate all’osservazione dei cetacei, e implica il rispetto di un codice di condotta preciso, con una zona di protezione di cinquecento metri attorno agli animali nella quale possono stare al massimo tre barche, e il divieto di avvicinarsi oltre una distanza minima. Scegli una barca piccola con biologo a bordo invece di un catamarano da centocinquanta persone con musica alta: costa qualcosa in più e cambia completamente l’esperienza, soprattutto per i bambini, che così vedono gli animali invece di vedere le spalle degli altri passeggeri.
Scopri la Cueva del Viento
A Icod de los Vinos, sotto i campi di lava del Pico Viejo, corre la Cueva del Viento: oltre diciotto chilometri di gallerie topografate su tre livelli sovrapposti, il tubo vulcanico più lungo d’Europa e uno dei maggiori al mondo. Si è formato circa ventisettemila anni fa quando la lava incandescente ha continuato a scorrere sotto una crosta già solidificata, svuotandosi e lasciando un condotto vuoto.
La visita è guidata, dura circa due ore, si fa in gruppi piccoli con casco e torcia, e la prenotazione è obbligatoria perché i posti finiscono con settimane di anticipo in estate. L’età minima è cinque anni: sotto quella soglia non si entra, e non è una regola aggirabile. Dentro ci sono quattordici gradi e un’umidità intorno all’ottanta per cento, quindi pantaloni lunghi, scarpe chiuse e una felpa anche se fuori ci sono ventotto gradi.
Il tratto visitabile è breve rispetto all’estensione totale, ma è sufficiente a far capire una cosa che a scuola resta astratta: che sotto i piedi di un’isola c’è un impianto idraulico di roccia fusa. Ai bambini di otto o dieci anni questa gita resta impressa più del vulcano visto da fuori.
Parque Rural de Anaga, una foresta rimasta indietro di venti milioni di anni
Il Parque Rural de Anaga, nell’estremo nord-est dell’isola, è Riserva della Biosfera UNESCO dal giugno 2015. Copre circa quattordicimila ettari di creste affilate, valloni profondi e villaggi minuscoli, e soprattutto conserva una laurisilva, la foresta di alloro relitta del Terziario che un tempo copriva buona parte del bacino mediterraneo e che oggi sopravvive quasi solo in Macaronesia. Camminarci dentro con l’umidità degli alisei che gocciola dai rami è la cosa più simile a una selva preistorica che troverai in Europa.
Il punto d’accesso giusto con i bambini è Cruz del Carmen, sulla TF-12 salendo da La Laguna verso Las Mercedes. Lì ci sono un centro visitatori con pannelli interattivi, un parcheggio e il Sendero de los Sentidos, un percorso breve, ben tracciato e con dislivello minimo, pensato proprio per essere fatto lentamente, toccando e annusando. È l’introduzione ideale prima di provare qualcosa di più lungo verso Taganana o il Barranco de Afur, che però con bambini piccoli diventano impegnativi.
Metti in conto la nebbia: ad Anaga è la norma, non l’eccezione, e una giacca leggera antipioggia serve anche in luglio.
Passa una giornata al Siam Park
Se c’è una cosa su cui i bambini metteranno d’accordo tutta la famiglia, è questa. Il Siam Park di Costa Adeje è un parco acquatico a tema thailandese che è stato ripetutamente premiato come migliore al mondo nei Travellers’ Choice di TripAdvisor, e la reputazione è meritata: piscina a onde con un fondale che simula una spiaggia, fiume lento su gommoni, scivoli che partono da torri altissime e un’area dedicata ai più piccoli.
Due consigli operativi. Entra all’apertura e vai subito alle attrazioni più famose, perché a metà mattina le code diventano lunghe. E controlla le altezze minime prima di partire, perché quasi tutti gli scivoli grandi hanno una soglia: nulla rovina la giornata come un bambino che ha sognato uno scivolo per una settimana e si sente dire di no all’ingresso della scala.
L’alternativa più economica e più tranquilla è l’Aqualand di Costa Adeje, con scivoli meno estremi e un delfinario. Su quest’ultimo punto vale la pena una nota che troverai poco altrove: il mantenimento di cetacei in cattività è oggetto di un dibattito acceso in Europa, con normative in evoluzione in diversi Paesi. È una scelta che spetta a te, ma è giusto che tu la faccia sapendo che esiste una discussione, non per caso.
Passa una giornata al Loro Parque
Il Loro Parque di Puerto de la Cruz è nato negli anni Settanta come collezione di pappagalli e oggi è uno dei parchi zoologici più noti d’Europa, con un acquario di grandi dimensioni, un habitat antartico refrigerato dove i pinguini vivono a pochi chilometri dal Tropico del Cancro, gorilla, tigri e una fondazione che finanzia progetti di conservazione in tutto il mondo. Per un bambino l’effetto è garantito, e il parco è ordinato, ombreggiato e facile da girare con un passeggino.
Anche qui la stessa avvertenza: il Loro Parque ospita orche e delfini, e questa parte della struttura è al centro di una controversia pubblica che negli ultimi anni ha coinvolto amministrazioni, associazioni animaliste e la stessa direzione del parco. Le esibizioni con i cetacei sono la ragione per cui alcune famiglie lo scelgono e altre lo evitano. Non ti dico cosa fare, ti dico di deciderlo prima e non davanti alla vasca.
Nel sud, il Jungle Park di Arona, conosciuto anche come Las Águilas, punta soprattutto sullo spettacolo di volo dei rapaci, che si svolge in uno spazio aperto con le aquile e gli avvoltoi che passano bassi sopra le teste del pubblico. È meno grande e meno curato del Loro Parque, ma il momento dei rapaci vale il biglietto.
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Guarda le stelle da uno dei cieli migliori del mondo
Tenerife ospita l’Instituto de Astrofísica de Canarias, e l’Osservatorio del Teide, sul massiccio di Izaña, è una delle grandi installazioni solari del pianeta. Il cielo dell’isola è protetto da una legge specifica sull’inquinamento luminoso e la quota, unita alla stabilità dell’aria sopra l’inversione termica, lo rende straordinariamente limpido.
Per i bambini il punto di partenza è il Museo de la Ciencia y el Cosmos di La Laguna, un museo interattivo dove quasi tutto si tocca, con un planetario tra i migliori della Spagna. È la mezza giornata perfetta per un pomeriggio nuvoloso nel nord, e prepara il terreno per la sera.
Perché la sera, se il bambino regge, l’esperienza vera è un’altra: salire nel parco nazionale dopo il tramonto per una sessione di osservazione. Diverse società organizzano uscite guidate con telescopi e alcune propongono visite diurne all’osservatorio. Porta vestiti pesanti, perché in quota di notte fa freddo davvero, e considera che il rientro in macchina è lungo e tortuoso.
Difendi l’isola dai pirati
Per secoli le coste di Tenerife sono state esposte alle incursioni di corsari e flotte rivali della Spagna, e la risposta furono decine di piccole fortezze e torri sparse lungo il litorale. Due si visitano ancora e funzionano benissimo come gioco di ruolo per bambini.
Il Castillo de San Felipe, a Puerto de la Cruz, è in ottimo stato di conservazione e oggi ospita attività culturali: è piccolo, si visita in poco tempo ed è a due passi dal lungomare, quindi si incastra bene con il resto della giornata.
Il Castillo de San Miguel, a Garachico, è ancora più interessante da raccontare. Questo cubo di pietra proteggeva quello che era il porto più importante dell’isola, finché nel 1706 un’eruzione del vulcano Trevejo rovesciò una colata di lava sull’abitato e riempì la baia, cancellando il porto e la fortuna commerciale della città. Il castello sopravvisse. Oggi, davanti a Garachico, le colate solidificate formano piscine naturali dove si fa il bagno: portare i bambini prima nel castello e poi nell’acqua dentro la lava che lo ha risparmiato è il tipo di storia che si ricorda.
Le piscine naturali e il Lago Martiánez
Il nord dell’isola ha poche spiagge di sabbia comoda, ma ha i charcos: piscine naturali scavate nella lava, riempite dalla marea, spesso attrezzate con scale, passerelle e bagnini. Quelle di Garachico sono le più celebri, ma ce ne sono anche a Bajamar, Punta del Hidalgo e in altri punti della costa. Il vantaggio con i bambini è l’acqua ferma; lo svantaggio è che con mare mosso diventano pericolose e vanno evitate senza discutere.
A Puerto de la Cruz c’è invece il Lago Martiánez, il complesso di piscine di acqua marina progettato da César Manrique che occupa un intero tratto di lungomare: isole artificiali, sculture, palme, una laguna centrale e zone poco profonde pensate per i più piccoli. È architettura, ma i bambini non se ne accorgono e ci passano l’intera giornata.
Le spiagge giuste per andare con i bambini
Non tutte le spiagge di Tenerife sono adatte ai più piccoli: molte hanno onde importanti e correnti, e la sabbia vulcanica scura arriva a temperature notevoli nelle ore centrali. Ce ne sono però diverse pensate esattamente per le famiglie.
Las Teresitas, a San Andrés vicino a Santa Cruz, è la scelta più sicura del nord: la sabbia chiara fu portata dal Sahara negli anni Settanta e una barriera frangiflutti tiene l’acqua praticamente ferma, con palme, servizi e un fondale che degrada lentamente. Nel sud, Playa de Las Vistas a Los Cristianos e la vicina Playa de Los Cristianos offrono lo stesso tipo di protezione, con bandiera blu e sorveglianza. Playa del Duque a Costa Adeje è più curata e più cara, ma comoda. Playa Jardín, a Puerto de la Cruz, è un’altra opera di Manrique, con sabbia nera e giardini alle spalle, ed è la migliore del nord se il mare è calmo.
La regola pratica: nel sud si fa il bagno quasi sempre, nel nord dipende dalla giornata, e il sistema di bandiere va guardato prima di stendere l’asciugamano, non dopo.
Il Drago Milenario e le farfalle di Icod
A Icod de los Vinos c’è l’albero più fotografato delle Canarie: il Drago Milenario, una Dracaena draco alta oltre sedici metri che la tradizione locale vuole millenaria, mentre le stime scientifiche più prudenti la collocano tra gli ottocento e i mille anni. Il drago non ha anelli di accrescimento, e questo è già di per sé un aneddoto che ai bambini piace: nessuno sa dire con certezza quanti anni abbia. La resina rossastra che produce veniva chiamata sangue di drago.
Si vede benissimo dalla piazza, ma vale il biglietto del Parque del Drago per girargli attorno. A pochi passi c’è il Mariposario del Drago, una serra tropicale piena di farfalle libere che si posano addosso ai visitatori: mezz’ora scarsa, costo contenuto, e per i bambini dai tre ai sette anni è spesso il ricordo più vivido della vacanza.
Le piramidi che nessuno sa spiegare del tutto
A Güímar, sul versante orientale, ci sono sei strutture a gradoni in pietra lavica che dagli anni Novanta sono al centro di un parco etnografico. L’esploratore norvegese Thor Heyerdahl, quello della zattera Kon-Tiki, ci si trasferì convinto che fossero legate alle rotte transoceaniche antiche; l’ipotesi archeologica prevalente oggi le collega invece all’agricoltura ottocentesca e all’accumulo delle pietre spietrate dai campi. Il dibattito non è chiuso del tutto, ed è proprio questo a renderlo interessante da raccontare a un ragazzino.
Il parco è ombreggiato, ha un giardino botanico con piante velenose, un padiglione con la riproduzione di imbarcazioni antiche e percorsi facili. Con bambini sotto i sei anni è meno adatto, perché la parte migliore è quella narrata.
Un pomeriggio a Santa Cruz senza sentirsi in città
Se hai una giornata di pioggia o vento, la capitale funziona meglio di quanto ti aspetteresti. Il Palmetum è un giardino botanico dedicato alle palme costruito sopra un’ex discarica affacciata sul porto, con laghetti, cascate e vista sull’oceano. Poco distante, il Parque Marítimo César Manrique replica in scala urbana l’idea del Lago Martiánez.
Il tram che collega Santa Cruz a La Laguna è un mezzo di trasporto, ma per i bambini piccoli è un’attrazione a costo quasi nullo, e ti scarica nel centro storico di La Laguna, patrimonio UNESCO, dove si mangia bene e si cammina senza traffico. Il Museo de la Naturaleza y Arqueología, sempre a Santa Cruz, conserva le mummie guanches: da valutare in base alla sensibilità di tuo figlio, perché l’impressione è forte.
Come organizzare le giornate secondo l’età
La differenza tra una vacanza riuscita e una faticosa a Tenerife dipende quasi sempre dal fatto che le attrazioni migliori dell’isola hanno soglie d’ingresso diverse.
Sotto i tre anni il Teide in funivia è escluso, la Cueva del Viento pure, le escursioni in mare sono possibili ma corte, e il grosso della vacanza si gioca tra Lago Martiánez, Las Teresitas, il Mariposario, il Loro Parque e le passeggiate brevi. Non è poco, ed è tutto concentrato in un raggio ridotto.
Dai cinque anni in su si apre la grotta e diventano gestibili i sentieri facili dell’Anaga. Dai sette o otto anni funziona quasi tutto: i parchi acquatici smettono di avere limiti di altezza frustranti, l’uscita in barca regge le due ore, il Museo de la Ciencia diventa davvero interattivo e non solo colorato. Dai dieci in su puoi ragionare sul permesso per il sentiero Telesforo Bravo, tenendo presente che è una salita in alta quota e non una gita.
Un’ultima cosa sul ritmo: l’isola sembra piccola sulla cartina e non lo è alla guida. Le strade del nord sono strette e piene di curve, e sommare il Teide e Anaga nello stesso giorno significa passare cinque ore in macchina con dei bambini. Una cosa grande al giorno, con la spiaggia o la piscina nel pomeriggio, è il piano che funziona.
Quando andare e cosa mettere in valigia
Il clima è il grande vantaggio di Tenerife con i bambini: la temperatura è mite tutto l’anno e non esiste una stagione realmente esclusa. L’estate europea è la più affollata e la più cara; i mesi tra ottobre e maggio offrono prezzi migliori, mare ancora godibile nel sud e sentieri molto più piacevoli. La settimana del Carnevale di Santa Cruz, uno dei più grandi del mondo, è un’esperienza a sé, ma va prenotata con largo anticipo.
In valigia servono tre corredi diversi, e questa è la cosa che sorprende chi viene per la prima volta: costume e protezione solare alta per la costa, felpa e giacca antivento per Anaga e il nord, abbigliamento da montagna vero per il parco nazionale, dove il salto termico rispetto al mare può superare i venti gradi. Aggiungi scarpe chiuse per la grotta e i sentieri, e un paio di occhiali da sole anche per i bambini, perché in quota la radiazione è intensa.
Tenerife con bambini: Cosa terrei se avessi solo cinque giorni
Se dovessi scegliere, lascerei fuori i doppioni. Un parco acquatico basta e avanza. Un parco animali anche. Terrei invece le tre esperienze che a Tenerife non hanno equivalenti altrove: la salita nel parco nazionale, l’uscita in mare sopra la Teno-Rasca e la discesa nella Cueva del Viento. Sono un vulcano, un oceano abitato e un mondo sotterraneo, e nessuna delle tre si può replicare in un centro commerciale.
Il resto lo costruirei attorno alla spiaggia più vicina a dove dormi, con una giornata nel nord tra Garachico, Icod e i charcos. Poi lascerei un pomeriggio libero senza programma, che è la cosa che con i bambini si dimentica sempre di mettere in itinerario e che, quasi sempre, è quella di cui parlano di più al ritorno.
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